«Avevo la sensazione di soffocare»

La nuova docuserie Netflix «Rafa» mostra il tennista spagnolo da vicino: le paure, i tic, i forti dolori e il duello contro Roger Federer.
La nuova docuserie Netflix «Rafa» mostra il tennista spagnolo da vicino: le paure, i tic, i forti dolori e il duello contro Roger Federer.
TENNIS - Il 29 maggio è uscita su Netflix la docuserie in quattro parti «Rafa», dedicata a Rafael Nadal. «Non è facile godersi un documentario su se stessi», ammette il campione spagnolo, spiegando come la visione lo riporti continuamente a ricordi e momenti del passato. La serie offre uno sguardo ravvicinato non solo sulla carriera del “re della terra battuta”, ma anche sul prezzo fisico e mentale pagato per arrivare ai vertici.
Le telecamere seguono Nadal nei successi e nelle difficoltà, tra visite mediche, infortuni e il ritorno vincente del 2022. Il suo avversario più duro, emerge, non è stato sempre dall’altra parte della rete, ma spesso nel proprio corpo, segnato da dolori ricorrenti. Nella docuserie trovano spazio anche i suoi noti rituali in campo, che lui stesso definisce necessari: «Non ci sono riuscito a liberarmene. Ne avevo bisogno per delimitarmi».
Tra le rivelazioni più intime ci sono le paure. La moglie Francisca Perello racconta che Nadal temeva di soffocare e doveva avere sempre una bottiglia d’acqua con sé. «Se non l’avevo in mano, non riuscivo più a deglutire», spiega il tennista. «La gola mi si seccava e avevo la sensazione di soffocare con la mia saliva».
La serie affronta anche la sindrome di Müller-Weiss, una lesione cronica al piede che gli provoca dolori intensi e che ha messo a rischio la sua carriera. Nadal ha continuato a giocare grazie a un plantare speciale e, in alcuni momenti, ricorrendo a misure drastiche. Nel 2022, anno del suo 14° trionfo al Roland Garros e del 22° titolo Slam, si sottoponeva ad anestesia al piede prima delle partite. L’uso prolungato di antinfiammatori avrebbe poi portato a gravi complicazioni, tra cui due perforazioni intestinali.
Non mancano i riferimenti al duello con Roger Federer, affrontato 40 volte in carriera. Tra i momenti più iconici, la finale di Wimbledon 2008 vinta da Nadal dopo quasi cinque ore di gioco. Il maiorchino ricorda anche la delusione per le finali perse in precedenza: «Ero seduto da solo nello spogliatoio e ho pianto. Pensavo che forse non avrei mai vinto Wimbledon». La rivalità con lo svizzero, sottolinea, lo ha spinto a superare continuamente i propri limiti.






