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LUGANO

Luoghi freschi, ma... non "accessibili" a tutti?

Un'interrogazione dei Verdi mette in luce alcuni limiti della mappa recentemente pubblicata dalla Città di Lugano e chiede come il progetto sarà sviluppato nei prossimi anni
Luoghi freschi, ma... non "accessibili" a tutti?
Tipress
Fonte red
Luoghi freschi, ma... non "accessibili" a tutti?
Un'interrogazione dei Verdi mette in luce alcuni limiti della mappa recentemente pubblicata dalla Città di Lugano e chiede come il progetto sarà sviluppato nei prossimi anni

LUGANO - Le ondate di caldo sono sempre più frequenti e intense e pongono sfide concrete alle città, soprattutto sul fronte della salute pubblica. In questo contesto si inserisce anche l’iniziativa recente della Città di Lugano, che ha pubblicato una mappa dei cosiddetti «luoghi freschi», pensata per offrire ai cittadini punti di riferimento durante i periodi di canicola. Uno strumento utile, ma che solleva anche interrogativi sulla sua efficacia reale.

È da queste premesse che prende avvio un’interrogazione firmata da Marisa Mengotti, Luisa Orelli e Diego Baratti per i Verdi e indipendenti, che mette in luce limiti e prospettive del progetto. Se da un lato la mappa rappresenta un passo nella direzione dell’adattamento climatico, dall’altro appare ancora incompleta, con diverse aree urbane non coperte e una rete che, allo stato attuale, si presenta più come un insieme di punti isolati che come un sistema integrato.

Tra le principali criticità evidenziate vi è l’accessibilità dello strumento. Essendo disponibile in forma digitale, rischia di non raggiungere proprio le fasce di popolazione più vulnerabili al caldo, come anziani e persone poco avvezze all’uso delle tecnologie. Da qui la richiesta al Municipio di valutare soluzioni alternative, come una versione cartacea da distribuire in luoghi sensibili quali farmacie, studi medici, centri diurni o case anziani.

Un altro nodo riguarda la visibilità sul territorio. I firmatari chiedono se sia prevista una segnaletica fisica che renda immediatamente riconoscibili sia i luoghi freschi sia i punti di accesso all’acqua potabile, elemento considerato essenziale anche in chiave di prevenzione e sostenibilità.

L’interrogazione solleva poi il tema della comunicazione e del coinvolgimento. Si domanda se il Comune intenda collaborare con servizi sociosanitari e associazioni per raggiungere le persone più fragili e se siano previste campagne informative attraverso canali tradizionali durante le fasi di allerta. Non meno importante è l’idea di trasformare la mappa in una vera rete, includendo non solo i luoghi ma anche i percorsi per raggiungerli in sicurezza, privilegiando tragitti ombreggiati o serviti dal trasporto pubblico.

Infine, viene chiesto al Municipio se l’iniziativa resterà uno strumento informativo o se sarà accompagnata da interventi concreti per aumentare nel tempo numero e qualità degli spazi freschi, anche nelle zone più esposte alle isole di calore. Una serie di quesiti che, al di là della mappa, riportano al centro il tema più ampio di come la città intenda adattarsi a un clima che cambia rapidamente.

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