Voce, chitarra e anima

Il debutto solista di Andrea Zinzi è al centro del nuovo episodio di TioTalk
Il debutto solista di Andrea Zinzi è al centro del nuovo episodio di TioTalk
SAVOSA - Una casa, una piccola finestra, una voce e una chitarra. A completare il tutto: un'anima che ha l'esigenza di esprimersi, di far diventare canzone un'intuizione, un sentimento. Tutto questo è "The Healing Winters", il debutto dell'avventura solista di Andrea Zinzi.
Il musicista ticinese, metà del celebrato duo Make Plain e parte di svariati progetti artistici, presenti e passati, è stato ospite di TioTalk per raccontare l'essenza di questo disco registrato nella dimensione intima di un'abitazione, quella in cui Zinzi vive da poco tempo in un piccolo borgo del Luganese. Una dimensione domestica che si è fatta studio di registrazione, grazie alla sapienza tecnica e all'amore per la musica di Leo Pusterla ed Eleonora Gioveni, che producono l'album per la loro Safe Port Production.
Otto tracce, per "The Healing Winters". Con la title track che, singolarmente, si trova non in apertura di disco ma in fondo, come ultima traccia. «Perché, in realtà, tutte queste canzoni le ho volute tenere in ordine cronologico per come sono nate. Era anche una maniera coerente per chiudere l'album e per dargli un significato che potesse avere un senso anche per la visione grafica e il concetto musicale della registrazione».
È una riflessione sui luoghi significativi per un individuo, sull'inverno e sulla cura, fatta di canzoni d'amore nate da una profonda sofferenza, da ipotetici "romantici senza speranza" (come si può essere romantici, senza avere speranza?) e da piccoli quadretti intimi. Il tutto in una dimensione alt-folk calda e avvolgente, con riferimenti attesi (Bon Iver) o imprevedibili (Paolo Nutini). «Il disco è scaturito da una frase di una persona, che mi ha ringraziato per avergli "sistemato l'inverno". In realtà avevo semplicemente acceso i riscaldamenti della camera da letto». È servito per risvegliare temi e motivi che crescevano da tempo dentro l'artista: «L'inverno, la ciclicità, le stagioni, gli umori. E poi ho pensato che tendevo spesso a colpevolizzare quello che mi gravitava attorno, appunto le stagioni, la meteo, una persona che in un giorno mi ha fatto arrabbiare». Fondamentale è stato, per Zinzi, rifletterci e cercare di gestire un po' la mia "meteo interna"». La finestra immortalata nella copertina è quella di casa sua, per una scelta dalla forte valenza simbolica. «È la finestra di un nuovo spazio, un nuovo respiro, un potenziale cambio di stagione».
La chiacchierata si è poi spostata su altri tre progetti artistici: i Make Plain («È un percorso lunghissimo e in continua crescita, c'è un grande progetto in ballo che pubblicheremo a breve sui social), il nuovo power trio denominato Howling Blue («proprio questo venerdì 17 suoniamo al Bar Cervo di Bellinzona») e l'esperienza conclusa con i Golden Vultures («Ho provato la sensazione di avere quella spinta da supergruppo, poi è chiaro che subentra anche la difficoltà dell'organizzazione, del fatto che ognuno, oltre alla musica, deve far funzionare anche la vita»).
C'è stato modo poi di parlare dello stato di salute della musica in Ticino, dell'importanza di garantire ai giovani appassionati tempi e spazi per potersi fare le ossa. Con una nota di speranza in chiusura.







