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SVIZZERA

Quei datori di lavoro UDC che assumono lavoratori stranieri

In vista della votazione sull'iniziativa contro una "Svizzera a 10 milioni di abitanti", diverse aziende legate al partito continuano a reclutare personale all'interno dell'UE.
20min/Matthias Spicher
La società EMS-Chemie recluta nell'Unione europea, mentre la sua dirigente Magdalena Martullo-Blocher sostiene l'iniziativa dell'UDC contro una Svizzera a 10 milioni di abitanti.
Fonte 20 Minutes/ RTS
Quei datori di lavoro UDC che assumono lavoratori stranieri
In vista della votazione sull'iniziativa contro una "Svizzera a 10 milioni di abitanti", diverse aziende legate al partito continuano a reclutare personale all'interno dell'UE.

BERNA - In piena campagna sull'iniziativa dell'UDC contro una "Svizzera a 10 milioni di abitanti", diverse aziende guidate da figure del partito continuano però a reclutare personale fuori dai confini svizzeri e "pescando" da diversi Paesi dell'Unione europea. È in particolare il caso di EMS-Chemie, il gruppo di Magdalena Martullo-Blocher, vicepresidente dell'UDC, che ha recentemente pubblicato offerte di lavoro su piattaforme tedesche e anche sulla pagina dedicata ai residenti delle zone di confine italiane, "Frontalieri Ticino", rivela la RTS.

Una mancanza «di specialisti formati in Svizzera»
L'azienda assume questa strategia, spiegando di «mancare di specialisti formati in Svizzera». EMS-Chemie non è un caso isolato. Altre aziende legate a personalità UDC, come Green.ch o Swiss Life, riconoscono anch'esse di reclutare occasionalmente nell'Unione europea quando il mercato svizzero non basta a soddisfare le loro esigenze. A Berna, queste rivelazioni alimentano le critiche degli avversari dell'iniziativa. Diversi eletti vi vedono la dimostrazione delle tensioni che attraversano l'economia svizzera, largamente dipendente da una manodopera straniera che anche alcuni difensori di una limitazione dell'immigrazione faticano a sostituire.

I datori di lavoro UDC molti attivi nella ricerca di personale nell'UE nonostante l'aumento dell'immigrazione
RTS sottolinea che «nel mese di maggio, diverse inserzioni pubblicitarie dell'azienda produttrice di polimeri EMS Chemie, con sede nei Grigioni, sono state trovate su siti tedeschi, come StudySmarter.de, e su siti internazionali come talent.com e jobsleads.com».

Tirati in causa, gli stessi interessati non ne fanno mistero: l'Ufficio stampa di EMS Chemie candidamente dichiara che «per alcune professioni, EMS Chemie è costretta ad assumere specialisti all'estero» argomentando il ricorso a figure professionali straniere con il fatto che «non formiamo abbastanza personale in Svizzera», e precisando però che la società «impiega 2.800 persone in Svizzera» e che la sua percentuale di lavoratori stranieri è «in linea con la media svizzera», ovvero il 35% nel 2025.

L'annuncio di lavoro che ha attirato l'attenzione e l'obbligo di segnalazione non rispettato
Un annuncio di lavoro in particolare ha attirato l'attenzione: una posizione per chimico proprio presso lo stabilimento principale di EMS nei Grigioni. «L'annuncio - riporta RTS - è stato pubblicato sia in Svizzera che all'estero. Tuttavia, l'azienda avrebbe dovuto prima pubblicizzare la posizione vacante presso gli uffici regionali per l'impiego, dato che il tasso di disoccupazione per i chimici in Svizzera supera il 5%». Alla fine, la Segreteria di Stato dell'economia ha rimediato alla situazione «pubblicando direttamente l'annuncio di lavoro sul portale dell'assicurazione contro la disoccupazione».

Ricordiamo che l'obbligo di dare informazione delle offerte di lavoro in quei settori su cui grava in modo consistente il tasso di disoccupazione «è stato introdotto dopo l'approvazione, nel 2014, dell'iniziativa dell'UDC contro l'immigrazione di massa». E quale era proprio l'obiettivo? «Favorire i cittadini autoctoni disoccupati rispetto alla concorrenza europea». Contattata da RTS, Magdalena Martullo-Blocher «si è rifiutata di rispondere alle domande» fa sapere il media. In sua difesa corre l'altra vicepresidente Céline Amaudruz, che ha preso posizione durante il programma Forum: «In nessun caso la nostra iniziativa contro una popolazione di 10 milioni di cittadini svizzeri impedisce l'assunzione di persone dall'estero. Nessuno lo afferma! Si tratta solo di pignolerie e di accuse contraddittorie rivolte all'UDC».

Anche altri dirigenti dell'UDC stanno facendo lo stesso
«Green.ch, fornitore di servizi internet e data center con sede nel Canton Argovia, fino a poco tempo fa guidato dal Consigliere nazionale dell'UDC Franz Grüter, pubblicizza i propri servizi anche all'estero» riporta RTS. Il suo ufficio stampa indica inoltre che «l'azienda sta attivamente reclutando personale all'interno dell'UE tramite agenzie specializzate». Anche la compagnia assicurativa SwissLife, «presieduta da Rolf Dörig, membro dell'UDC, riconosce di dover talvolta reclutare personale direttamente dall'estero, sebbene, secondo il suo portavoce, si tratti piuttosto di un'eccezione». Emil Frey, l'importatore di automobili guidato da Walter Frey, «uno dei principali finanziatori del partito, afferma tuttavia di non assumere mai attivamente personale all'interno dell'Unione Europea». Lo stesso vale per Ernst Fischer AG, l'azienda con sede in Turgovia diretta dalla Consigliera Nazionale Diana Gutjahr. Quest'ultima ammette, tuttavia, di impiegare cittadini europei «che risiedono in Svizzera da tempo ».

La doppia morale
L'inchiesta di RTS, tra i corridoi dei palazzi della politica, non sembra sorprendere più di tanto. Ma sia a destra che a sinistra non si nasconde la doppia morale dell'UDC sul tema. Per Vincent Maitre, vicepresidente dell'Alleanza del Centro, «persino la signora Blocher non ha altra scelta che ricorrere alla manodopera straniera per continuare a prosperare». Critiche all'iniziativa dei 10 milioni arrivano da un imprenditore di area UDC, Peter Spuhler di Stadler Rail, che considera «troppo estrema» la chiamata alle urne su quella questione, che avrebbe come conseguenza la «fine della libera circolazione delle persone». Per Spuhler i settori dell'industria, della ricerca e della sanità subirebbero un duro contraccolpo, non riuscendo ad avere più personale a sufficienza.

La questione dei proclami anti-immigrati e dei lavoratori stranieri assunti proprio da coloro che ne osteggiano l'inserimento lavorativo, aveva interessato anche il Ticino molti anni fa, con le polemiche che avevano investito lo storico presidente leghista Giuliano Bignasca.

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