Trump avverte: «Riaprite Hormuz in 48 ore o sarà l'inferno». L'Iran risponde: «Diventerà un inferno per voi»

Mark Rutte volerà a Washington dopo Pasqua per incontrare Donald Trump in una missione delicata: salvaguardare la Nato e il sostegno Usa all’Ucraina, dopo le dure critiche americane agli alleati europei e le minacce di disimpegno.
In Europa cresce l’irritazione per la linea di Trump e si rafforza l’idea di una maggiore autonomia strategica, mentre emergono ipotesi di nuove alleanze tra democrazie.
Intanto si intensifica il conflitto con l’Iran: esplosioni a Teheran, raid israeliani e scontri che coinvolgono anche forze Usa, con aerei ed elicotteri americani abbattuti. È la tacita risposta di Teheran alla tregua proposta da Washington. E intanto è corsa contro il tempo per cercare il pilota americano disperso.
Trump rilancia con toni aggressivi sul controllo del petrolio e presenta un bilancio record per la difesa.
Sul piano diplomatico, Putin ed Erdogan chiedono un cessate il fuoco, mentre l’Europa cerca equilibrio tra sicurezza e indipendenza.
Think tank Usa, il record di Epic Fury con oltre 850 Tomahawk lanciati
Le navi e i sottomarini della Marina Usa hanno lanciato poco più di 850 missili da crociera Tomahawk nelle prime quattro settimane dell'Operazione Epic Fury contro l'Iran. Si tratta, ha notato il Center fo Strategic and International Studies (Csis), del loro maggior numero mai utilizzato in una singola campagna militare, oltre i 802 registrati nel 2003 nell'ambito della Iraqi Freedom. Il trend, ha osservato il think tank di Washington, pone dei problemi di reintegro delle scorte al termine di Epic Fury e, più in generale, agli armamenti a stelle e strisce nel loro complesso. Sarà necessario del tempo, in altri termini, con rischi a breve termine per la sicurezza degli Stati Uniti: nell'anno fiscale 2026 è stimata infatti la consegna di appena 190 nuovi Tomahawk, i missili da crociera ritenuti tra i più efficaci e affidabili al mondo. (ats ans)
L'Iran avverte, «grave rischio di radiazioni dopo l'attacco al sito di Busher»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha scritto una lettera al Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, condannando gli attacchi israelo-americani contro i siti nucleari iraniani, compreso il recente attacco alla centrale nucleare di Busher. Lo riporta al Jazeera. Tali attacchi "espongono l'intera regione a un grave rischio di contaminazione radioattiva con gravi conseguenze per la salute umana e l'ambiente", ha scritto Araghchi nella lettera, il cui testo ha condiviso su Telegram. "I ripetuti attacchi degli aggressori nelle vicinanze della centrale nucleare attiva di Busher sono motivo di grande preoccupazione", ha affermato. "La vicinanza di questi attacchi a un impianto nucleare attivo crea una situazione intollerabile che comporta un serio rischio di rilascio di materiale radioattivo", ha precisato. (ats ans)
L'Iran replica a Trump: «L'illusione di sconfiggerci si è trasformata in una palude in cui affonderete»
L'Iran ha avvertito oggi Stati Uniti e Israele che "l'intera regione diventerà un inferno per loro" se l'escalation continuerà. Lo riportano i media iraniani, ripresi dal Telegraph. "Non dimenticate che se l'aggressione si estenderà, l'intera regione si trasformerà in un inferno per voi", ha dichiarato un portavoce iraniano. "L'illusione di sconfiggere la Repubblica Islamica dell'Iran si è trasformata in una palude in cui affonderete", ha precisato. La dichiarazione fa seguito alle minacce lanciate sempre oggi da Donald Trump, secondo cui "l'inferno si sarebbe abbattuto" sull'Iran se lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto lunedì. (Ansa)
Houthi: «Attaccato aeroporto Ben Gurion e siti militari israeliani»
