È allarme in alta montagna

L'acqua scarseggia. Così come l'erba verde. E gli alpeggi arrancano. Diversi contadini stanno pensando di scaricare il bestiame in anticipo.
L'acqua scarseggia. Così come l'erba verde. E gli alpeggi arrancano. Diversi contadini stanno pensando di scaricare il bestiame in anticipo.
BELLINZONA - «La situazione è grave, non lo nascondo. Qui non piove da oltre un mese». Corrado Mazzoleni gestisce l'Alpe Mognora, in Verzasca, a 1'600 metri di altitudine. Ed è molto preoccupato per le sue trenta manze. «L'erba è secca. Le bestie non hanno da mangiare. Se va avanti così dovrò scaricare l'alpeggio in anticipo».
Stagione più breve?
Più o meno nelle stesse condizioni è Lorena Tocalli, co responsabile dell'Alpe Vaccariscio, in Alta Vallemaggia. «Per adesso ce la caviamo ancora – sospira –. Le nostre 50 mucche e le nostre 60 capre si trovano a un'altitudine di 1'450 metri. E già qui comunque l'erba è secca. Tra un po' saliremo a 2'000 metri. Lì non so cosa troveremo. Prevedo che quest'anno la stagione sull'alpe sarà più breve».
Un'ipotesi confermata anche da Sem Genini, direttore dell'Unione Contadini Ticinesi. «In certe regioni, come ad esempio la Leventina o la Valle di Blenio, le cose stanno andando molto male. In altre ha piovuto un pochino di più e allora si respira, ma non so fino a quando se dovesse continuare così. In generale è un'estate senza acqua ovunque. I temporali sporadici non sono sufficienti. Anzi, spesso causano danni ulteriori. C'è già chi ha riportato gli animali in pianura».
Problema economico
E qui subentra anche un problema a livello di pagamenti diretti. Perché per ottenerli dalla Sezione dell'agricoltura e da Berna, stando alla legge, occorrerebbe tenere sull'alpe le bestie per un numero determinato di giorni. Per alcuni agricoltori non sarà possibile. E quindi cosa accadrà?
«Stiamo trattando il tema con le autorità competenti – sostiene Genini –. Si spera che siano comprensive (e secondo le ultime informazioni in nostro possesso lo saranno, ndr). Anche perché il tema riguarda tutta la Svizzera: oltre Gottardo attualmente gli agricoltori di montagna hanno le stesse difficoltà. Purtroppo siamo confrontati con un problema che non dipende da noi. In alcune zone montane conta anche quanto ha nevicato in inverno. E sappiamo tutti che lo scorso inverno in generale non è arrivata tanta neve. Quindi non si sono accumulate riserve idriche sufficienti».
Lo sa bene Mazzoleni che vede la riserva della "sua" sorgente calare di giorno in giorno. «Non so fino a quando l'acqua che abbiamo a disposizione basterà. Oltre che di mangiare l'erba, gli animali hanno bisogno anche di bere».
L'ipotesi dei pozzi d'emergenza
«Anche scaricando in pianura – sottolinea Genini – il problema non si risolve del tutto. Perché l'erba è secca anche a basse quote, basta guardarsi attorno per notarlo, e quindi lasciare gli animali al pascolo non aiuta. Lo stesso discorso può essere fatto per l'acqua».
Si sta valutando se ricorrere ad alcuni pozzi di emergenza per irrigare i campi e le colture. In passato lo si era fatto. «Allo stesso tempo necessitiamo di foraggio supplementare per tenere gli animali in pianura, sia adesso sia poi in inverno se le scorte verranno esaurite. E visto che il foraggio manca in tutta la Svizzera con ogni probabilità andrà importato. Quindi bisogna discutere anche sui dazi a livello svizzero, attività che stiamo svolgendo intensamente perché il tempo stringe».




