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Ricetta indigesta: piogge di critiche sulla riforma delle casse malati. «Inaccettabile»

Le reazioni di partiti e movimenti al piano per l'attuazione delle due iniziative sui premi di cassa malati
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Fonte RED
Ricetta indigesta: piogge di critiche sulla riforma delle casse malati. «Inaccettabile»
Le reazioni di partiti e movimenti al piano per l'attuazione delle due iniziative sui premi di cassa malati

BELLINZONA - «Quanto proposto dal Consiglio di Stato è insufficiente». Non si sono fatte attendere le reazioni alla presentazione del piano per attuare le due iniziative sui premi di cassa malati.

Il Partito Socialista chiede un’attuazione «rapida e concreta» con benefici tangibili, ma segnala due criticità: lo stanziamento di 38 milioni per il 2027–2028 è giudicato troppo limitato e manca qualsiasi certezza sull’attuazione completa dal 1° gennaio 2029, con indicazioni «non vincolanti» ritenute «inaccettabili».

Il PS si dice disponibile a un compromesso, inclusa una tappa parziale, purché più sostanziale. Ritiene però imprescindibile garantire fin d’ora l’attuazione completa nel 2029; in caso contrario si rischia di disattendere la volontà popolare. Il partito annuncia ulteriori analisi e l’impegno in Parlamento per migliorare il messaggio e rafforzare il potere d’acquisto.

UDC: «La vera fotografia del Consiglio di Stato» - L’UDC Ticino esprime forte preoccupazione e accusa il Governo di voler diluire e applicare solo parzialmente la volontà popolare. Il partito sottolinea che entrambe le iniziative, anche quella non condivisa, vanno rispettate integralmente, mentre l’Esecutivo sceglierebbe di rallentare, ridurre e reinterpretare le decisioni dei cittadini.

Critiche anche sul piano finanziario: previsti 25 milioni di nuove entrate fiscali a fronte di soli 25 milioni di risparmi su una spesa di 4,5 miliardi (0,55%), ottenuti soprattutto con misure esterne e senza interventi strutturali su amministrazione e costi interni. «Questa è la vera fotografia del Consiglio di Stato: nessuna riforma strutturale dell’amministrazione, nessuna vera assunzione di responsabilità sui costi interni, ma l’ennesima chiamata alla cassa per il ceto medio e per le PMI. Con il chiaro obiettivo di rimandare il tutto a dopo le elezioni cantonali di aprile 2027».

Viene richiamato con forza il documento “Linee guida per il risanamento delle finanze cantonali”, presentato e approvato dal Comitato cantonale lo scorso mese di novembre. Un testo che indica «una via chiara»: agire sulla struttura dello Stato, sui costi interni, sull’amministrazione, sui compiti e sulle priorità, «invece di scaricare ancora una volta il conto sui contribuenti. L’UDC Ticino si opporrà con assoluta fermezza a qualsiasi aumento di tasse e imposte e all’ennesima chiamata alla cassa del ceto medio e delle PMI».

Avanti con Ticino&Lavoro: «Dalle illusioni ai conti veri» - «Ingannare gli elettori è una strategia dalle gambe molto corte e dalle conseguenze molto gravi». È la conclusione alla quale giunge Amalia Mirante. L'esponente di Avanti con Ticino&Lavoro ritiene che la promessa di limitare l'incidenza dei premi al 10% del reddito si basava su calcoli fragili: il riferimento al premio medio, anziché a quello effettivamente pagato, ha sovrastimato i benefici. Ne è derivata un’illusione di risparmio su cui è stata costruita la campagna.

Il problema va oltre i numeri: promesse costruite su aspettative sovrastimate e senza un finanziamento chiaro creano una frattura al momento dell’attuazione. I cittadini scoprono benefici inferiori e costi elevati, con conseguente erosione della fiducia nel sistema politico. «Non esistono soluzioni semplici a problemi complessi e il sistema dei premi di cassa malati ne è un esempio evidente: intreccia dinamiche demografiche, organizzazione dell'offerta sanitaria e vincoli federali che nessun singolo meccanismo può aggirare. Si può discutere di come intervenire, e si può anche decidere di aumentare i sussidi accettandone il costo. Ma quello che non dovrebbe mai mancare è la chiarezza sui numeri e sulle conseguenze», aggiunge Mirante.

AITi e Camera di commercio: «Imprescindibile una visione globale» - Anche l’Associazione industrie ticinesi (AITI) e la Camera di commercio (Cc-Ti) esprimono forte preoccupazione per le misure del Consiglio di Stato sull’attuazione delle iniziative sulle casse malati, denunciando l’assenza di una visione d’insieme e la necessità di riforme strutturali nella sanità. Pur comprendendo le difficoltà finanziarie del Governo e il peso delle decisioni popolari, le associazioni sottolineano che le soluzioni devono essere sostenibili e inserite in una strategia chiara di lungo periodo, oggi assente. In particolare, manca una definizione concreta del finanziamento a regime, elemento ritenuto imprescindibile nel rispetto della Costituzione cantonale.

Cc-Ti e AITI ribadiscono inoltre la contrarietà a nuovi aumenti fiscali, giudicati insostenibili e potenzialmente dannosi per l’economia cantonale. In caso contrario, si dichiarano pronte a sostenere eventuali referendum. Tra gli aspetti positivi, viene accolta la revisione del calcolo dell’incidenza del 10% dei premi, ora basata sui costi effettivi e non sul premio medio di riferimento, rendendo l’intervento più realistico e mirato.

