Non è un capriccio: «Troppi stimoli fanno soffrire mio fratello»

Il 37enne valmaggese Gori Martini ha una forma di autismo. Per permettergli di assistere a un concerto in Piazza Grande la sorella Giulia ha fatto i salti mortali. I retroscena.
Il 37enne valmaggese Gori Martini ha una forma di autismo. Per permettergli di assistere a un concerto in Piazza Grande la sorella Giulia ha fatto i salti mortali. I retroscena.
LOCARNO - «Gori la Piazza Grande di Locarno la conosce bene. Ma è abituato a vederla vuota. Troppi stimoli potrebbero causargli disagio e a quel punto probabilmente vorrebbe scappare, tornare a casa».
Gori è un ragazzo valmaggese. Ha 37 anni e ha una forma di autismo sin dalla nascita. Una caratteristica raccontata dalla sorella Giulia (35) che sui social negli scorsi giorni ha lanciato un singolare appello. «Gori adora la musica. In particolare Max Pezzali (che canterà nella serata di oggi, giovedì 16 luglio). Ho chiesto se qualche proprietario di un balcone che si affaccia su Piazza Grande potesse ospitare Gori per il concerto di stasera».
Una questione di dignità
Non un capriccio. Ma il fermo desiderio di fare vivere al fratello una serata dignitosa. «Perché tutte le volte che è sottoposto a stimoli eccessivi la sua reazione è quella di scappare e tornare nella sua comfort zone. Si incupisce, non parla più, sta male, va in crisi. Per lui è una sconfitta che si ripercuote sull'autostima. È una delle insidie che si nascondono dietro le mille sfumature dell'autismo. Anche di recente siamo stati a una festa in Valle Bavona e siamo dovuti tornare indietro. Lui avrebbe voluto restare lì. Ma il disagio è stato più forte di lui».
Ogni dettaglio va curato
La storia di Giulia e di Gori diventa l'occasione per fare sensibilizzazione sul tema dell’autismo e delle diversità in generale. «Dopo il mio appello sui social si sono fatte avanti due persone che hanno balconi affacciati su Piazza Grande. Sarà Gori a scegliere in quale stare. Ovviamente dovremo curare ogni dettaglio. Perché lui non conosce quegli spazi. Bisognerà andare lì diverse ore prima, farlo ambientare. Poi magari ci faremo una passeggiata, andremo a mangiare una pizza. E torneremo sul balcone solo quando canta Max Pezzali, in modo da ridurre al minimo la fatica per Gori».
FOTO: Giulia e Gori.Giulia e Gori in una foto scattata in vacanza.In ricordo di nonno Plinio
Gori si chiama così perché, come Giulia, è nipote dell'immenso Plinio Martini, scrittore di Cavergno, autore de “Il fondo del sacco”. «Anche il protagonista del romanzo si chiamava Gori – ricorda Giulia –. Mio fratello è nato in un’epoca in cui non c’erano ancora le diagnosi di autismo. Inizialmente i miei genitori si sono un po’ arrangiati con gli strumenti che avevano. Non è statosemplice. Ancora oggi notiamo che alcuni non capiscono. Vedono Gori e magari fanno battute o bisbigliano qualcosa nell’orecchio altrui. Nonostante questo Gori è un ragazzo in gamba. Abbiamo un rapporto molto bello».
Solidarietà commovente
Dopo l’appello di Giulia l’organizzazione di Moon+Stars ha deciso di offrire tre biglietti a Giulia e Gori. Tre perché i due non saranno soli. «C’è stata anche una ragazza specializzata nel ramo dell’autismo che si è fatta avanti per accompagnarci. Lavora nello stesso istituto in cui è collocato Gori. Ha famigliarità con lui. Lo trovo un gesto stupendo, di grande umanità. Perché non era assolutamente obbligata a farlo. Sarà utilissima la sua presenza, per ogni evenienza. In generale è stato commovente vedere come tanta gente comune si è dimostrata sensibile alla nostra causa. Decine di persone si sono messe a disposizione per offrire ogni tipo di aiuto. Qualcuno ha addirittura scritto a Max Pezzali direttamente. A tutte queste persone va un enorme grazie».
FOTO: Giulia e Gori.Giulia e Gori in un momento spensierato.






