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BERNA

Oltre 5mila firme per l'abolizione della tassa militare

L'iniziativa della Gioventù Comunista mira ad aprire un dibattito pubblico sull'equità della tassa militare
Oltre 5mila firme per l'abolizione della tassa militare
Gioventù Comunista
Fonte Gioventù Comunista
Oltre 5mila firme per l'abolizione della tassa militare
L'iniziativa della Gioventù Comunista mira ad aprire un dibattito pubblico sull'equità della tassa militare

BERNA - Una petizione con oltre 5'000 firme per chiedere l'abolizione della tassa di esenzione dal servizio militare. È quella depositata oggi alla Cancelleria di Palazzo federale da una delegazione della Gioventù Comunista (GC), che chiede non solo la soppressione dell'imposta, ma anche il rimborso delle somme versate da chi l'ha pagata a partire dal 2009.

La raccolta firme, lanciata nei primi giorni di maggio, prende di mira quella che l'organizzazione definisce «un'ingiusta imposizione» nei confronti di chi, per motivi di salute indipendenti dalla propria volontà, non può essere incorporato nell'esercito.

Secondo la GC, la richiesta di rimborsare le annualità versate dal 2009 si fonda anche sulla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU). In quell'anno, ricordano i promotori, la Corte condannò per la prima volta l'applicazione della tassa, ritenendola discriminatoria. Una posizione che sarebbe stata ribadita in un secondo caso nel 2021.

Per la Gioventù Comunista, il deposito della petizione rappresenta il raggiungimento di un primo obiettivo: «Portare all'Assemblea federale e al Consiglio federale delle rivendicazioni forti e radicali, capaci di aprire un dibattito pubblico sull'effettiva ingiustizia di questa tassa».

L'organizzazione contesta inoltre l'idea che il tributo rappresenti una semplice compensazione per chi non svolge il servizio militare. «Si tratta di una vera e propria mistificazione», sostiene la GC. «Mentre chi presta servizio può farlo indipendentemente dalla propria situazione economica ed è anche retribuito, chi è esonerato per ragioni di salute è chiamato a versare un contributo importante che incide sul suo potere d'acquisto».

Nel mirino c'è anche l'onere economico della tassa, che secondo la GC ammonta ad almeno 400 franchi all'anno, oltre al 3% del reddito imponibile, per un periodo di 11 anni. Un meccanismo che, secondo l'organizzazione, si traduce in una «doppia punizione»: «Alle condizioni di salute fisica o mentale si aggiunge una penalizzazione finanziaria che svantaggia queste persone rispetto ai loro coetanei».

In attesa di una risposta da parte delle autorità federali, la Gioventù Comunista ha annunciato di sospendere temporaneamente la campagna. «La nostra battaglia si inserisce sia nella lotta contro il precariato giovanile sia in quella antimilitarista: è ora di riprenderci i soldi che l'esercito ci sottrae ogni anno», conclude l'organizzazione.

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