Le associazioni chiedono però ulteriori interventi: una riforma del sistema RIPAM che consideri la reale capacità lavorativa e l’obbligo per i beneficiari di scegliere la cassa malati più conveniente. Resta centrale il nodo dei costi sanitari, con il Ticino tra i cantoni più costosi (circa 6’000 franchi pro capite). Senza misure incisive, la spesa è destinata a crescere. Serve quindi una riforma strutturale e una visione chiara, superando logiche elettorali e affrontando le cause profonde del problema. L’economia si dichiara pronta a contribuire in modo costruttivo.

Verdi: «Serve un'applicazione tempestiva dell'iniziativa» - I Verdi sostengono il salario minimo come misura immediata, ma ne sottolineano i limiti senza un rapido contenimento dei premi di cassa malati. Chiedono quindi l’applicazione tempestiva dell’iniziativa del 10% e propongono maggiori entrate fiscali e investimenti mirati per garantire un sostegno concreto alle famiglie. «Il Consiglio di Stato ha finalmente chiarito come intende applicare le iniziative sui premi di cassa malati. La scelta, se da un lato riconosce la volontà popolare, dall’altro rischia di non essere all’altezza dell’urgenza. Perché mentre si parla di gradualità, le famiglie ticinesi stanno già oggi facendo i conti con costi e premi in costante aumento - viene evidenziato -. È qui che si misura la credibilità della politica. L’iniziativa del 10% non può essere svuotata da tempi troppo lunghi e interpretazioni a posteriori. Serve un’applicazione rapida, concreta, capace di dare sollievo immediato. Ogni rinvio pesa direttamente sulle economie domestiche».

La questione, viene fatto notare, è resa ancora più urgente dalla votazione della prossima settimana sul salario minimo cantonale. «Il compromesso raggiunto ha scelto di slegare l’indicizzazione dei premi di cassa malati dal salario minimo. Questo significa che, anche con un miglioramento salariale, l’aumento dei premi continuerà a erodere il potere d’acquisto». «Come Verdi sosterremo il salario minimo, che porta miglioramenti concreti e rapidi, pur sempre considerandolo un punto di partenza e non di arrivo. Ma questo sostegno ha una condizione chiara: l’applicazione quanto più rapida possibile dell’iniziativa che limita i premi al 10%. Senza questo complemento, anche un aumento dei salari rischia di trasformarsi in un’illusione, rapidamente assorbita dall’esplosione dei costi sanitari».

Movimento per il Socialismo - Critiche arrivano anche da Movimento per il socialismo (MPS) che contesta sia il metodo scelto dall’esecutivo sia i contenuti delle misure proposte. Secondo il partito, la scelta di applicare le misure a tappe «svuota di contenuto la decisione popolare» e non rispetta la volontà espressa alle urne. In particolare, l’MPS sottolinea l’urgenza di applicare senza rinvii l’iniziativa che limita al 10% del reddito i premi di cassa malati.

Respinto anche il principio delle “coperture finanziarie”, definito un espediente per rallentare l’attuazione. Le misure, sostiene il movimento, rientrano nella gestione ordinaria dello Stato, che può contare su strumenti come maggiori entrate fiscali o, se necessario, il debito pubblico. Critiche pure alla «simmetria dei sacrifici», ritenuta fuorviante in un contesto segnato da un peggioramento delle condizioni della maggioranza e da una crescente concentrazione della ricchezza. Per l’MPS le risorse vanno cercate aumentando l’imposizione su redditi e patrimoni elevati e rivedendo i privilegi fiscali. Giudicata insufficiente la proposta governativa di alzare temporaneamente l’aliquota sulla sostanza dal 2,5% al 3,0%.

Contestati inoltre i tagli in settori come formazione, trasporti pubblici e sostegno sociale, letti come parte di una più ampia riduzione del ruolo dello Stato. Il partito denuncia infine una «deriva democratica», sostenendo che subordinare le decisioni popolari a vincoli finanziari ne limita la portata, e annuncia una mobilitazione per l’applicazione integrale dell’iniziativa sui premi di cassa malati dal 2027.

I sindacati - Anche VPOD e OCST esprimono preoccupazione per le misure prospettate dal Consiglio di Stato nel messaggio relativo alla prima fase di attuazione delle iniziative popolari sui premi di cassa malati. Pur riservandosi un’analisi più approfondita del pacchetto, le organizzazioni segnalano già ora possibili ripercussioni sulle condizioni di lavoro del personale e sulla qualità dei servizi offerti alla popolazione. Tra i punti più critici viene indicata la riduzione di 1,5 milioni di franchi al settore della disabilità. Secondo i sindacati, in un ambito già sottoposto a forte pressione operativa e interessato da precedenti tagli, il provvedimento potrebbe tradursi in una minore capacità di presa a carico e in un ulteriore deterioramento delle condizioni lavorative.

Preoccupazioni emergono anche per il previsto taglio dei contributi a USI e SUPSI, già confrontate con riduzioni federali nella ricerca. Le organizzazioni sottolineano come, in alcuni ambiti, le condizioni offerte al personale accademico risultino già oggi meno attrattive rispetto ad altri settori, e temono che ulteriori interventi possano aggravare la difficoltà di attrarre e mantenere competenze qualificate. Sul fronte sanitario e sociosanitario, i sindacati ribadiscono le riserve sull’ottimizzazione della fatturazione dell’OSC, ritenendo essenziale garantire condizioni di lavoro adeguate per assicurare una presa a carico appropriata delle persone assistite.Ulteriori criticità vengono segnalate nel settore dei rifugiati, dove i risparmi previsti — già emersi nel contesto del preventivo 2026 — rischiano di comportare una riduzione dei volumi occupazionali.

In generale, VPOD e OCST sottolineano come la politica finanziaria cantonale non debba gravare sul personale, avvertendo che un disequilibrio tra risorse disponibili, carichi di lavoro e qualità delle prestazioni potrebbe compromettere il funzionamento dei servizi pubblici.

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