Fatture ai feriti: «L'Italia non pagherà»

Vertice tra Italia e Svizzera anche per chiarire la gestione delle spese sanitarie dopo la tragedia di Capodanno a Crans-Montana.
CRANS-MONTANA - Un incontro tra il presidente del Consiglio di Stato vallesano Mathias Reynard e l'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado si è tenuto oggi pomeriggio a Sion, per fare il punto sul caso del rogo di Capodanno di Crans-Montana
Il colloquio è durato meno di un'ora. Tra i temi toccati, le copie delle fatture inviate settimana scorse da parte dell'Ospedale cantonale vallesano alle famiglie delle vittime italiane, come annunciato da Cornado alle agenzie di stampa italiane.
Dopo che erano emerse delle incomprensioni iniziali su chi dovesse pagare queste fatture, Reynard ha nuovamente confermato a Keystone-ATS che «i pazienti non dovranno pagare nulla. Le assicurazioni a livello internazionale dipendono da regolamenti europei che esulano dalle competenze del Cantone», ha aggiunto. Reynard ha pure proposto all'ambasciatore di agevolare il contatto con la Confederazione per condurre eventuali discussioni.
Il socialista ha anche spiegato che «il Vallese pagherà attraverso il suo centro LAV le spese non coperte dalle assicurazioni, poiché la cosa più importante per noi è che le famiglie non debbano sborsare nemmeno un franco. Tutte le altre questioni non sono di competenza del Cantone».
Questa settimana le autorità vallesane erano già intervenute per dissipare tutti i dubbi emersi in seguito all'invio dei documenti. Nel concreto le tre fatture sono stare inviate all'istituto LAMal (che si occupa di gestire per la Svizzera le spese mediche sul piano internazionale), per stabilire assieme alla controparte italiana quale assicurazione dovesse prendere a carico la prestazione.
Da Roma in questo senso vi è stata chiusura: «L'Italia non pagherà le spese sanitarie per i feriti di Crans-Montana, di cui la Svizzera ha intenzione di chiedere il rimborso; il nostro Paese si è fatto carico per settimane della cura di due cittadini svizzeri all'Ospedale Niguarda di Milano e la protezione civile della Valle d'Aosta ha partecipato ai soccorsi con un proprio elicottero nelle prime ore della tragedia: c'è un principio di reciprocità che va rispettato», ha annunciato Cornado all'agenzia Ansa.
A questo proposito Reynard e Cornado si erano già sentiti lunedì al telefono. Ieri alla televisione vallesana Canal 9, l'ambasciatore aveva già voluto stemperare la tensione spiegando che il caso «non rappresentava assolutamente una nuova crisi tra i due Paesi». Poiché questa pratica non è comune in Italia, per le famiglie ha rappresentato «uno choc emotivo, ma si è trattato di un incidente del tutto involontario».
L'incendio del bar "Le Constellation" aveva provocato, lo ricordiamo, 41 morti e 115 feriti. Intanto l'inchiesta sta proseguendo in stretta collaborazione tra la procura vallesana e quella italiana, mentre Cornado vigila «sull'efficacia della collaborazione».