Gli Houthi hanno rivendicato un attacco missilistico contro Israele, affermando di aver preso di mira l'aeroporto internazionale Ben Gurion e siti militari "vitali" nel sud del Paese. Lo scrive al Jazeera. In una dichiarazione diffusa tramite il media Al-Masirah, affiliato agli Houthi, il gruppo yemenita ha affermato che l'attacco è stato condotto utilizzando un missile a grappolo e numerosi droni. In precedenza l'esercito israeliano aveva affermato di aver rilevato un missile lanciato dallo Yemen verso il proprio territorio e di aver attivato i propri sistemi di difesa. I media israeliani hanno poi riferito che il missile è caduto in un'area aperta, senza causare vittime né danni. (ats ans)
Netanyahu: «Come avevo promesso continuiamo a colpire l'Iran»
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha confermato che Israele ha attaccato gli impianti petrolchimici iraniani, dopo che i media iraniani avevano riportato la notizia della morte di almeno cinque persone in un attacco alla zona petrolchimica di Mahshahr. "Dopo aver distrutto il 70% della loro capacità di produrre acciaio, che viene utilizzato come materia prima per le armi usate contro di noi, oggi abbiamo attaccato i loro impianti petrolchimici", ha dichiarato Netanyahu in un video messaggio pubblicato sul suo account X. "Vi avevo promesso che avremmo continuato a colpire il regime terroristico di Teheran, ed è esattamente quello che stiamo facendo", ha affermato. (ats ans)
«Dieci arresti a Tel Aviv alla manifestazione contro la guerra»
La polizia israeliana ha arrestato dieci manifestanti durante la protesta contro la guerra in piazza Habima nel centro di Tel Aviv, con l'accusa di disturbo della quiete pubblica. I manifestanti, invece, hanno affermato che gli arresti sono stati sedici. Lo scrive Ynet. (ats ans)
Israele chiede evacuazione area presso la frontiera siro-libanese
Israele chiede l'evacuazione di un'area vicino al valico di frontiera siro-libanese in vista di attacchi aerei. (ats ans)
Iran: «Almeno 5 morti in attacco alla zona petrolchimica di Mahshahr»
I media iraniani riferiscono che almeno cinque persone sono rimaste uccise in un attacco agli impianti petrolchimici di Mahshahr. In mattinata, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu aveva affermato che Israele ha condotto attacchi contro gli stabilimenti petrolchimici iraniani, che a suo dire rappresentano un'importante fonte di finanziamento per il governo iraniano. Lo scrive Al Jazeera. (ats ans)
«Colpito un cargo Msc a Hormuz»
Il conflitto in Iran allunga l'ombra del disastro nucleare sul Golfo. I raid israelo-americani sono caduti pericolosamente vicino alla centrale atomica iraniana di Bushehr, provocando un morto e aumentando i timori di una possibile reazione a catena. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi mette in guardia:"Qualsiasi radiazione non solo distruggerebbe Teheran, ma anche le capitali dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo Persico". Il direttore dell'Aiea, Rafael Grossi, ha espresso "profonda preoccupazione" per quello che ha definito il quarto attacco di questo tipo nelle ultime settimane, ricordando che "i siti delle centrali non devono mai essere attaccati". Mentre Mosca ha avviato l'evacuazione di 198 lavoratori dalla centrale, indicando come "vile" l'attacco che ha sfiorato l'impianto nel sudovest del Paese. Quello del rischio atomico è un tema che si aggiunge a una crisi che non sembra trovare soluzione, in particolare sullo stretto di Hormuz dove i segnali restano contraddittori. Se infatti il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu ha annunciato che una seconda nave di Ankara è riuscita a passare lo stretto - alimentando i segnali di un possibile allentamento di quello che di fatto è un blocco in vigore dal 1 marzo - dall'altra i pasdaran hanno rivendicato di aver colpito con droni una portacontainer, la Msc Ishyka, accusandola di essere "legata a Israele". Il comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha poi annunciato che l'Iraq sarà esentato da qualsiasi restrizione al transito attraverso Hormuz. E