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Commettono reati a raffica e scappano in continuazione

Troppi i minorenni fuori controllo nella Svizzera italiana. Alcuni casi specifici fanno rabbrividire. C'è chi invoca misure più severe e una presa di coscienza da parte della politica.
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Commettono reati a raffica e scappano in continuazione
Troppi i minorenni fuori controllo nella Svizzera italiana. Alcuni casi specifici fanno rabbrividire. C'è chi invoca misure più severe e una presa di coscienza da parte della politica.

BELLINZONA - Ragazzi di 13, 14, 15 anni. Scappano di casa o da strutture protette, a volte anche in gruppo come verificatosi recentemente a San Pietro di Stabio. C'è chi fugge di continuo. Alcuni commettono reati. Rubano. Magari spacciano droga. Altri vanno addirittura oltre. E non vengono puniti. La polizia li ferma, li interroga, li ammonisce. Ma quello che fanno questi ragazzi spesso non è sufficientemente "grave" per trattenerli.

E così i giovani tornano all'ovile. E pochi giorni dopo magari si ridanno alla fuga o riprendono a delinquere. Il fenomeno è piuttosto diffuso in Ticino. E diverse famiglie ne soffrono. Alcuni casi in particolare fanno rabbrividire, con ragazzini che commettono reati "minori" a raffica e con le autorità praticamente impotenti.

Senza strumenti
«Bisogna chiedersi se la Magistratura dei minorenni abbia gli strumenti per intervenire in casi del genere – sostiene Ilario Lodi, responsabile di Pro Juventute –. A quanto pare non li ha. Il problema diventa dunque politico. Fino a che punto lo Stato si sta prendendo cura dei nostri ragazzi? Si fa già tanto, certo. Ma non credo si faccia tutto quello che si possa fare». 

Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda il granconsigliere Fabrizio Sirica che in una interrogazione inoltrata al Consiglio di Stato aveva definito il Ticino "inadeguato" sul tema dei minorenni e della psichiatria. E che il disagio sia crescente lo si intuisce da alcune risposte delle autorità. Nel 2014 i casi di minorenni ricoverati in reparti di psichiatria ticinesi erano stati 24, per un totale di 644 giornate. Nel 2024 si sono invece registrati 122 casi per un totale di 4'905 giornate di degenza. 

«Spiace dirlo – ammette Sirica –. Ma le autorità dovrebbero iniziare a interrogarsi sul tipo di società che stiamo costruendo per questi giovani. Se ci sono così tanti ragazzi disagiati noi adulti dobbiamo porci delle domande. Non possiamo fare finta di niente. È una responsabilità collettiva».

Lacune da colmare
In Ticino esistono varie strutture che si occupano di minorenni "problematici". Intanto (non si sa ancora esattamente quando) ad Arbedo-Castione sorgerà La Clessidra, un centro educativo chiuso destinato proprio ai giovanissimi. Al suo interno ci saranno alcuni posti per l'esecuzione di pene di breve durata e altri posti come centro protetto, quindi per decisioni di natura educativa non giudiziaria.

«In parte forse si andrà a colmare una lacuna – sottolinea Sirica –. Purtroppo alcuni minorenni delinquono e hanno comportamenti pericolosi per sè e per gli altri. Vanno fermati, per la loro protezione e non in ottica repressiva. In modo da poterli agganciare e da consentirgli di ripartire con un nuovo progetto di vita».

Sempre "colpa degli altri"
«D’accordo – fa notare Lodi –. Ma a me non va più che per quello che sta succedendo vengano chiamate in causa solo le istituzioni specifiche. I ragazzi stanno vivendo un cronico deficit di collettività. Perché è proprio la dimensione della collettività a mancare nella società. E non è solo colpa della scuola e delle famiglie. C’è tutto un contesto che premia il giovane forte e penalizza quello fragile. E poi mancano strumenti legislativi. Polizia e strutture di contenimento finora hanno sempre avuto le mani legate. E su questo dovrebbe intervenire la politica».

Il doppio di procedimenti in dieci anni
Nel 2025 i procedimenti penali aperti dalla Magistratura dei minorenni sono stati 1'425, una settantina in meno rispetto all’anno precedente e un numero quasi raddoppiato rispetto a dieci anni fa. Ma quali reati commettono questi giovani in particolare? Lo abbiamo chiesto al Servizio comunicazione, media e prevenzione della Polizia cantonale che illustra così la situazione:

«Per i reati contro il patrimonio si contano 300 condanne nel 2025 e 390 nel 2024. Le cause evase per infrazioni alla legge federale sugli stupefacenti sono state 165 nel 2025 e 159 nel 2024. Dal profilo statistico ci si trova confrontati con una sostanziale stabilità. A livello di tendenze si nota semmai una maggiore complessità delle inchieste e, a volte, della gravità dei comportamenti».

Un principio diverso
L'analisi va oltre. «Il diritto penale minorile ha obiettivi e modalità di applicazione differenti rispetto a quello degli adulti. Educazione e protezione sono i principi di base e tutte le situazioni vengono affrontate mettendo al centro dell’interesse non tanto il reato, quanto il minore che l’ha commesso. Le sanzioni possono prevedere delle misure protettive, ovvero la misura di sorveglianza, la misura di sostegno esterno, la misura del trattamento ambulatoriale e la misura di collocamento in istituto educativo, terapeutico o di cura chiuso o aperto».

Non è tuttavia vero che un minorenne non può finire "dietro le sbarre". Dipende proprio dalla gravità del reato. «Le pene variano dall’ammonizione, alla multa, alle prestazioni personali, fino alla detenzione. Durante l’inchiesta, se le condizioni previste dal Codice di procedura penale svizzero applicate per analogia al Codice di procedura penale minorile lo consentono, vi è pure la possibilità di porre il minore in arresto».

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