Gli indispensabili e un Embolo serio: Svizzera ambiziosa (ma con riserva)

Cercasi attaccante per la Nati: «Al momento abbiamo solo Embolo; altri non ne vedo. Che la bastonata lo aiuti a maturare»
Arno Rossini: «Con i suoi leader, nei prossimi due-quattro anni la Svizzera può crescere ancora».
Cercasi attaccante per la Nati: «Al momento abbiamo solo Embolo; altri non ne vedo. Che la bastonata lo aiuti a maturare»
Arno Rossini: «Con i suoi leader, nei prossimi due-quattro anni la Svizzera può crescere ancora».
KANSAS CITY - Il Mondiale della Svizzera è terminato tra proteste, musi lunghi e grande rammarico. Le emozioni vissute si stanno raffreddando, la sensazione di essere andati vicino allo scrivere un finale diverso a una storia comunque bellissima sta invece ancora accompagnando i protagonisti rossocrociati. I giocatori come anche Murat Yakin, che nelle ultime chiacchiere prima del rompete le righe ha ammesso di essere orgoglioso di quanto fatto, aggiungendo un ambizioso: «Questa Nazionale ha un grande futuro».
Più grande del presente? Migliore, dunque, di un quarto di finale in un grande torneo?
«Io sono assolutamente fiducioso - è intervenuto Arno Rossini - Nei prossimi due-quattro anni, perché è inutile guardare oltre, la Svizzera può crescere ancora».
Nonostante qualche senatore sia alla fine della corsa? Nelle prossime settimane si saprà di più sul futuro rossocrociato di elementi come Xhaka, Freuler e Rodriguez…
«I primi due, soprattutto, sono importantissimi. Per il gruppo ancor più che per quel che danno in campo. Granit, per esempio, non ha disputato un Mondiale memorabile, eppure è fondamentale nel suo ruolo. Di centrocampista e di capitano. Di leader. Credo possano continuare ancora ma, ovviamente, importante è che si lavori per far sì che chi è alle loro spalle cresca a livello di esperienza e personalità».
La Nazionale, così com’è, ha punti deboli?
«In campo pochissimi. Kobel, Akanji, Elvedi, i due centrocampisti… la spina dorsale della squadra è solidissima. Come terzino destro, ruolo al momento un po’ scoperto, potrebbe trovare posto Athekame, ora al Milan. In generale, dunque, siamo messi abbastanza bene. L’unico problema, secondo me è in attacco».
Manzambi “rischia” di lasciare il segno per molti anni.
«Ma non è una prima punta. Io parlo dell’attaccante classico. Al momento abbiamo solo Embolo; altri non ne vedo».
Ed Embolo…
«Ha dimostrato una volta ancora di non riuscire a fare la differenza. E questo è un peccato, perché le possibilità, fisiche e tecniche, le ha tutte. Gli manca la testa, ma l’abbiamo detto. Spero che la bastonata subita con l’Argentina, perché quanto successo lo segnerà, è inevitabile, lo aiuti a crescere, a maturare definitivamente. Se si mette in testa di fare il calciatore può davvero esplodere, arrivando a un livello altissimo».
Per ora dominano Haaland e Kane.
«Non arriverà a quel livello, ma può diventare un giocatore di caratura mondiale. Ha 29 anni, sarebbe anche ora. E ha il tempo per fare qualche stagione alla grandissima. Con Haaland o Kane la Svizzera, questa Svizzera, potrebbe presentarsi all’Europeo o al Mondiale tra le prime tre favorite. Con Embolo al top può invece pensare di giocarsela. Non sarebbe comunque male. La Nazionale del futuro potrebbe invece essere più debole fuori dal campo. Potrebbe avere il problema-Tami».
Pronto a chiudere la sua avventura dopo anni di servizio.
«Conosco Pier da 50 anni. Lui è bravissimo, lo è sempre stato, a gestire le situazioni complicate. Anzi, ad anticiparle, evitando così che si creino problemi. Nel suo ruolo, è stato fondamentale per questa Nazionale: ha contribuito e non poco a formare il gruppo solidissimo che oggi conosciamo e a far sì che questo rendesse al massimo nelle grandi occasioni. La sua uscita è una grossa perdita. Non so chi prenderà il suo posto: se il sostituto non avrà la sua stessa sensibilità, e non è qualcosa che ti inventi, ce l’hai o non ce l’hai, ecco, quello potrebbe davvero essere un guaio. Pier è stato fondamentale. Vale, per noi, quanto Xhaka».









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