secondo l'agenzia Tasnim, Teheran avrebbe concesso l'autorizzazione anche al transito di navi che trasportano "beni essenziali" attraverso lo stretto. Ma quale che siano questi beni resta tutto da chiarire, mentre il criptico messaggio sembra escludere in ogni caso i traffici internazionali, limitando il passaggio alle navi destinate ai porti iraniani e presenti nel Mare d'Oman, quindi in ingresso nel Golfo Persico. Intanto, lo sforzo diplomatico per il traffico marittimo in seno all'Onu sembra in stallo, con il voto in Consiglio di Sicurezza della risoluzione presentata Bahrein nuovamente rinviato. Segno che l'ultima bozza del testo, seppure fortemente edulcorata rispetto alle precedenti versioni, non trova ancora il favore di tutti i membri permanenti del Consiglio, in particolare Russia e Cina. (ats ans)

Allarme carburante sui voli: restrizioni in 4 scali italiani
La priorità nel rifornimento, ha spiegato la società che fa parte del colosso britannico Bp, sarà data ai voli ambulanza, ai voli di Stato e ai voli con durata superiore a 3 ore
Decine di migliaia manifestano contro la guerra a Baghdad
Decine di migliaia di sostenitori dell'influente religioso sciita Moqtada al-Sadr si sono riuniti oggi a Baghdad e in tutto l'Iraq per condannare Israele e gli Stati Uniti e chiedere la fine del conflitto in Medio Oriente. L'Iraq è stato trascinato nella guerra contro la sua volontà, scatenata il 28 febbraio dai raid aerei congiunti statunitensi e israeliani contro l'Iran. I gruppi filo-iraniani attaccano gli interessi americani in Iraq e sono a loro volta soggetti ad attacchi di rappresaglia attribuiti agli Stati Uniti e a Israele. Decine di migliaia di uomini e alcune donne hanno invaso le strade intorno a Piazza Tahrir, nel centro di Baghdad, oggi pomeriggio, sventolando bandiere irachene e scandendo slogan come: "No a Israele" e "No all'America". (ats ans)
AfpPiù di mille in piazza a Tel Aviv contro guerra a Iran e Hezbollah
"Basta con la guerra infinita": più di mille persone hanno manifestato in serata a Tel Aviv contro la guerra condotta da Israele contro l'Iran e Hezbollah in Libano, chiedendo alle autorità di porvi fine, prima di essere disperse dalla polizia. "Non bombardate! Parlate!", "Basta con le sciocchezze di Bibi", hanno scandito i manifestanti riuniti in piazza Habima, nel cuore della metropoli, come ha osservato un giornalista dell'Afp. Una donna teneva un cartello con la scritta: "Netanyahu è la più grande minaccia all'esistenza di Israele", riferendosi al primo ministro Benyamin Netanyahu, soprannominato "Bibi". Il Medio Oriente è precipitato in una guerra dal 28 febbraio, scatenata dall'attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, a cui Teheran sta rispondendo con attacchi missilistici e con droni contro Israele e diversi paesi della regione. (ats ans)
Idf: «Morto un soldato in combattimento nel Libano meridionale»
L'esercito israeliano ha annunciato la morte di un suo soldato, ucciso in combattimento oggi nel Libano meridionale, dove Israele e il gruppo islamista Hezbollah, sostenuto dall'Iran, si scontrano da oltre un mese. "Il sergente maggiore Guy Ludar, 21 anni, è stato ucciso in azione nel Libano meridionale", si legge in un breve comunicato militare. Con questa morte sale a 11 il numero di soldati israeliani uccisi nel Libano meridionale dal 2 marzo, data di ripresa delle ostilità con Hezbollah. (ats ans)
Iran: «Iraq sarà esentato da restrizione transito Hormuz»
Il comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha annunciato che l'Iraq sarà esentato da qualsiasi restrizione al transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riportano oggi i media iraniani, segnalando un trattamento preferenziale per Baghdad mentre Teheran rafforza il controllo su questa strategica via d'acqua. Lo scrive The Guardian. (ats ans)
In Libano oltre 1'400 morti nei raid israeliani da inizio guerra
