Sentenza ribaltata: condannati i due agenti della Polizia comunale

La Corte d'appello condanna i poliziotti per abuso di autorità nei confronti di un venditore ambulante a Lugano.
LUGANO - La Corte di appello e di revisione penale (CARP) ha ribaltato la sentenza emessa in primo grado e condannato i due agenti della Polizia della Città di Lugano coinvolti nei fatti avvenuti il 1° agosto 2015 alla stazione FFS di Lugano. I due agenti avevano fermato un venditore ambulante di rose, accompagnandolo successivamente al posto di polizia della stazione ferroviaria. Qui, stando all'accusa, l'uomo sarebbe stato aggredito dopo essere stato costretto a spogliarsi. Il venditore aveva inoltre denunciato la scomparsa di 140 euro.
Il collegio giudicante, presieduto da Moreno Capella con i giudici a latere Ilario Bernasconi e Matteo Tavian, ha accolto parzialmente il ricorso presentato dalla parte lesa. Come riferito dalla RSI, entrambi i poliziotti, oggi di 44 e 45 anni, sono stati riconosciuti colpevoli di abuso di autorità. Uno dei due è invece stato assolto dall'accusa di lesioni semplici. La Corte ha inoltre inflitto pene pecuniarie pari a 10 e 20 aliquote giornaliere.
L'iter giudiziario si è protratto per diversi anni ed è stato caratterizzato da numerosi colpi di scena. In due occasioni il Ministero pubblico aveva infatti deciso il non luogo a procedere o l'abbandono dell'inchiesta, provvedimenti successivamente annullati fino all'intervento del Tribunale federale, che aveva disposto il rinvio a giudizio. Nel 2023 la Pretura penale aveva assolto entrambi gli imputati, una decisione ora completamente rivista dalla Corte d'appello.
I rappresentanti della presunta vittima, l'avvocato Nadir Guglielmoni e la dott.ssa iur. Melissa Guggiana, avevano chiesto ai giudici di ritenere credibile il racconto del venditore di rose. Di tutt'altro avviso i difensori dei due agenti, gli avvocati Maria Galliani e Luca Gandolfi, secondo i quali il presunto pestaggio non sarebbe mai avvenuto.



