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Premi di cassa malati, il Parlamento spacchetta le iniziative: ecco le tempistiche

Contrariamente a quanto proposto dal Governo, il Gran Consiglio ha deciso oggi di dividere l'applicazione delle due misure promosse da Lega e PS e votate dal popolo lo scorso settembre.
TiPress
Premi di cassa malati, il Parlamento spacchetta le iniziative: ecco le tempistiche
Contrariamente a quanto proposto dal Governo, il Gran Consiglio ha deciso oggi di dividere l'applicazione delle due misure promosse da Lega e PS e votate dal popolo lo scorso settembre.

BELLINZONA - Il Parlamento ticinese era chiamato a fissare la data di entrata in vigore delle due iniziative sui premi di cassa malati votate lo scorso settembre. E così è stato.

Oggi l’aula ha approvato i due rapporti parziali presentati dalla Commissione gestione e finanze sulle proposte della Lega (deduzione integrale dei premi dalle tasse) e del PS (tetto massimo del 10%).

Sarà quindi spacchettamento. L’iniziativa della Lega, secondo quanto proposto dal rapporto firmato da Natalia Ferrara (PLR) e Fiorenzo Dadò (Centro), entrerà in vigore integralmente dal primo gennaio 2028, con un anno di ritardo rispetto al piano governativo. Questo tempo supplementare dovrebbe permettere a Comuni e Cantone di adattarsi alla diminuzione delle entrate fiscali.

L’iniziativa del PS, invece, sarà applicata a partire dal 2029. Nel frattempo però, tra il 2027 e la fine del 2028, gli attuali sussidi per i premi di cassa malati saranno aumentati di 38 milioni di franchi, con benefici stimati per circa 8mila persone.

Questo quanto deciso dal Parlamento durante la seduta odierna. Non sono però mancati gli emendamenti (11 in totale), così come alcuni nodi ancora da sciogliere.

Dopo il piano governativo che non ha convinto nessuno, sul tavolo del Gran Consiglio sono arrivati due rapporti “parziali” (uno per l’iniziativa della Lega e l’altro per quella del PS), oltre a un rapporto dell’UDC che ingloba entrambe le leggi.

La deduzione integrale dei premi
«Dopo il voto di settembre il dibattito si è concentrato sull’applicazione delle iniziative. Dobbiamo però tornare al cuore del problema: il costo esagerato della sanità e il peso dei premi di cassa malati in Ticino», ha spiegato in apertura Natalia Ferrara (PLR), co-relatrice del rapporto sull’iniziativa della Lega. «Perché devo pagare i premi e poi anche le imposte su soldi che non ho mai avuto a disposizione? Forse è il momento di tirare il freno a mano».

Fiorenzo Dadò (Centro), il secondo relatore del rapporto parziale, ha invece spiegato i motivi per i quali ha proposto lo spacchettamento. «Le iniziative non hanno niente in comune se non la circostanza che sono state votate assieme. La proposta del Governo non prevedeva una data chiara delle iniziative. Non avrebbe fatto altro che procrastinare le decisioni. Di fronte alla necessità di dare una risposta ai cittadini in tempi brevi, l'unica via è stata l'applicazione separata delle due misure».

Per coprire i costi, il rapporto parziale sulla deduzione completa dalle imposte dei premi, ha ripreso le misure di risparmio già presentate dal Governo: circa dodici interventi di riduzione della spesa per un totale di circa 20 milioni di franchi a partire dal 2027.

A queste si aggiunge un’ulteriore misura che permette di risparmiare circa un milione di franchi rendendo più restrittivo l’accesso agli assegni familiari per chi si è trasferito da poco nel Cantone.

Il tetto massimo del 10%
Più accesa invece la discussione sull'entrata in vigore dell'iniziativa del PS. «La volontà popolare non può restare appesa all'incertezza», ha spiegato Ivo Durisch presentando il rapporto parziale. «Il finanziamento non è un dettaglio, sarebbe assurdo effettuare dei tagli alle persone disabili o agli anziani per finanziare delle misure per altre persone che hanno bisogno».

Due i nodi cruciali. Iniziamo dal primo. Il rapporto presentato da Durisch prevedeva infatti un aumento temporaneo dell’imposta cantonale sulla sostanza per i patrimoni più elevati pari a 0,5 per mille. Aumento però rivisto al ribasso (+0,25 per mille) dopo l'approvazione di un emendamento presentato da Matteo Quadranti. «Questa misura limitata nel tempo resta condizionata al fatto che in futuro non venga più toccata», ha spiegato il deputato del PLR.

Il premio medio effettivo
Oltre all'imposta sulla sostanza, il dibattito si è concentrato su un aspetto tecnico che potrebbe alterare di diversi milioni il costo dell'iniziativa (e di conseguenza i sussidi erogati): la scelta del premio medio. In aula è stato accolto l'emendamento, presentato da PLR e Centro, per inserire subito nella legge il principio secondo cui, dal 2029, l’iniziativa deve essere applicata utilizzando il criterio del "premio medio effettivo" invece del "premio medio di riferimento". Quest'ultimo era stato usato durante la campagna per stimare il costo della nuova misura.

Cosa significa? Si tratta di un parametro che «rispecchia maggiormente la realtà», è stato precisato in aula. Il premio medio di riferimento è in effetti un valore teorico mentre il premio medio effettivo corrisponde alla media dei premi realmente pagati dai ticinesi. Nel concreto, secondo le stime discusse in Gran Consiglio, l'iniziativa verrebbe a costare in questo modo circa 130 milioni di franchi (con oltre 200mila beneficiari) invece dei circa 300 milioni ipotizzati utilizzando il premio medio di riferimento.

Bocciata invece l’alternativa presentata dall’UDC (relatore Alain Bühler) che proponeva di applicare integralmente entrambe le iniziative sulle casse malati già dal primo gennaio 2027, senza rinvii o applicazioni parziali.

L'intervento del Governo
Dopo le diverse critiche, a difesa dell’operato del Consiglio di Stato è intervenuto il presidente Claudio Zali. «Il messaggio governativo voleva essere una proposta equilibrata, nel rispetto della volontà popolare. Il nodo della questione rimane, e non sarà sciolto oggi, il finanziamento delle iniziative».

Zali ha poi messo in dubbio l’unità della Commissione che ha portato in Parlamento i due rapporti parziali. «Appare chiaro che l’unico elemento che fa l’unanimità è l’imperativo di compiacere il più presto possibile la volontà popolare».

Il direttore del DSS, Raffaele De Rosa, ha poi spiegato che «fin dal giorno successivo alla votazione il Consiglio di Stato si è impegnato a definire un percorso che permettesse l’introduzione in due tappe delle iniziative e del loro finanziamento», una prima fase che «viene ripresa anche dal rapporto parziale della Commissione sull’iniziativa del 10%».

Raffaele De Rosa ha inoltre fatto chiarezza sul parametro dei sussidi. Il premio medio di riferimento non è stato «concepito per rappresentare il premio concretamente sostenuto dal singolo assicurato, bensì come parametro tecnico in grado di garantire uniformità e coerenza al sistema». Il premio medio effettivo, invece, «riflette maggiormente la situazione reale. Questa impostazione permette di mantenere l’architettura attuale del sistema RIPAM ticinese utilizzando un parametro più vicino alla realtà».


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