Il numero delle persone uccise dai raid israeliani in Libano ha superato quota 1'400. Lo rende noto un aggiornamento diffuso oggi dal ministero della Salute libanese e visionato dalla Cnn. Il ministero ha affermato che su un totale di 1.422 persone uccise negli attacchi aerei intrapresi dal 2 marzo, data in cui Israele ha iniziato a colpire obiettivi che definisce Hezbollah, vi sono anche 126 bambini, almeno 54 operatori sanitari e 93 donne. (ats ans)
Iran: «Il 60% del ponte B1 a Karaj danneggiato nell'attacco»
Il 60% del ponte dell'autostrada B1 a Karaj è stato danneggiato, con sei dei suoi sette piloni di sostegno gravemente colpiti, dopo essere stato preso di mira da un attacco "nemico" giovedì scorso. Lo riferiscono i media iraniani che citano il direttore esecutivo del progetto della tangenziale nord di Karaj, secondo quanto riporta Iran International. (ats ans)
Idf conferma raid su impianti petrolchimici iraniani
L'esercito israeliano ha confermato di aver bombardato oggi impianti petrolchimici nel sud dell'Iran, affermando che tali siti venivano utilizzati da Teheran per la produzione di materiali per missili balistici. Secondo l'esercito, gli attacchi hanno portato all'interruzione di tutta la produzione di materiali chimici, prevedendo che causeranno danni economici per miliardi di dollari. L'agenzia di stampa Fars aveva precedentemente riportato che diversi impianti nella Zona Speciale Petrolchimica di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, erano stati colpiti e che cinque persone erano rimaste ferite. (ats ans)
Arrestate negli Usa le nipoti del generale iraniano Soleimani
Gli agenti federali americani hanno arrestato negli Stati Uniti, venerdì, la nipote e la pronipote del defunto generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso in un blitz statunitense a gennaio del 2020 con un drone: lo riferisce il Dipartimento di Stato. Le due donne sono state arrestate dopo che il segretario di Stato Marco Rubio ha revocato il loro status di residenza permanente. "Hamideh Soleimani Afshar e sua figlia sono ora sotto la custodia dell'U.S. Immigration and Customs Enforcement (Ice)", ha dichiarato il Dipartimento di Stato in un comunicato. Rubio ha revocato le Green Card delle parenti del defunto generale dei Pasdaran (Irgc), Qasem Soleimani, spiegando che la nipote e la pronipote del militare iraniano vivevano "nel lusso" negli Stati Uniti. "Afshar è la nipote del defunto maggior generale iraniano Qasem Soleimani. È inoltre una schietta sostenitrice del regime iraniano, che ha celebrato gli attacchi contro gli americani e ha definito il nostro Paese il 'Grande Satana'", ha scritto il segretario di Stato, in un post su X. "Questa settimana ho revocato lo status legale sia ad Afshar sia a sua figlia; le due donne si trovano ora in custodia dell'Ice, in attesa di essere espulse dagli Stati Uniti. L'amministrazione Trump non permetterà che il nostro Paese diventi un rifugio per cittadini stranieri che sostengono regimi terroristici anti-americani", ha rincarato Rubio. Il Dipartimento di Stato non ha reso note le eventuali accuse a carico di Afshar o di sua figlia. Soleimani è stato ucciso a gennaio del 2020, nel primo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca, con un attacco mirato avvenuto mentre si trovava in visita in Iraq. All'epoca, i funzionari americani giustificarono il blitz sostenendo che fosse necessario per sventare un "attacco imminente". (ats ans)
Wp: «Da aziende private cinesi informazioni d'intelligence all'Iran su truppe Usa»
Ci sono aziende cinesi che forniscono all'Iran informazioni di intelligence utili e utilizzabili che espongono le forze Usa: tuttavia, riferisce il Washington Post, si tratterebbe di "aziende private" e, di fatto, il Partito comunista cinese starebbe cercando di "mantenere le distanze". Quando, cinque settimane fa, è scoppiata la guerra in Iran, gli "investigatori" dei social media, attivi su piattaforme occidentali e cinesi, hanno segnalato un'ondata di post virali che hanno descritto in modo dettagliato le attrezzature presenti nelle basi Usa, i movimenti dei gruppi navali d'attacco americani e altre analisi minuziose. (ats ans)
