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GIUBIASCO

«Fumo e puzza» dal grill "molesto", i residenti: «Non ne possiamo più». Ma il grotto non ci sta

La griglia della discordia "incendia" lo scontro tra residenti («non possiamo aprire le finestre») e ristoratore («lamentele da oltre un decennio»). «Sensibilizzazione» e «sopralluoghi» da Comune e Cantone.
«Fumo e puzza» dal grill "molesto", i residenti: «Non ne possiamo più». Ma il grotto non ci sta
«Fumo e puzza» dal grill "molesto", i residenti: «Non ne possiamo più». Ma il grotto non ci sta
Lettore Tio
«Fumo e puzza» dal grill "molesto", i residenti: «Non ne possiamo più». Ma il grotto non ci sta
La griglia della discordia "incendia" lo scontro tra residenti («non possiamo aprire le finestre») e ristoratore («lamentele da oltre un decennio»). «Sensibilizzazione» e «sopralluoghi» da Comune e Cantone.

GIUBIASCO - «Fumo e cattivi odori, la mattina e la sera, dal giovedì alla domenica». Dunque l'impossibilità di godere dell'aria della sera, di aprire le finestre o di andare in giardino. Succede a Giubiasco, zona Vallascia, dove alcuni cittadini si dicono esasperati per quanto accade da maggio, a causa della griglia del vicino grotto Torcett e della mancanza di soluzioni efficaci, nonostante anni di lamentele.

«Le prime lettere con la precedente gerenza ho cominciato a scriverle nel 2012 - ci spiega una residente -. Con la nuova gestione la problematica è cominciata nel mese di maggio, ma con più frequenza».

Signora, il fumo quando vi disturba?
«Specialmente dal giovedì, poi nel weekend: già la mattina, a volte dalle ore 09:30/10, il grotto comincia a fare il fumo per il pranzo e al pomeriggio poi ricomincia dalle 16:30/17 per la cena».

Che odori sentite?
«Un odore chimico orribile per l’utilizzo di accendifuoco liquido a base di idrocarburi. E poi dopo sentiamo odore di carne bruciata».

Che disagi vi creano?
«Adesso che è anche caldo, la sera non possiamo aprire le finestre fino alle 23 e non si può andare in giardino. È insopportabile, anche perché il fumo ci entra in casa»

La destinazione d'uso di un grotto tollera però di principio fumi e odori, salvo tolleranze non rispettate.
«Un vicino ha misurato le sostanze nell'aria che sono tre o quattro volte sopra il lecito. Lui ha tre bambini che devono stare in casa a dormire al chiuso anche quando è caldo».

E lei come fa?
«Ho il pinguino che però ti tira dentro un po' l'odore. È una situazione pesante perché è iniziata a maggio e durerà penso fino penso settembre, ottobre. Siamo demoralizzati, esausti e a questo punto anche arrabbiati».

Quante famiglie vengono "coperte" dalla nube?
«Da quelli che hanno firmato fino adesso posso dire 10 - 12 famiglie, ma ne contatteremo altre».

Avete provato a chiamare il ristoratore?
«Abbiamo parlato con il signor Rigozzi. In principio sembrava gentile, diceva che non voleva problemi col quartiere. Però dopo ha cominciato a non più essere così gentile. Alla fine io mi sono scoraggiata perché lui risponde che non c'è fumo e che lui comunque può farlo».

Come vi sentite?
«La montagna sta diventando tutta gialla, è molto secco. C'è un bosco che se si incendia brucia tutto, da qui fino a Giubiasco, siamo veramente spaventati: ho chiamato i forestali e mi hanno detto che si interesseranno».

Vi siete rivolti alle istituzioni?
«Sì, già durante la prima gerenza e anche adesso: ci siamo rivolti al Municipio e all'Ambiente e Territorio, Sezione Forestale. È già la terza volta che si raccolgono le firme. Abbiamo inviato al comune il video (allegato all'articolo; Ndr) con le immagini, gli orari e le date, insieme a una lettera sottoscritta dai residenti di via Vallascia e confinanti».

