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CHIASSO

Securitas taglia: «Abbiamo cercato di salvare il salvabile»

Il provvedimento fa seguito alla decisione di chiudere temporaneamente il centro richiedenti l'asilo di Chiasso. Almeno otto le persone colpite. L'azienda che si occupa di sicurezza: «Non dovesse riaprire i licenziamenti saranno molti di più».
TiPress
Securitas taglia: «Abbiamo cercato di salvare il salvabile»
Il provvedimento fa seguito alla decisione di chiudere temporaneamente il centro richiedenti l'asilo di Chiasso. Almeno otto le persone colpite. L'azienda che si occupa di sicurezza: «Non dovesse riaprire i licenziamenti saranno molti di più».

CHIASSO - In questi giorni diverse lettere di licenziamento sarebbero state recapitate a un gruppo di agenti di sicurezza impiegati da Securitas nel centro per richiedenti asilo di Chiasso. La misura avrebbe colpito anche lavoratori con lunga esperienza e contratti stabili, lasciati a casa nell’ambito di una «ristrutturazione aziendale».

Un provvedimento che coincide con la chiusura temporanea della struttura - comunicata negli scorsi giorni dalla SEM - per «piccoli lavori di manutenzione», favoriti dallo scarso numero di presenze in questo periodo.

Il numero dei licenziamenti non sarebbe esiguo e riguarderebbe anche profili specializzati, impegnati nella gestione dei richiedenti asilo, spesso in contesti complessi. Ad essere colpiti, dunque, sarebbero lavoratori con molti anni di servizio e un’età elevata.

La conferma dell'Ocst: «Sappiamo e stiamo verificando»
Da Robertino Bay, responsabile Ocst per i contratti collettivi degli agenti di sicurezza, la conferma: «Abbiamo saputo e nei prossimi giorni avremo dei primi contatti con alcune delle persone coinvolte. Per il momento non possiamo entrare nel merito della vicenda, ma stiamo verificando».

«Abbiamo cercato di salvare il salvabile»
Anche da Stefano Moro, direttore regionale di Securitas, arriva la conferma dei tagli dovuti alla chiusura temporanea del Centro di Chiasso: «Ci hanno informato con un mese d'anticipo, per noi è stata una sorpresa. Abbiamo cercato di salvare il salvabile».

Sono otto, spiega, i tagli a cui sono giunti dopo attenta decisione: «Su quaranta persone toccate da questa chiusura. Per la gran parte, quindi, siamo riusciti a trovare soluzioni, ma per queste otto purtroppo non abbiamo alternative». Soluzioni che potrebbero essere temporanee: «Se il centro non dovesse riaprire in autunno, i licenziamenti saranno molti di più».

Nonostante dalla SEM sia stato garantito che le capacità dei centri interessati dalla chiusura* «saranno nuovamente disponibili nel corso dell’estate, qualora il numero di domande dovesse aumentare», Moro preferisce andarci cauto: «Non ho ricevuto garanzie sulla riapertura, né su quando potrebbe avvenire. L’unica misura possibile, nelle condizioni attuali, era questa».

Il responsabile smentisce inoltre le voci che riferirebbero di una sostituzione con personale non specializzato: «Abbiamo effettivamente operato delle assunzioni, ma sono persone accreditate per altre attività, e comunque non inizierebbero prima di ottobre o novembre. Non è possibile sostituire personale in questo modo: serve un processo di accreditamento che richiede mesi».

*La SEM chiuderà temporaneamente - si parla di alcune settimane - i centri federali d’asilo (CFA) di Chiasso, Thônex, Niederscherli, Aesch, Arlesheim e Sulgen. Le chiusure non sono motivate solo da lavori di manutenzione, ma anche dall’obiettivo dichiarato di «ridimensionare le capacità ricettive in esubero e ridurre i costi». Attualmente, in tutta la Svizzera sono operativi 30 CFA, per un totale di circa 7000 posti letto. L’idea è portare questa cifra a 700 unità. 

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