Iran: «Attaccato scalo israeliano di Ben Gurion e base Usa in Kuwait»
L'esercito iraniano ha affermato che le sue forze hanno attaccato l'aeroporto israeliano Ben Gurion di Tel Aviv, "con l'obiettivo di interrompere il comando e il controllo del traffico aereo militare da parte del nemico, nonché le piattaforme per la guerra elettronica". Nel frattempo, l'agenzia Fars, vicina alle Guardie della Rivoluzione, ha citato una fonte informata secondo cui, in un altro attacco, le forze iraniane avrebbero preso di mira, con missili balistici e droni kamikaze, una base militare statunitense per comandanti e tecnici del sistema missilistico Himars sull'isola di Bubiyan, in Kuwait. (ats ans)
ImagoTrump: «L'Iran ha 48 ore per un accordo altrimenti sarà l'inferno»
Donald Trump ricorda all'Iran che ha ancora 48 ore per raggiungere un accordo sull'apertura dello Stretto di Hormuz, altrimenti dovrà affrontare affrontare "l'Inferno". "Ricordate quando diedi all'Iran dieci giorni per RAGGIUNGERE UN ACCORDO o APRIRE LO STRETTO DI HORMUZ?", ha scritto Trump su Truth, riferendosi all'ultimatum da lui lanciato il 26 marzo. "Il tempo sta scadendo: mancano 48 ore prima che l'Inferno si scateni su di loro", ha affermato il presidente, aggiungendo: "Gloria a DIO!".
Autorità iraniane negano di aver trovato secondo pilota dell'F-15
Un'unità del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica nella provincia meridionale iraniana di Kohgiluyeh e Boyerahmad, e il governatore della stessa provincia, hanno entrambi smentito che Teheran abbia preso in custodia il secondo pilota americano dell'F-15 abbattuto. Lo riporta la Bbc aggiungendo che il governatore ha negato che il primo pilota sia stato salvato dagli Stati Uniti, parlando di una "tattica nemica". (ats ans)

Forniture garantite almeno fino a metà maggio
Secondo Ryanair non è prevista una carenza di carburante nel breve termine, ma la situazione è comunque a rischio se la chiusura dello stretto di Hormuz si prolunga
Trump: «Nato partner gravemente indebolito e molto inaffidabile»
Donald Trump torna ad attaccare la Nato prendendo di mira un errore che a suo dire avrebbe fatto il New York Times sulla sigla dell'Alleanza Atlantica, a pochi giorni dall'incontro di mercoledì alla Casa Bianca tra il tycoon e il segretario generale Mark Rutte. "Il 'New York Times in declino' - la cui mancanza di credibilità, insieme ai costanti attacchi basati su 'Fake News' contro il vostro Presidente preferito, ha causato un crollo assoluto della sua diffusione - ha definito il nostro 'partner' gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile, la Nato, come la 'North American Treaty Organization'", ha scritto il tycoon in un post. "Il nome corretto è 'North Atlantic Treaty Organization': un errore davvero interessante! Gli standard di assunzione e di formazione presso il Nyt sono crollati drasticamente. Riportate in auge il motto 'ALL THE NEWS THAT'S FIT TO PRINT' e 'Make America Great Again!'", ha concluso Trump. (ats ans)
Iran autorizza navi con beni essenziali a Hormuz verso suoi porti
L'Iran ha dichiarato che concederà l'autorizzazione al transito di navi che trasportano "beni essenziali" attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia semi-ufficiale Tasnim citata dalla Cnn, che sottolinea come non sia chiaro tuttavia quali beni Teheran definisca "essenziali" né se manterrà il blocco nei confronti delle navi provenienti da quelle che considera nazioni ostili. Secondo quanto riferito, l'ordine si applica alle "navi dirette verso i porti iraniani o attualmente presenti nel Mare d'Oman". Secondo quanto riferito da Tasnim, il vice responsabile per lo sviluppo commerciale Houman Fathi ha inviato una lettera al capo