AI: crescono le persone reintegrate nel mondo del lavoro

Sono in tutto circa 19'200 coloro che sono stati assunti
Sono in tutto circa 19'200 coloro che sono stati assunti
BERNA - Nell'assicurazione invalidità (AI), il principio voluto dal legislatore "priorità dell'integrazione sulla rendita" trova sempre più riscontro nei fatti: lo scorso anno circa 61'000 persone hanno partecipato a provvedimenti d'integrazione professionale, ovvero 3300 in più rispetto al 2024 e più del triplo rispetto al 2008.Delle oltre 41'000 persone che nel 2025 hanno concluso il processo per rientrare sul mercato del lavoro, circa 19'200 sono state assunte e altre 7000 hanno recuperato l'idoneità ma ancora non hanno trovato un impiego; per circa 14'900 l'integrazione professionale non è stata possibile per varie ragioni, indicano i dati più recenti pubblicati oggi dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), secondo cui queste cifre sono leggermente migliori rispetto all'anno precedente.Come noto, le ultime revisioni di legge del 2008, 2012 e 2022 hanno posto maggiormente l'accento sull'integrazione ampliando gli strumenti a disposizione. Le spese a questo scopo lo scorso hanno raggiunto 979 milioni di franchi (contro 892 milioni nel 2024). Inoltre, nel 2025 37'000 persone hanno beneficiato di indennità giornaliere, per un impegno finanziario complessivo pari a 780 milioni.Il monitoraggio dell'AI realizzato dall'UFAS fornisce anche dati sulla situazione delle persone un anno dopo la conclusione del provvedimento d'integrazione. Nel 2023 circa 23'000 persone hanno concluso il processo d'integrazione professionale. Di queste, circa 13'600 (58%) hanno potuto conseguire un reddito senza rendita un anno dopo, contro le 12'900 persone (46%) nel 2022.Nel complesso, nel 2025 le malattie psichiche sono state la principale causa dell'invalidità in poco più della metà dei casi di beneficiari di provvedimenti d'integrazione professionale (55%), seguite dalle malattie delle ossa e degli organi locomotori (14%), dalle infermità congenite (12%) e dagli infortuni (8%). Rispetto al 2024 la composizione non ha subito variazioni significative.




