Imbroglione e... incauto: Fischer ha confessato tutto a pranzo

L'ex selezionatore si è vantato della frode con un giornalista della SRF
La polemica rischia ora di travolgere la SIHF. Come si è potuto pensare di "salvare" Fischer?
L'ex selezionatore si è vantato della frode con un giornalista della SRF
La polemica rischia ora di travolgere la SIHF. Come si è potuto pensare di "salvare" Fischer?
LUCERNA - La storia d'amore tra Patrick Fischer e la Nazionale, e la Federazione, e il tifo svizzero, si è chiusa in maniera improvvisa e dolorosa. Ma non avrebbe potuto essere altrimenti. Ammesso di aver volontariamente infranto la legge, il 50enne non era infatti scusabile. La sua posizione non era più sostenibile. Il divorzio, a parer nostro, si è anzi consumato con 48 ore di ritardo.
Ma come si è arrivati a questo punto? Da dove è partita la frana? Da un'incauta ammissione proprio dell'ex selezionatore il quale, forse sentendosi tranquillo, forse immaginando di essere protetto, forse sperando nella prescrizione o che il suo status lo mettesse al di sopra della legge, ha raccontato l'infrazione durante un normale incontro di lavoro.
La conferma l'ha data Pascal Schmitz, ovvero colui il quale ha per primo saputo dell'imbroglio. Impegnato nella realizzazione di un "ritratto" in occasione dei Mondiali casalinghi, il giornalista della SRF aveva l’obiettivo di mostrare il ruolo dei rituali e della spiritualità nella vita di "Fischi". Durante la pausa pranzo, il selezionatore ha però rivelato l’esistenza del certificato falso e della relativa condanna.
Una volta venuto a conoscenza del fatto, il giornalista si è mosso. «La domanda è: cosa si fa con questa informazione? La si ignora oppure si svolge il proprio dovere? Noi abbiamo scelto la seconda opzione», ha dichiarato Schmitz. Per questo motivo è stato richiesto il decreto penale alla Procura di Lucerna facendo leva su un interesse pubblico rilevante. E questo ha rivelato anche un’infrazione stradale di Fischer, che già prima dell’episodio legato al Covid era stato condannato a una pena pecuniaria sospesa per eccesso di velocità per la quale ha dovuto pagare complessivamente quasi 40mila franchi svizzeri.
La SRF ha in seguito avvisato l'ormai ex selezionatore prima della pubblicazione dell'articolo. Solo per questo motivo è arrivata la pubblica ammissione di colpevolezza già lunedì. Passati due giorni, dopo l'iniziale - e totalmente fuori luogo - sostegno da parte della Federazione svizzera (SIHF), Fischer è però stato licenziato. Cosa ha portato al dietrofront? La pressione dell'opinione pubblica e, soprattutto, quella di Swiss Olympic, che foraggia la SIHF, della Federazione internazionale (IIHF) e degli sponsor.