dell'Organizzazione Portuale e Marittima in merito all'autorizzazione al transito di navi che trasportano aiuti umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz. La lettera recita: "In riferimento all'accordo e all'annuncio del potente governo della Repubblica Islamica dell'Iran e delle vittoriose forze armate del nostro Paese, che autorizzano il transito di navi che trasportano aiuti umanitari, in particolare beni di prima necessità e prodotti per l'allevamento, attraverso lo Stretto di Hormuz, si richiede che, al fine di consentire il transito delle navi dirette verso i porti iraniani o già presenti nel Mar d'Oman, vengano inseriti all'ordine del giorno gli obblighi necessari per il passaggio di tali navi, sulla base dei protocolli emanati. L'elenco delle navi interessate, pronte a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz, verrà inviato per il coordinamento. Auguriamo la vittoria ai guerrieri dell'Islam". (ats ans)
Nuovi danni in Israele a seguito di un attacco missilistico iraniano
A seguito di un nuovo lancio di missili dall'Iran, nel pomeriggio si sono registrati nuovi impatti nell'area metropolitana di Tel Aviv, in Israele. I video diffusi dai media israeliani mostravano colonne di fumo che si alzavano sopra le case in due sobborghi di Tel Aviv. Secondo quanto riportato dai media, l'attacco iraniano ha causato danni, tra l'altro, agli edifici. I servizi di soccorso israeliani hanno inoltre diffuso immagini in cui si vedevano auto in fiamme. Secondo le informazioni disponibili, un uomo è rimasto leggermente ferito a causa dell'onda d'urto. Secondo quanto riportato dai media israeliani, l'Iran ha nuovamente utilizzato, come già avvenuto negli attacchi di mezzogiorno, le munizioni a grappolo, largamente condannate a livello internazionale, che coprono vaste aree in modo incontrollato con ordigni esplosivi e sono particolarmente pericolose per i civili. (sda dpa)
Iran: «Pieno controllo del nostro spazio aereo»
Secondo i media statali iraniani, un portavoce del comando militare congiunto ha affermato che il Paese avrebbe «senza dubbio il pieno controllo» del proprio spazio aereo. E ha ricordato che l'Iran ha utilizzato ieri un nuovo sistema di difesa aerea per colpire gli aerei da combattimento statunitensi. (L'Orient-Le-Jour)
Pasdaran, colpita con droni a Hormuz una nave legata a Israele
I Pasdaran affermano di aver preso di mira una nave «legata a Israele» nello Stretto di Hormuz con un attacco di droni, provocando un incendio. Il comando della Marina della Guardia Rivoluzionaria ha riferito su X che la nave colpita, che «è legata al regime sionista» e «ha preso fuoco», si chiama Msc Ishyka. Secondo siti specializzati, l'imbarcazione è una portacontainer battente bandiera liberiana. (ats)
Raid aerei israeliani nel sud del Libano: 11 feriti, danneggiato anche un ospedale
Un ospedale di Tiro, importante città costiera del sud del Libano, è stato danneggiato nel corso di raid aerei israeliani diretti contro edifici vicini, nei quali almeno 11 persone sono rimaste ferite: lo ha reso noto il ministero della Salute libanese. L'episodio è avvenuto ad Al-Houch, località vicina a Tiro, dove i raid hanno distrutto due edifici situati vicino a un ospedale, secondo un corrispondente dell'Afp. Finestre della struttura sanitaria sono andata in frantumi e controsoffitti sono crollati, mentre i medici prestavano soccorso, ha riferito la direzione dell'ospedale. (ats)
foto AfpL'Iran offre 60 mila dollari a chi darà informazioni per catturare il pilota americano
Le forze iraniane e americane continuano a darsi battaglia per trovare il pilota ancora disperso dopo che ieri il primo caccia statunitense è stato abbattuto in territorio iraniano dall'inizio della guerra. Le autorità iraniane hanno esortato la popolazione del sud-ovest del Paese a cercare il pilota dell'F-15, offrendo ricompense di oltre 60 mila dollari ai cittadini che aiuteranno a catturarlo.
