Tragitto casa-scuola troppo lungo, il Comune dovrà pagargli il taxi

Il caso singolare di un giovane zurighese con necessità speciali è finito in tribunale. Secondo le autorità comunali la distanza da percorre per arrivare all'istituto era «accettabile». Per il giudice, invece, no.
ZURIGO - Un comune zurighese dovrà finanziare integralmente il trasporto privato di un undicenne verso una scuola speciale nel Canton Turgovia, dopo che il Tribunale cantonale amministrativo di Zurigo ha giudicato troppo gravoso il tragitto con i mezzi pubblici.
Il ragazzo, riporta la NZZ nell’edizione di lunedì, frequenta una scuola speciale situata a oltre venti chilometri da casa. Ogni mattina deve raggiungere una fermata dell’autobus, poi cambiare con una S-Bahn e infine percorrere a piedi circa un quarto d’ora.
In teoria il viaggio dura poco più di 50 minuti. In pratica, però, spesso e volentieri rischia di essere ben più impegnativo. Il giovane, infatti, dispone di soli quattro minuti per effettuare una coincidenza ferroviaria che spesso perde. Quando accade, il percorso si allunga di circa mezz’ora e richiede un ulteriore cambio, portando il tempo di viaggio fino a un’ora e venticinque minuti.
La madre del ragazzo ha contestato la decisione delle autorità comunali, secondo cui il tragitto era sostenibile, e ha portato il caso davanti ai giudici.
Il tribunale ha esaminato non solo la durata del percorso, ma soprattutto la situazione personale dell’allievo. Secondo una valutazione psicologica scolastica, il ragazzo soffre di un disturbo del comportamento con atteggiamenti oppositivi, è affetto da ADHD e potrebbe inoltre presentare un disturbo post traumatico da stress legato a episodi di violenza vissuti in famiglia.
I documenti scolastici descrivono un bambino facilmente distraibile, che fatica a gestire gli imprevisti e necessita di una supervisione costante. Anche semplici cambiamenti nella routine possono provocare reazioni incontrollabili.
Il Comune sosteneva invece che il ragazzo fosse «sufficientemente autonomo per spostarsi da solo e capace di chiedere aiuto in caso di bisogno». Ma il Tribunale ha rilevato che tale valutazione non trovava riscontro nella documentazione scolastica. Anzi, dagli atti emergeva che l’alunno aveva bisogno «di una presa in carico particolarmente importante».
Per il tribunale, quindi, non è attualmente esigibile che il ragazzo affronti da solo un percorso complesso e soggetto a imprevisti. Da qui la decisione di imporre al Comune il finanziamento completo di un servizio di trasporto privato.
Una scelta che avrà un impatto notevole sulle casse pubbliche: dai circa 158 franchi mensili dell’abbonamento ai trasporti pubblici si passerà a una spesa stimata di circa 3.600 franchi al mese per il trasporto dedicato. Tuttavia, secondo il giudice, «le esigenze del minore prevalgono sulle considerazioni meramente economiche».



