"Insulto al calcio" e affini

Spagna celebrata, Argentina affondata
Via il cappello davanti alle Furie rosse. Albiceleste depotenziata.
Spagna celebrata, Argentina affondata
Via il cappello davanti alle Furie rosse. Albiceleste depotenziata.
EAST RUTHERFORD - La Spagna è sul tetto del mondo e, per la stampa internazionale, ci è salita "senza discussioni". Dopo la finale vinta contro l’Argentina, i media di diversi Paesi hanno infatti unanimemente incoronato la Roja come campionessa più che meritata, sottolineando il dominio nel gioco e le difficoltà degli avversari, apparsi solidi in difesa ma poco incisivi in attacco.
In Spagna si celebra il secondo titolo mondiale della storia. "Mundo Deportivo" parla di una partita destinata a cambiare «la storia di un paese e di una generazione», mentre "As" evidenzia il dato dei tiri: 20 per gli iberici contro appena due dell’Argentina. Decisivo il gol di Ferran Torres nei supplementari, che per "Marca" entra nella «hall of fame degli eroi».
Dall’altra parte dell’Atlantico, il tono è più amaro ma riconosce la superiorità avversaria. "Olé" scrive che l’Argentina «ha dato tutto ed è affondata a testa alta», mentre "La Nación" parla della «fine di un sogno». «Clarín» saluta Lionel Messi, alla sua ultima Coppa del Mondo, sottolineando l’orgoglio nonostante la sconfitta.
Molto più dure alcune testate internazionali. In Inghilterra, il "Telegraph" definisce la vittoria spagnola «un trionfo del calcio», criticando un’Argentina accusata di gioco falloso e poco spettacolare. «Calcio 1, Criminali 0. Ci sono voluti i supplementari per arrivarci ma, grazie a Dio, ci siamo arrivati. Lo sport ha vinto, Qualsiasi altra cosa sarebbe stata percepita come un crimine», ha aggiunto il quotidiano londinese.
Sulla stessa linea anche parte della stampa italiana: la "Gazzetta dello Sport" afferma che «se fosse andata all’Argentina sarebbe stato un insulto per il calcio», mentre il "Corriere della Sera" sottolinea la mancanza di idee e di energie degli uomini di Scaloni.
In Francia, "L’Équipe" parla di «nuovi re», evidenziando il controllo della partita da parte della Spagna e l’inoffensività degli argentini, capaci di rendersi pericolosi solo nel finale. Anche negli Stati Uniti "The Athletic" celebra Ferran Torres, autore del gol decisivo, e descrive una finale in cui Messi è apparso in ombra.
Nel complesso, il verdetto mediatico è unanime: la Spagna ha dominato e meritato il titolo mondiale, mentre l’Argentina esce sconfitta ma comunque protagonista di un percorso che, nonostante tutto, resta tra i più significativi del torneo.








