Benzina agli sgoccioli da maggio? Berna potrà anche abbassare i limiti di velocità

E non solo. Le possibili ripercussioni della crisi energetica (che sta arrivando) sulla Svizzera e come la Confederazione potrà reagire.
ZURIGO - La Svizzera potrebbe trovarsi presto a fare i conti con una possibile carenza di carburante. Secondo indiscrezioni riportate dai quotidiani del gruppo CH Media, la situazione è legata al perdurare del blocco dello Stretto di Hormuz, uno snodo cruciale per il trasporto di petrolio verso l’Europa.
«Le ultime navi cisterna che hanno attraversato lo stretto prima del blocco stanno raggiungendo in questi giorni le loro destinazioni», ha spiegato un portavoce dell’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese (BWL). Dopodiché, almeno fino a che non ci saranno schiarite e comunque per qualche tempo, il vuoto.
La scarsità potrebbe iniziare a farsi sentire già a partire da maggio, quando verosimilmente ci si troverà a far fronte a un calo delle forniture.
Particolarmente delicata è la situazione del cherosene: come ribadito proprio in queste ore anche dall'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE) che dà all'Europa un'autonomia «di ancora solo sei settimane» e che si aspetta «una situazione critica» proprio a partire dal prossimo mese.
Questo perché gran parte del carburante per aerei proviene infatti dal Medio Oriente. Un'alternativa è, al momento, esclusa in quanto altri Paesi produttori - come la Cina - hanno sospeso le esportazioni.
La Svizzera dispone di un sistema di scorte obbligatorie per far fronte alle emergenze. Le aziende sono tenute ad accumulare riserve che, in caso di necessità, il Consiglio federale può rendere disponibili. Una misura già adottata in seguito all’invasione russa dell’Ucraina. La Confederazione attualmente ha quindi una riserva di benzina, diesel e cherosene in 55 impianti per un totale di 6,8 miliardi di litri.
Queste dovrebbero bastare per «circa quattro mesi e mezzo» per quanto riguarda i carburanti per i veicoli», spiega il BWL. Per quanto riguarda il cherosene, invece, si parla di circa 3 mesi di autonomia.
In caso di crisi, il governo può però adottare ulteriori misure, come campagne per il risparmio energetico, inviti a ridurre l’uso dell’auto o a privilegiare il trasporto pubblico.
«Il Consiglio federale può anche imporre limiti di velocità, contribuendo così a ridurre i consumi», ha aggiunto il portavoce dell'Ufficio federale.
Una misura simile fu già applicata durante la crisi petrolifera del 1973, quando venne introdotto un limite di 100 chilometri orari e furono organizzate tre domeniche senza auto. Un’esperienza che contribuì a rimettere in discussione la dipendenza dal petrolio e a rafforzare il ruolo della politica energetica federale.
Gli effetti dell’attuale crisi restano incerti e saranno valutabili solo nel tempo. Nel breve periodo, però, lo scenario appare complesso: anche in caso di riapertura dello Stretto di Hormuz, il ritorno alla normalità nei trasporti marittimi richiederà comunque diversi mesi.



