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Bentancur parla... e spera per l'ACB

Trujillo non paga. Il deposito dei bilanci dell'ACB presso il giudice competente non è più, purtroppo, un'eventualità da scartare
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Bentancur parla... e spera per l'ACB
Trujillo non paga. Il deposito dei bilanci dell'ACB presso il giudice competente non è più, purtroppo, un'eventualità da scartare
Mentre la situazione dei granata è critica, l'ex patron ha voluto dare la sua versione dei fatti.
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BELLINZONA - Sono ore febbrili, queste, a Bellinzona, con un passato recente nerissimo e un futuro tutto da definire.

Disimpegnandosi, Juan Carlos Trujillo ha, di fatto, lasciato la patata bollente in mano alla cordata ticinese che ha accettato di farsi carico del debito da 1.5 milioni di franchi maturato nella stagione e a Pablo Bentancur, chiamato a cedere sul credito da 800’000 franchi maturato al momento della cessione societaria della scorsa estate.

Dal giorno dell’uscita di scena del colombiano però poco o nulla si è mosso nella Capitale - secondo la RSI le trattative con la cordata "ticinese" si sarebbero addirittura arenate - tanto da avvicinare, in caso di mancanza “di elementi sufficienti a comprovare la continuità aziendale e l'effettiva disponibilità dei mezzi necessari al risanamento della società”, il deposito dei bilanci presso il giudice competente. 

Non è comunque ancora finita, tanto che i contatti tra gli ex due patron non si sono mai realmente interrotti, anche se il colombiano non sembra intenzionato a pagare gli 800'000 franchi per "sbloccare" le azioni. E senza quelle azioni per il club non c'è alcuna speranza.

Intanto, per la prima volta in tutta questa storia, Pablo Bentancur ha voluto spiegare la sua posizione. E lo ha fatto con un comunicato nel quale ha espresso il suo malessere per il rapporto creatosi con le Istituzioni cittadine e si è augurato che per il club possa esserci un futuro luminoso.

"Per onore di verità, non posso non reagire prendendo posizione sulle dichiarazioni rilasciate dal Sindaco di Bellinzona Mario Branda domenica 24 maggio in occasione della trasmissione televisiva "La domenica sportiva" della RSl - ha scritto l'agente sudamericano - Riferendosi alla mia persona e ai rapporti con la Città di Bellinzona e il suo Municipio negli anni in cui ho dedicato tempo e investito denaro nell'ACB Bellinzona, portando al successo sportivo che si merita la squadra granata che ho avuto e che ancora ho nel cuore, il Sindaco Mario Branda ha evocato «problemi di comunicazione» come anche «screzi e incomprensioni con me», con ciò volendo evidentemente rappresentare ai media, ai tifosi e alla cittadinanza della Città una situazione conflittuale alimentata da entrambe le parti.

Quella del Sindaco di Bellinzona è una mistificazione e la verità è un'altra. Sento che la popolazione e i tifosi hanno sempre dimostrato apprezzamento per i miei sforzi e per quelli anche maggiori dei giocatori e dei dirigenti della prima squadra e della compagine giovanile, cui va ancora il mio sentito ringraziamento. Le istituzioni cittadine, invece, inspiegabilmente a quelle stesse persone e ovviamente a me hanno riservato perlopiù avversione e, in alcuni casi, frapposto anche concreti ostacoli. L'episodio del terreno da gioco sintetico, conosciuto, è emblematico. Dalla tifoseria "deviata" e violenta dei sedicenti "Boys", bene conosciuta in Citta, al Municipio e ai suoi Municipali fino ai singoli che la compongono, ho subìto dileggi, offese e insulti di ogni tipo: anche a sfondo razzista. Per questi episodi, numerosissimi e plateali, mai e in nessuna occasione è stata levata la minima riprovazione pubblica. Ho subìto anche aggressioni e violenze fisiche: pure in questo caso, ormai di dominio pubblico, senza che le istituzioni e i suoi rappresentanti abbiano perlomeno stigmatizzato l’accaduto, con un segnate forte che tutti, sportivi e tifosi autentici, si attendevano: nello sport non c'è spazio per la violenza e per il razzismo. Nell'agosto del 2024 sono stato perfino ingiustamente richiamato ufficialmente dal Municipio, senza che questo mi abbia chiesto né mi abbia preventivamente fornito spiegazione, «a un comportamento corretto ed educato» nei confronti di un collaboratore della Città. Allorché in verità quest’ultimo mi aveva denunciato ingiustamente per gravi reati - salvo dopo breve tempo ritirare la sua querela - sulla base una percezione che lui stesso ha semplicemente definito inesatta dei fatti. Ho chiesto due volte spiegazioni e conto al Municipio per quello che ancora oggi considero un inopportuno e inusitato intervento avveratosi, alta prova dei fatti, avventato, ingiustificato e lesivo della mia persona. Non ho mai ricevuto risposta.

Quando decisi di occuparmi dell'ACB Bellinzona, lo feci già sapendo che non avrei chiesto aiuti finanziari, neppure alla Città: così ho fatto, solo e con le mie risorse. E, nonostante ciò, con le persone che sono state vicine al Club Granata abbiamo riportato la squadra ai livelli della Swiss FootbaI League. Non ho mai preteso nulla in cambio, ma neppure mi sarei immaginato il totale disinteresse di chi ora parla di «problemi di comunicazione» e «incomprensioni» con me. La mia versione è autentica, in ogni suo aspetto e dettaglio. Se, come pretende il Sindaco Mario Branda, «problemi di comunicazione» o «screzi e incomprensioni» ci sono stati, in verità nella sostanza lo sono stati a senso unico: incomprensibilmente verso la mia persona e verso chi, con me, ha lavorato con tanto impegno per il successo di una squadra che in fondo rappresenta anche la Città. Mi resta il rammarico per la situazione che oggi vive l'ACB Bellinzona: una squadra dalla lunga e gloriosa storia che mi auguro possa tornare presto ai suoi successi."

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