La corrispondenza con Comune e Cantone, tra «sopralluoghi» e «sensibilizzazione»
Alla missiva dei residenti, data 14 giugno 2026, il Municipio di Bellinzona ha risposto puntualmente (17 giugno) impegnandosi a «sensibilizzare immediatamente il nuovo gestore in merito all'utilizzo della griglia e alle possibili ripercussioni sul vicinato». Il Dicastero territorio e mobilità, Edilizia privata della Città, aggiunge che «non risultano violazioni (...) tali da giustificare un intervento da parte dell’autorità comunale». Infine quanto al paventato rischio di incendio, si precisa che il gestore ha appena fatto allestire una perizia sul residuo rischio antincendio per l'attestazione di idoneità dei locali».

Nonostante la sensibilizzazione del Comune però, a distanza di settimane, i residenti continuano a non trovare pace. Tanto che il 23 giugno si sono rivolti via email al Cantone (Dipartimento del territorio, Divisione dell'ambiente), lamentando «fumo denso accompagnato da odori intensi. La griglia viene accesa regolarmente, due volte al giorno nei fine settimana e nei giorni festivi». Immediata la risposta cantonale: «A breve verrà organizzato un nuovo sopralluogo».

La replica del Torcett: «Le polemiche durano da decenni: implementeremo gli interventi»
Non resta che sentire il grotto "della discordia". Il gerente accetta di fare chiarezza e a Tio fa subito una precisazione: «Il Grotto Torcett esiste dal 1868 e la griglia in questione è operativa almeno dagli anni ‘90, quando è stata concessa la licenza edilizia. Affettati e griglia sono la specialità della casa».

Quanto alle lamentele da parte del vicinato, il ristoratore afferma: «Ci erano note, siccome durano da oltre un decennio. Per questa ragione, ai primi segnali, quali nuovi gestori ci siamo preoccupati di instaurare un dialogo e valutare le possibilità tecniche esistenti per migliorare la situazione rispetto all'ultimo ventennio di gestione».

Poi la stoccata: «Abbiamo purtroppo dovuto constatare che il vicinato o parte di esso ha preferito la polemica, e non possiamo far altro che prenderne atto e dispiacercene».

Infine il gestore ci spiega «di essere già intervenuto prima ancora dell’apertura per ripulire l’area limitrofa alla griglia», con una promessa: «Implementeremo gli interventi di perfezionamento e messa a giorno dell’impianto, già condivisi con le autorità competenti, che riguarderanno in particolare filtri, protezioni e camino, mentre invece il metodo di accensione del carbone è già del tutto adeguato». 

Interventi che «azzereranno ogni rischio di incendio e ridurranno sensibilmente la problematica, che tuttavia già oggi non è grave né estesa come con comprensibile ma eccessiva enfasi viene descritta dagli opponenti: basta fermarsi a pranzo o cena per rendersene conto». Chissà che l'invito a sedersi a tavola venga ora accolto dai residenti.

«Di principio viene tollerata l’attività di grotti e ristoranti»
L'8 luglio in concomitanza dell'uso della griglia i residenti si sono rivolti a polizia e pompieri. Lo stesso giorno però qualcosa sembra muoversi. Tanto che la Sezione Forestale del Cantone conferma agli interessati che «l’autorità comunale sta procedendo ai necessari accertamenti, a seguito dei quali verranno presi i debiti provvedimenti». Il giorno successivo lo stesso ente chiarisce che nonostante il divieto di accendere fuochi all'aperto, «viene di principio tollerata l’attività di grotti e ristoranti provvisti di griglie esterne. A differenza dei fuochi a scopo ricreativo, si tratta infatti di impianti fissi ad uso commerciale dotati di chiusure, protezioni, canne fumarie e/o sistemi di aspirazione che riducono sensibilmente il rischio di propagazione di incendi».

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