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Sex work, oltre gli stereotipi

In occasione della Giornata Internazionale delle/dei Sex workers, Primis, progetto di Zonaprotetta, lancia una campagna di sensibilizzazione per contrastare i pregiudizi.
TiPress
Fonte RED
Sex work, oltre gli stereotipi
In occasione della Giornata Internazionale delle/dei Sex workers, Primis, progetto di Zonaprotetta, lancia una campagna di sensibilizzazione per contrastare i pregiudizi.

LUGANO - Domani, martedì 2 giugno, si celebra la Giornata Internazionale delle/dei Sex workers, una ricorrenza dedicata alla difesa dei diritti delle persone che svolgono lavoro sessuale, alla promozione di condizioni di lavoro dignitose e autodeterminate e alla lotta contro lo stigma e le discriminazioni che continuano a colpire questa comunità.

In occasione di questa giornata, Primis, il progetto di Zonaprotetta dedicato alla promozione della salute e dei diritti delle persone che svolgono lavoro sessuale in Canton Ticino, lancia una campagna di sensibilizzazione che sarà diffusa attraverso i canali social dell'associazione.

L'obiettivo della campagna è contribuire a contrastare stereotipi, pregiudizi e rappresentazioni distorte che influenzano la percezione pubblica del lavoro sessuale e delle persone che lo svolgono.

«La narrazione mediatica e sociale sul lavoro sessuale - si legge in una nota stampa - tende infatti a rappresentare chi lo svolge esclusivamente come vittima, criminale o persona "immorale", senza riconoscere la complessità delle esperienze individuali e la pluralità delle realtà esistenti. Queste rappresentazioni alimentano stigma e discriminazione, con conseguenze concrete sulla vita delle persone: esclusione sociale, maggiore vulnerabilità alla violenza, difficoltà nell'accesso ai servizi e limitazioni nell'esercizio dei propri diritti».

Per dare spazio alle voci delle persone direttamente interessate, Primis ha realizzato un sondaggio anonimo a cui hanno partecipato 20 persone che svolgono lavoro sessuale. Attraverso testimonianze e riflessioni personali, la campagna racconta come lo stigma e i pregiudizi si manifestino nella vita quotidiana e quale impatto abbiano sul benessere, sulle relazioni e sull'accesso ai servizi. «Condividere queste esperienze significa contribuire a costruire una narrazione più rispettosa, realistica e centrata sulle persone. Significa riconoscere che dietro le etichette esistono individui con storie, vissuti, aspirazioni e diritti».

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