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SVIZZERA/ITALIA

Crans-Montana: «Se arrivano fatture le rimandiamo indietro»

L'ambasciatore italiano in Svizzera: «Pretendiamo reciprocità e non c'è nulla da negoziare».
Afp
Crans-Montana: «Se arrivano fatture le rimandiamo indietro»
L'ambasciatore italiano in Svizzera: «Pretendiamo reciprocità e non c'è nulla da negoziare».

ROMA - «Non pagheremo né ora, né mai queste fatture: qualora arrivassero al ministero della salute l'Italia le rimanderà indietro», anche perché «ricordiamo che noi abbiamo aiutato il Canton Vallese mandando un elicottero della protezione civile per dare soccorso, trasportando e ricoverando per mesi pazienti svizzeri al (Grande Ospedale Metropolitano) Niguarda (di Milano) e non abbiamo chiesto nulla. Pretendiamo reciprocità e non c'è nulla da negoziare», dice all'agenzia di stampa italiana Ansa l'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado.

«Le rispediremo al mittente»
«Chiediamo che queste fatture vengano pagate dalle autorità locali, se non lo facessero e ce le inviassero le rispediremmo al mittente», sottolinea.

«100mila franchi per un giorno solo»
Gli italiani «sono stati ricoverati per un giorno solo. Parliamo di più di 100'000 franchi» richiesti «per un solo giorno di ricovero», spiega l'ambasciatore. «L'ospedale ha mandato il conto alla mutua svizzera e inviato per conoscenza le fatture alle famiglie dei quattro ragazzi» precisando «che non devono pagare nulla. A questo punto cosa succede? La mutua svizzera pagherà l'ospedale e si rivolgerà al ministero della salute italiano chiedendo il rimborso. Perché questo prevedono le convenzioni europee sottoscritte da circa vent'anni da Italia, Svizzera e tutti i paesi dell'UE compreso il Regno Unito».

«Responsabilità morale»
Un meccanismo regolato che, però, in questo caso, secondo Cornado, non può essere applicato sia per la «responsabilità morale» delle autorità locali svizzere nell'incidente di Crans-Montana, sia per «le spese» già sostenute dall'Italia «per il rimpatrio delle salme, per le cure dei nostri feriti a causa dell'incuria e dell'irresponsabilità del gestore e delle autorità locali». Per i cittadini svizzeri ricoverati in Italia, «il Niguarda non manderà alcun conto (che sarebbe molto più alto della cifra chiesta all'Italia)», precisa.

«Le famiglie non devono pagare nulla»
Alla domanda se la Svizzera potrebbe rivalersi, dopo il niet del governo, sulle famiglie italiane dei ragazzi feriti a Crans-Montana, l'ambasciatore è netto: «Nel modo più assoluto, le famiglie non dovranno pagare nulla. Questo è assodato, lo hanno ribadito anche le stesse autorità locali. È certo al 100%». «Per noi - ribadisce - è una vicenda già risolta. L'esborso del ministero della salute italiano sarà zero».

Un caso diplomatico?
Si aprirà un caso diplomatico con la Svizzera? «Io parlo di incomprensioni dovute a mentalità e aspettative diverse», risponde Cornado. Alla domanda se fatture analoghe saranno inviate dalla Svizzera anche ad altri paesi coinvolti, risponde: «Non saprei dirlo».

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