Un posto di lavoro solo per frontalieri: «Basta, è scandaloso»

Il granconsigliere Fabrizio Sirica di nuovo in pista: ecco un altro annuncio schock. L'appello: «Favorite i ticinesi e chi ha scelto di venire ad abitare in Svizzera».
BELLINZONA/ MASSAGNO - Fabrizio Sirica di nuovo in campo in difesa dei posti di lavoro ticinesi. Il granconsigliere ha inviato al Consiglio di Stato una mozione in cui si chiede una strategia per i lavoratori residenti. Sullo sfondo, l'ennesimo annuncio schock presentatogli da un suo contatto. «Un impiego a Massagno, aperto solo a frontalieri. È scandaloso, ora basta».
Terza casistica rilevata in poco tempo
Da mesi Sirica sta coinvolgendo persone disoccupate invitandole a segnalargli situazioni oltre il confine della legalità e del buonsenso. E così dopo gli annunci in cui palesemente si esplicitavano salari da fame, o quello in cui un CEO sembrava cercare più una escort che una segretaria di direzione, eccone un altro discutibile. Stavolta il focus è su un'azienda di Massagno che cerca una persona a tempo determinato. L'ambito è quello amministrativo. «Si richiede un'ottima padronanza della lingua inglese e degli strumenti digitali, oltre che la capacità di gestire in autonomia il lavoro».
Grande ambiguità
La posizione, come indica nero su bianco l'annuncio, è aperta esclusivamente a frontalieri. «Il motivo è presto spiegato – tuona Sirica –. Si tratta di un impiego all'80% con uno stipendio di 34'800 franchi all'anno: significano 2’900 franchi al mese lordi per 12 mensilità. Il caso è già stato segnalato all’ispettorato da parte del sottoscritto». Caso reso ancora più ambiguo dal fatto che in un punto si parla di un 80%, ma in un altro di un 80/100%. «In ogni caso è evidente che un residente non può vivere con un salario di 2’900 franchi. Ecco perché cercano solo frontalieri».
«Manca una strategia»
Il vaso per Sirica (e non solo) pare ormai colmo. Recentemente il Parlamento cantonale ha approvato il compromesso che porterà il salario minimo a un ventaglio compreso tra 21,75 e 22,25 franchi all'ora, vale a dire circa 4'000 franchi lordi al mese per un tempo pieno. La misura dovrebbe entrare in vigore entro il 2029. «Ma come premessa non possiamo più tollerare che in Ticino ci siano datori di lavoro che offrono questi tipi di salari – sostiene Sirica –. Non solo. Non vedo una strategia che favorisca i ticinesi e nemmeno le persone che hanno fatto lo sforzo, ad esempio, di trasferirsi dall'Italia, venendo ad abitare in Svizzera. Non ce l'ho coi frontalieri. Ma bisogna tutelare chi vive qui».
Cosa serve urgentemente
E in sostanza è proprio quanto chiede il granconsigliere col suo nuovo atto parlamentare. «Prima di tutto sarebbe urgente avere obiettivi quantitativi chiari e verificabili di inserimento professionale di persone residenti, con una pianificazione temporale pluriennale. E poi un sistema di monitoraggio annuale, con indicatori pubblici per settore economico, che permetta di misurare l’evoluzione del rapporto tra lavoratori residenti e frontalieri nei settori a basso salario».
Le altre richieste
Non è tutto. Sirica, nel testo della mozione, rincara la dose. «Serve anche un dispositivo operativo di coordinamento finalizzato all’incontro tra domanda e offerta di lavoro residente. Inoltre necessitiamo dell’elaborazione di piani settoriali di reclutamento, in particolare nei comparti caratterizzati da forte presenza di frontalieri e bassi salari. Infine, urgono misure di accompagnamento mirate per facilitare l’inserimento dei residenti nei posti liberati o resi accessibili dal nuovo quadro salariale».




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