«La gente protesta perché ci ama»

Quando chiude un ufficio postale spesso si insorge. Perché? E perché alcuni non si fidano delle nuove filiali in partenariato? Dietro la rivoluzione con Martina Bellodi, responsabile della rete.
Quando chiude un ufficio postale spesso si insorge. Perché? E perché alcuni non si fidano delle nuove filiali in partenariato? Dietro la rivoluzione con Martina Bellodi, responsabile della rete.
SAVOSA/ BELLINZONA - Uffici postali che finiscono dentro farmacie, panetterie, musei, case per anziani, stazioni di servizio, bar, ristoranti, macellerie. La rivoluzione della Posta è in atto ormai da anni. E continua a suscitare qualche resistenza da parte di alcuni utenti. Tradotto: c'è chi non si fida pienamente nel fare operazioni ritenute delicate nelle cosiddette filiali in partenariato.
«Le persone sono abitudinarie – evidenzia a TioTalk Martina Bellodi, responsabile della rete postale in Ticino e nella Svizzera orientale –. I cambiamenti possono suscitare perplessità iniziali. Ma, secondo i nostri sondaggi, col passare del tempo la gente è contenta».
Un tema delicato
Alcuni però faticano a superare la soglia della diffidenza. «Il tema più delicato è quello della confidenzialità – ammette Bellodi –. In particolare in merito a invii e pagamenti. Se le persone hanno il timore di non essere servite con la stessa serietà che c'è in una filiale classica, può nascere un po' di incertezza. Noi seguiamo i partner di queste filiali e abbiamo scambi costanti. Mi sento di rassicurare tutti».
Foto tio.chMartina Bellodi, responsabile della rete postale in Ticino e nella Svizzera orientale.La gamma di servizi delle filiali in partenariato, tra l'altro, resta limitata. «La filiale in partenariato è pensata per coprire il servizio di base universale. Ci sono ad esempio delle limitazioni sul denaro contante, anche per motivi di sicurezza. Altro dettaglio significativo: gli invii sensibili, come gli atti giudiziari e i precetti esecutivi, non vengono consegnati all'utenza tramite queste filiali. Bensì tramite la filiale classica più vicina».
Il mondo che va veloce
Ma a tal proposito che ne sarà delle filiali classiche? Da fine 2028 tra Ticino e Moesano ne resteranno solo 40, mentre le filiali in partenariato raggiungeranno quota 100. «Vogliamo sviluppare ulteriormente le filiali classiche esistenti, poteziando anche servizi di consulenza in vari ambiti. Allo stesso tempo monitoriamo le abitudini della clientela. Ci adattiamo all'evoluzione della società. Il mondo va veloce. Non possiamo mantenere in vita qualcosa che non viene usato».
Reazioni di pancia
Detto questo, perché ogni volta che si annuncia la chiusura di un ufficio postale per trasformarlo in filiale in partenariato c'è una mezza insurrezione popolare? Bellodi usa una metafora: «La popolazione protesta perché in realtà ci ama. La reazione emotiva dimostra che la gente è molto attaccata a noi. La Posta incarna determinati valori. Sempre e comunque».




