Lombardi sbotta a Quarta Repubblica, poi ritira e si scusa

Altra discussione infuocata sulla tragedia di Crans-Montana e il municipale luganese cade in un'uscita spiacevole.
LUGANO - Non si ferma il dibattito, in Italia, sulla tragedia di Crans-Montana. E il nuovo tema "caldo" è la ricezione da parte di quattro famiglie italiane delle copie delle fatture dell'Ospedale di Sion in cui sono rimasti ricoverati, per un solo giorno, i loro figli.
Se ne è parlato ieri a Quarta Repubblica, programma di Rete 4, e a partecipare alla discussione è stato anche Filippo Lombardi, municipale di Lugano. Che dopo una serie di spiegazioni pacate ha finito per sbottare (di nuovo), dovendo infine scusarsi.
Le fatture ricevute dalle famiglie, è stato sottolineato durante il talk show, riportano cifre astronomiche, per oltre 128mila euro. Cifre che, come indicato sulla documentazione stessa, le famiglie non dovranno pagare. La polemica, però, si è accesa su chi sarà ora a coprire questi costi: la Svizzera o l'Italia?
Svizzera vs. Italia
L'approccio della Svizzera, al momento, sembra essere strettamente burocratico. Stando alla direttrice dell'Istituto delle assicurazioni sociali, Doris Bianchi, «anche in questa tragedia vigono le regole stabilite dalla Svizzera con i Paesi della Comunità europea. Un cittadino italiano che ha un incidente in Svizzera ha accesso alle cure mediche in Svizzera e i costi per queste cure sono a carico del paese di residenza. Dunque, per l’Italia, del Sistema sanitario nazionale».
Una posizione, questa, diversa da quella del Governo italiano, che ha già dichiarato che in virtù dei regolamenti UE rinuncerà a chiedere il rimborso alla Svizzera per le cure dei due giovani rossocrociati rimasti per lungo tempo ricoverati all'Ospedale Niguarda di Milano.
Lombardi, dal canto suo, ha sottolineato che auspica che i Paesi possano intendersi e che pensa che la Tavola Rotonda istituita per affrontare le conseguenze della tragedia possa essere il contesto giusto per trovare un accordo.
«Quando i miei figli avevano 14 anni non li mandavo in discoteca!»
La giornalista e opinionista Hoara Borselli, tuttavia, è andata all'attacco, dicendo che «la Svizzera ha dimostrato di non avere un briciolo di cuore, di empatia, di umanità e di rispetto» e ha accusato Lombardi di «parlare come un burocrate». Borselli ha poi proseguito esordendo con un «Mi ascolti. Io sono un genitore...», ed è scattata la scintilla.
«Anch'io sono un genitore!», ha sbottato il municipale alzando la voce. «Anch’io sono un genitore e quando i miei figli avevano 14 anni non li mandavo in discoteca alla 1.30 di notte con il whisky, la vodka e lo champagne!».
Interviene il conduttore e arrivano le scuse
Un'affermazione, questa, che ha lasciato tutti di stucco e che ha spinto il conduttore, Nicola Porro, a intervenire. «Questa cosa non va bene, non si può accettare. Lei non può dire questa cosa, perché i ragazzi erano in un posto sicuro, non erano in un rave pieni di droga. Se anche avessero bevuto della vodka è un problema del gestore. Noi pensavamo fosse un posto sicuro, ci siamo fidati della Svizzera. I figli e i genitori sono gli unici incolpevoli».
A quel punto Lombardi, accortosi dell'errore, ha fatto un passo indietro. «Ritiro, non c’è problema», ha detto. E poi: «Mi scuso».
Il conduttore si è comunque mostrato indulgente, chiudendo con un: «Può succedere durante una trasmissione».
Quarta Repubblica, nel frattempo, ha però pubblicato lo spezzone sui suoi profili social, e non sono mancati i commenti di critica contro il politico ticinese. «Scandaloso...non si può sentire», ha scritto un utente. «Ma questo io lo denuncerei», ha scritto un altro.



