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«Per tre anni ho mentito alla mia famiglia»

A un certo punto della sua vita il 32enne Kader abbandona gli studi scientifici. E si lancia in qualcosa che gli cambierà la vita. Ecco la sua storia.
Foto tio.ch/ PM
«Per tre anni ho mentito alla mia famiglia»
A un certo punto della sua vita il 32enne Kader abbandona gli studi scientifici. E si lancia in qualcosa che gli cambierà la vita. Ecco la sua storia.

VERSCIO - «Sì, per tre anni i miei genitori credevano che studiassi scienze all'università. Invece stavo frequentando una scuola di teatro di nascosto...» Questa è una storia che inizia nella lontana Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. Il protagonista è il 32enne Kader Ouedraogo che oggi vive a Solduno e sta per concludere un biennio di specializzazione all'accademia Dimitri di Verscio. Nei suoi occhi si scorge la gioia di chi ha rotto ogni schema pur di inseguire un sogno.

Partiamo da qui. Cosa dicono i tuoi genitori oggi?
«Per loro all'epoca era inconcepibile che un giovane facesse l'artista di professione. Ho raccontato loro la verità nel 2019 quando finalmente avevo il diploma della scuola Jean-Pierre Guingané in mano. Oggi sono orgogliosi di me e anche del fatto che sia venuto in Svizzera per fare un ulteriore passo in avanti nella mia carriera».

E tu sei felice?
«Sì. E spero che la mia storia possa essere da esempio a tanti ragazzi che vogliono vivere d'arte e che non hanno il coraggio di lanciarsi».

Perché proprio il teatro?
«Il teatro l'ho conosciuto grazie a un amico durante il primo anno di università. Non mi sono innamorato del teatro in sé. Bensì dello stile di vita degli artisti».

Vale a dire?
«Un modo essenziale di affacciarsi all'esistenza. Non materialista. Vedete, a me piaceva tanto studiare scienze. Ma le scienze rievocano qualcosa di troppo esatto. Di quasi perfetto. Essere artista invece ti permette di aprire la mente a 360 gradi. Ho capito subito che quella era la via che faceva per me».

Già. Solo che...
«Solo che la società è piena di pregiudizi. Non solo in Burkina Faso. Io ne ho sofferto parecchio prima di prendere la fatidica scelta».

Quali erano le tue paure?
«Temevo di sentirmi dire "Ma come? Hai la possibilità di studiare seriamente all'università e vai a fare l'artista?" Fare l'attore non era considerato un mestiere. In tanti contesti non lo è ancora oggi».

Foto tio.ch/ PMKader ritratto accanto a un pallone. Il calcio resta una sua grande passione.

Qual è la cosa più bella che ti ha regalato il teatro?
«Mi ha fatto scoprire la semplicità delle cose. Quando ero più giovane volevo diventare una star del calcio. In Burkina Faso sono arrivato a giocare fino alla serie B, a un livello praticamente da professionista. Poi mi è mancato qualcosa per fare il grande salto. Ma sono contento che sia andata così. Mi sarei perso tanto altro. Oggi gioco ancora a pallone, ma solo per divertirmi e per ricaricarmi».

Stai per andare in scena con lo spettacolo "Ya Complicado": il 21 aprile a Verscio (ore 16.30, al parco della Casa del Clown) e il 24 aprile a Cavigliano (ore 20.30, in Piazza della Gioventù). Un pezzo di denuncia contro la pesantezza amministrativa.
«Il mio è un teatro che va a toccare i temi più popolari, quelli che in un modo o nell'altro sfiorano tutte le persone di qualsiasi parte del mondo. Avere a che fare con le attese burocratiche, in qualsiasi ambito, è estenuante, sfiancante. Vi siete mai chiesti quanta energia, psicologica e fisica, perdiamo nell'attendere anche una banale risposta? Questo spettacolo lo vorrei portare ovunque, in ogni angolo del pianeta».

Il tipo di teatro che proponi ha uno stampo decisamente sociale.
«Trovo sia crudele che qualcuno non possa accedere alla cultura perché non ha soldi. Il mio desiderio per il futuro è trovare degli sponsor affinché io possa proporre spettacoli a prezzi bassi o addirittura gratuitamente. I miei spettacoli, in cui parlo varie lingue e mi muovo in continuazione, sono per strada, nei giardini, tra la gente. E per la gente. Tutta la gente».

Foto tio.ch/ PMKader per le vie di Verscio, dove sta per terminare la sua formazione "ticinese".

Perché dal Burkina Faso hai scelto di seguire una specializzazione proprio a Verscio?
«Ho conosciuto l'accademia Dimitri grazie a un amico. Il passaggio da una metropoli come Ouagadougou al Ticino è stato strano. Ma bello. Mi piace il contatto umano che c'è qui. Presto la mia formazione si concluderà. E farò rientro in Africa».

Preoccupato? In Burkina Faso la situazione politica è un po' instabile...
«Non sono preoccupato. Adesso il Paese è in una fase di resilienza e di rinascita. Tocca a noi tutti portare il nostro contributo per migliorare ulteriormente la situazione. Anche per questa ragione sono contento di tornare. In questi anni sono comunque rientrato regolarmente in Burkina Faso per trovare i miei genitori. Quando avevo detto loro che sarei andato in Europa a perfezionarmi hanno temuto di non vedermi mai più, come se finissi su un altro pianeta. Invece adesso hanno capito quanto Africa ed Europa possano essere vicine».

Lettore tio.chLa locandina dello spettacolo "Ya Complicado".


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