Bilaterali III, discussione rinviata

Il dossier è stato rimandato alla commissione competente per elaborare una proposta finale
BERNA - La questione del referendum obbligatorio connesso al pacchetto di accordi con l'Ue (Bilaterali III) non verrà discusso oggi: il dossier ritorna alla commissione competente affinché quest'ultima possa approfondire il tema e preparare una proposta definitiva.
Come noto, la Commissione delle istituzioni politiche degli Stati (CIP-S) ha elaborato un'iniziativa parlamentare che preconizza di ancorare nella Costituzione, mediante una disposizione transitoria, il pacchetto di accordi Svizzera-UE. In tal caso, i cosiddetti "Bilaterali III" verrebbero sottoposti obbligatoriamente a referendum obbligatorio, ciò che prevede la doppia maggioranza di popolo e Cantoni.
La commissione omologa del Nazionale (CIP-N) è d'accordo con l'iniziativa della sua consorella, quella della politica estera (CPE-N) invece è contraria a questa idea, ritenendo che gli accordi vadano sottoposti a referendum facoltativo. Un'opinione condivisa anche dal Consiglio federale. Per inciso, la Commissione della politica estera degli Stati (CPE-S) si è espressa sulla questione con un corapporto alla CIP-S.
Il dibattito odierno si è focalizzato su aspetti procedurali, ossia su chi fosse competente in primo luogo per affrontare il problema. Alla fine, il plenum ha deciso, per 24 voti a 20, di stralciare l'iniziativa dal menù dei lavori come chiesto con una mozione d'ordine da Daniel Fässler (Centro/AI), dal momento che entrambe le CIP sono favorevoli all'iniziativa parlamentare. Una discussione in parlamento dovrebbe avvenire solo dopo che la CIP-S avrà elaborato un progetto concreto, ha affermato Heidi Z'Graggen (Centro/UR).
Altre voci si sono levate invece a favore di una discussione sull'iniziativa parlamentare sulla scorta del "no" espresso dalla CPE-N. Insomma, il problema della doppia maggioranza di popolo e Cantoni va affrontata adesso, hanno sostenuto diversi "senatori", giudicando inutile tergiversare. Al voto, tuttavia, il plenum ha deciso altrimenti.
E adesso?
La CIP-S dovrebbe quindi esaminare in modo approfondito la questione referendaria verso la fine di giugno. Sono all'esame tre proposte: il Consiglio federale propende per un referendum facoltativo, che non richiederebbe la maggioranza dei Cantoni. La seconda opzione è un referendum obbligatorio "sui generis", come accaduto a inizio anni '90 con la votazione sullo Spazio economico europeo (SEE).
Le due CIP del Parlamento intendono inoltre esaminare, come terza variante, una proposta del giurista Stefan Schmid. Quest'ultimo aveva fatto valere una contraddizione tra la Costituzione federale e il pacchetto di accordi con l'UE, in particolare per quanto riguarda la libera circolazione delle persone. Come soluzione, ha proposto un articolo transitorio per la Costituzione.
Dopo l'esame preliminare da parte della CPS-S, la camera dei Cantoni avvierà presumibilmente nella sessione autunnale le deliberazioni sull'intero dossier UE, compresa la questione referendaria. La decisione definitiva in Parlamento verrà presa al più presto l'anno prossimo, quando anche il Consiglio nazionale avrà trattato la questione.



