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MONDIALE 2026

Yakin bandisce l’alcol nel ritiro: «Nel 1994 una birra mi costò il mondiale»

Tra golf, spiagge e momenti di svago, il commissario tecnico concede qualche libertà ai suoi giocatori, ma su alcol e disciplina non transige.
Freshfocus/Blick/Toto Marti
Yakin bandisce l’alcol nel ritiro: «Nel 1994 una birra mi costò il mondiale»
Tra golf, spiagge e momenti di svago, il commissario tecnico concede qualche libertà ai suoi giocatori, ma su alcol e disciplina non transige.
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MONDIALE 2026 - Il Mondiale non è ancora iniziato, ma la Svizzera è già negli Stati Uniti da una settimana. Dal match inaugurale dell'11 giugno fino alla finale del 19 luglio, la competizione si estenderà per 39 giorni.

Alla più grande Coppa del Mondo della storia, Murat Yakin sogna di guidare la Nazionale al miglior risultato di sempre. In altre parole, raggiungere almeno la semifinale. Un traguardo ambizioso che però il capitano Granit Xhaka non considera affatto scontato, soprattutto dopo una prima settimana di allenamenti piuttosto tribolata.

Tra allenamenti, trasferte e partite, come trascorrono il tempo libero le stelle rossocrociate? E come evita Yakin che un ritiro così lungo diventi logorante? «Abbiamo organizzato diverse attività per il gruppo», spiega il commissario tecnico. Tra queste, la visita a una partita di baseball dei San Diego Padres, durante la quale Xhaka e Rodriguez sono stati immortalati mentre mimavano il gesto dell'aquila, e una giornata sulla spiaggia di La Jolla, dove la squadra si è cimentata in varie attività sportive.

«I ragazzi stanno volentieri insieme anche senza programmi particolari», sottolinea Yakin. «Non bisogna però riempire ogni momento della giornata. Abbiamo scelto una struttura che offre molte possibilità.»

Paradiso per gli appassionati di golf
Il quartier generale della Svizzera è il Fairmont Grand Del Mar, resort di lusso immerso nel verde a nord di San Diego. Circondato da oltre 400 ettari di natura incontaminata - serpenti a sonagli compresi - e affacciato sulla Los Peñasquitos Canyon Preserve, sarà la casa della Nati almeno fino all'inizio della fase a eliminazione diretta.

Tra i suoi punti di forza spicca il magnifico campo da golf a 18 buche, una tentazione irresistibile per diversi giocatori. Tra gli appassionati figurano Michel Aebischer, Gregor Kobel, Ruben Vargas e Silvan Widmer, guidati da un Murat Yakin che vanta un rispettabile handicap di 9.9.

Resta da capire quanto un giro completo di quattro ore e mezza possa contribuire al recupero fisico. Una sessione al driving range, invece, è sempre a portata di mano.

Relax e benessere a cinque stelle
Per chi cerca alternative al calcio, il pickleball rappresenta una valida opzione. Lo sport, che negli ultimi anni ha conquistato gli Stati Uniti, ha trovato spazio anche al Fairmont, sostituendo parte dei tradizionali campi da tennis.

Chi invece desidera semplicemente staccare la spina può rifugiarsi nella lussuosa spa del resort, insignita del prestigioso riconoscimento Forbes Five-Star. In oltre 2.000 metri quadrati trovano posto saune, bagni di vapore, vasche idromassaggio e una piscina riscaldata pensata per il massimo relax.

«Un caffè al porto? Nessun problema»
Più fresca è l'acqua della piscina esterna dell'hotel. Ancora più tonificante, con i suoi 18 gradi, quella dell'Oceano Pacifico. La spiaggia, situata a circa 20 chilometri dal campo base della Nazionale, è facilmente raggiungibile e rappresenta una delle mete preferite nei momenti di pausa.

Yakin concede anche qualche uscita in città. «Se i giocatori vogliono andare a bere un caffè al porto, possono farlo», spiega il tecnico basilese. Sul fronte della vita notturna e dell'alcol, però, la linea resta decisamente più rigida.

Una scelta che affonda le radici nella sua esperienza personale. Nel 1994, infatti, Yakin fu escluso dalla rosa svizzera per i Mondiali statunitensi da Roy Hodgson dopo essere stato sorpreso a bere birra in albergo e a essersi trattenuto troppo a lungo al bar.

Famiglie sì, ma con moderazione
Il CT mantiene il pugno fermo anche sulle visite di familiari e amici. Durante la fase a gironi diversi parenti raggiungeranno gli Stati Uniti, ma non saranno ammessi in albergo.

«Nei dieci giorni che precedono la prima partita siamo completamente concentrati sul Qatar», spiega Yakin. Dopo gli incontri, però, verranno concesse brevi occasioni per rivedere i propri cari.

«In passato abbiamo avuto ottime esperienze concedendo ai giocatori qualche momento da trascorrere con la famiglia», conclude il selezionatore rossocrociato.

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