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MENDRISIOTTO

Lo sconforto dei viticoltori: «Danno totale e temiamo il colpo di grazia della popillia»

Oltre alle gravi perdite dovute al maltempo, i produttori di vino temono ulteriori criticità a causa dell’arrivo imminente del coleottero giapponese che potrebbe compromettere la già difficile ripresa delle piante.
Ticinonline
Lo sconforto dei viticoltori: «Danno totale e temiamo il colpo di grazia della popillia»
Oltre alle gravi perdite dovute al maltempo, i produttori di vino temono ulteriori criticità a causa dell’arrivo imminente del coleottero giapponese che potrebbe compromettere la già difficile ripresa delle piante.

MENDRISIO - Chicchi grandi come albicocche si sono abbattuti sul Mendrisiotto, trasformando in pochi minuti i vigneti in campi devastati.

La violenta grandinata di ieri sera, intensa ma molto localizzata, ha causato danni pesantissimi: perdite quasi totali nonostante le reti protettive e totali dove invece mancavano.

«Danni quasi totali»
«Un danno importante, anche se localizzato», spiega Michele Piffaretti, presidente della Federazione dei Viticoltori della Svizzera Italiana (Federviti) del Mendrisiotto. «Solo a Coldrerio, per esempio, si registrano differenze notevoli da parcella a parcella anche a distanza di 50-100 metri - prosegue -. A Morbio i danni sono quasi totali anche sotto rete, segno che la protezione non è stata sufficiente».

La grandine, osserva Piffaretti, è arrivata in un momento «in cui la vegetazione è ancora tenera e la pianta è priva del “cappello” protettivo sulla cima. Così è riuscita a infilarsi tra le reti».

Nel complesso, nel Mendrisiotto i vigneti colpiti sarebbero relativamente pochi: «È difficile fare una stima precisa: abbiamo zone con danni anche del 100% e altre quasi intatte. Forse, sul totale, si parla di circa un 10%, ma quel vigneto su dieci è stato colpito in modo significativo».

«Colpita la zona più vignata del distretto»
Davide Cadenazzi, presidente cantonale della Federviti, non nasconde una certa preoccupazione: «È stata colpita una fascia che va da Coldrerio, Castello e Morbio fino a Vacallo. I danni sono ingenti, anche perché è stata interessata la zona più vignata del distretto, dove operano aziende importanti. Parliamo di realtà in cui la mancanza di raccolto, già annunciata, in un momento di crisi come questo può creare una certa destabilizzazione».

A questo si aggiungono, sottolinea Cadenazzi, i costi dei controlli fitosanitari: «Dovremo stimolare le piante a emettere nuove foglie. Un lavoro che potrebbe essere vanificato dall’arrivo, tra meno di un mese, della popillia japonica. Questo insetto è vorace di vegetazione giovane e tenera: sarà necessario lottare per contenere il danno».

«Prevale lo sconforto. La popillia potrebbe essere il colpo di grazia»
Cadenazzi non si sbilancia in previsioni, ma lascia trasparire un certo pessimismo: «Non so bene cosa succederà. Forse riusciremo a contenere il danno, ma con la popillia potrebbe arrivare il colpo di grazia».

Nelle zone devastate dalla grandine, l’unico intervento possibile è di natura conservativa: «Non c’è altro da fare. Ora prevale lo sconforto. Tra un paio di giorni si faranno i primi calcoli».

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