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«Una cliente ha dovuto vendere casa». Chiesti 8 anni e 10 mesi per l’uomo delle auto d’epoca

La richiesta dell'accusa: «Mai trovato un imputato così difficile». Domandata inoltre l'espulsione dalla Svizzera per 10 anni.
Ti-Press
«Una cliente ha dovuto vendere casa». Chiesti 8 anni e 10 mesi per l’uomo delle auto d’epoca
La richiesta dell'accusa: «Mai trovato un imputato così difficile». Domandata inoltre l'espulsione dalla Svizzera per 10 anni.

LUGANO - «Ha violato il suo dovere», agendo «nel proprio interesse» e non secondo «quello degli investitori». La procuratrice Raffaella Rigamonti e il procuratore generale Andrea Pagani hanno chiesto una pena di 8 anni e 10 mesi per il 55enne a processo davanti alla Corte delle Assise criminali di Lugano.

«Mai trovato un imputato così difficile» - «Io e la collega siamo al Ministero pubblico da oltre vent'anni - ha spiegato Pagani - e un imputato così difficile non l’abbiamo mai trovato». Domandata anche l’espulsione per 10 anni dalla Svizzera. Rigamonti ha parlato di «un’incredibile intensità delinquenziale» e di «colpa di estrema gravità. Ha agito sull’arco di 10 anni. Non si è fatto scrupoli, ha abusato della fiducia dei clienti per riuscire ad avere il parco veicoli dei suoi sogni, oltre ad acquistare numerosi immobili».

Maxi truffa milionaria - Secondo il corposo atto d’accusa, lo ricordiamo, il totale degli illeciti ammonterebbe a circa 20 milioni di franchi. Sarebbero una ventina i clienti raggirati. Centrale, in buona parte della vicenda, la società di vendita e noleggio di auto d’epoca a lui riconducibile. I capi d’imputazione sono numerosi: si va dalla truffa all’appropriazione indebita, dal riciclaggio di denaro all’amministrazione infedele. 

«Indebito profitto» - Nella seconda parte della dettagliata requisitoria (cominciata ieri pomeriggio), la pp ha sottolineato come i clienti non fossero a conoscenza di «aver investito quasi tutto il loro patrimonio in un fondo». Quest’ultimo avrebbe, a sua volta, investito nella società di vendita e noleggio di auto d’epoca a lui riconducibile, «ricavandone un indebito profitto per milioni».

«La cliente ha dovuto vendere casa» - L’uomo «non ha dato seguito alle richieste di vendita delle quote del fondo, causando un danno ai clienti. Da due anni non possono tornare in possesso dei loro averi. E si parla anche di oltre un milione e mezzo. Una cliente voleva aiutare il figlio: ha dovuto vendere casa perché non poteva riavere indietro i soldi investiti».

L’amicizia con il falso “broker dei vip” - Nella sua requisitoria, Pagani si è concentrato anche sull’ipotesi di reato di ripetuto riciclaggio di denaro, ricostruendo il rapporto fra il 55enne e il presunto “broker dei vip”, amico dai tempi dell’università e di cui l’imputato è stato consulente finanziario. Il broker, condannato nel 2024 a cinque anni in via definitiva per truffa aggravata compiuta fra il 2010 e il 2018, avrebbe beneficiato di «un milione e mezzo all’anno per quattro anni».

L’accusa di riciclaggio - Il 55enne «con cosciente passività», si sarebbe «bevuto le bugie» dell’amico, assistendo, in sostanza, «senza dire niente» e aprendogli le porte delle banche. Avrebbe quindi compiuto atti suscettibili di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento e la confisca di valori patrimoniali, sapendo o dovendo presumere che provenivano da un crimine.

Gli accusatori privati hanno richiesto risarcimenti per svariati milioni, accodandosi alle richieste dell’accusa. Nel pomeriggio, la parola passa alla difesa, affidata all’avvocato David Simoni. Durante il processo, è bene ricordarlo, l’imputato ha contestato i reati e gli addebiti.

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