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Suona l'ultima campanella e si ricorda Gaza

Il Collegio DFA/ASP SUPSI denuncia la distruzione sistematica dell’istruzione nei territori in guerra e invita la comunità accademica a non restare in silenzio.
Imago
Fonte Collegio DFA/ASP
Suona l'ultima campanella e si ricorda Gaza
Il Collegio DFA/ASP SUPSI denuncia la distruzione sistematica dell’istruzione nei territori in guerra e invita la comunità accademica a non restare in silenzio.

BELLINZONA - Una presa di posizione in difesa del diritto all'istruzione e contro gli «scolasticidi» nei contesti di guerra. A pubblicarla oggi, ultimo giorno dell'anno scolastico in Ticino, è il Collegio del Dipartimento formazione e apprendimento / Alta scuola pedagogica (DFA/ASP) della SUPSI, che il 5 maggio scorso l'ha approvata con 51 voti favorevoli su 79 votanti.

La scelta della data non è casuale. Mentre nelle scuole ticinesi si conclude l'anno scolastico, ricorda il Collegio, in diverse regioni del mondo gli istituti non riescono più a garantire il diritto allo studio a causa dei conflitti armati.

Il documento nasce dalle notizie giunte negli ultimi mesi dalla Striscia di Gaza, dove dall'ottobre 2023 l'intero sistema educativo è stato distrutto. Nel testo viene richiamato il concetto di «scolasticidio», definito come «la distruzione totale, deliberata e sistematica del sistema educativo», e si sottolinea come il fenomeno rischi di estendersi ad altri scenari di guerra.

«Come insegnanti di livello accademico, incaricati/e della formazione del futuro corpo insegnante del nostro Cantone e sostenuti dall'imprescindibile lavoro del personale amministrativo, crediamo non si possa tacere di fronte alla privazione del diritto allo studio della popolazione civile di Gaza e, per esteso, di molti altri luoghi del pianeta», scrive il Collegio.

Secondo i firmatari, il silenzio della comunità accademica di fronte a queste situazioni equivarrebbe a ignorare principi fondamentali sanciti dal diritto internazionale. Nel documento si legge infatti che «tacere significherebbe allinearsi acriticamente a una grave violazione dell'articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo». La presa di posizione richiama inoltre dati di Human Rights Watch secondo cui centinaia di milioni di bambini e bambine nel mondo non hanno accesso all'istruzione, una situazione aggravata dai conflitti in corso.

Il Collegio cita anche le prese di posizione delle Università di Ginevra e Losanna, dichiarando di condividerne la solidarietà verso la comunità educante di Gaza e verso studenti, studentesse, ricercatori e ricercatrici colpiti dalla guerra.

Nel testo viene inoltre ribadita l'importanza del codice etico SUPSI quale riferimento per le decisioni e le collaborazioni accademiche. Il Collegio si impegna ad applicarne i principi anche in futuro, richiamando in particolare i valori di integrità, collaborazione e responsabilità.

Infine, viene espressa solidarietà alle istituzioni scolastiche e accademiche che operano in aree di conflitto e una crescente preoccupazione per gli effetti delle guerre sulla convivenza e sul benessere globale. «Con questa presa di posizione, auspichiamo che si possa mantenere integra la coerenza tra i valori che dichiariamo, le nostre scelte e le nostre azioni», conclude il Collegio.

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