Raid sull'area della centrale nucleare di Busher, un morto
L'area della centrale nucleare di Busher, in Iran, è stata presa di mira in raid condotti da Israele e Stati Uniti, che hanno causato una vittima: lo afferma l'agenzia ufficiale iraniana Irna. Non ci sono danni alle strutture. In precedenza, tre grosse esplosioni hanno avuto luogo nelle aziende petrolchimiche iraniane di Fajr 1 e 2, Rejal e Amirkabir, situate in un'area industriale speciale a Mahshahr, nella provincia di Khuzestan. Stando all'agenzia Tasnim, nell'attacco almeno cinque persone sono rimaste ferite. Intanto, dopo una pausa di quasi 10 ore, le forze di difesa israeliane hanno rilevato un nuovo attacco balistico proveniente dall'Iran, diretto verso il centro di Israele, stando al Times of Israel.
«Se il pilota americano finisce nella mani dell'Iran, i consensi di Trump crollano»
Intervenendo al programma Today di Radio 4, Laurel Rapp, direttrice del programma per Stati Uniti e Nord America presso Chatham House, ha affermato che il salvataggio del pilota americano disperso è «una missione di fondamentale importanza». Sostiene che la cattura del membro dell'equipaggio statunitense rappresenterebbe un «enorme premio» per l'Iran, offrendo loro una «potentissima carta da giocare nelle trattative», anche se Trump ha già chiarito che «non cambierà nulla». Per Rapp, però, la eventuale diffusione dell'immagine del pilota catturato dagli iraniani farebbe crollare vertiginosamente i consensi del tycoon.
Esplosioni a Teheran e Beirut
Diverse esplosioni sono state udite questa mattina nell'area a nord della capitale iraniana Teheran. Lo riferiscono alcune fonti, tra cui un giornalista dell'Afp e i giornalisti di Al Jazeera Arabic. Anche la periferia sud di Beirut è stata bombardata almeno due volte oggi all'alba, secondo una giornalista dell'Afp che ha udito potenti esplosioni e ha visto il fumo salire verso il cielo. Contemporaneamente, l'esercito israeliano ha annunciato sui social di aver «iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut».
BREAKING: 🇮🇷 Bakhtiari tribes in Iran’s Khuzestan Province say they are heading into the mountains, armed with rifles, to search for the missing U.S. F-15 pilot, telling media:
— Donald J Trump Posts TruthSocial (@TruthTrumpPost) April 3, 2026
“Don’t worry, we’ll find him.” pic.twitter.com/Kx2ZushImq
Pilota americano disperso: corsa contro il tempo di USA e Iran per trovarlo
Le forze speciali americane sono impegnate nella ricerca del pilota del caccia F15 disperso dopo che il suo jet è stato colpito da un missile iraniano. Anche l'esercito del regime iraniano dà la caccia al pilota e ha chiesto la collaborazione della popolazione. Intanto Donald Trump su Truth rilancia un video dove si vedono alcuni componenti armati della tribù Bakhtiari (della provincia iraniana del Khuzestan) che dichiarano di «stare salendo sulle montagne» alla ricerca del pilota statunitense. « Non preoccupatevi, lo troveremo» hanno dichiarato.
Foto AFP
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