«Teheran ha respinto il secondo round di colloqui»

Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale iraniana Irna, lunedì non ci sarà un nuovo round di negoziati a Islamabad.
Il Medio Oriente è avvolto dall'incertezza, a partire dalla fragile tregua tra Usa e Iran. Sabato Teheran ha infatti chiuso lo Stretto di Hormuz al traffico commerciale mettendo sotto tiro alcune imbarcazioni civili, mentre Trump convocava una riunione nella Situation Room per discutere della nuova crisi.
Secondo i media Usa, che citano un funzionario americano, «se non ci sarà una svolta, la guerra potrebbe riprendere nei prossimi giorni».
Tensione alle stelle anche tra Hezbollah e l'esercito israeliano, che ha confermato di aver condotto nuovi raid nel Libano meridionale, sostenendo che Hezbollah avrebbe violato gli accordi di cessate il fuoco. E in Libano è stato ucciso un casco blu francese dell'Unifil, vittima di un agguato teso al convoglio delle Nazioni Unite.
Iran sospetta che negoziato sia trappola per attacco a sorpresa
L'Iran sta ridimensionando le aspettative rispetto ad un nuovo round negoziale a Islamabad e sembra sospettare che le dichiarazioni di Donald Trump su un possibile accordo possano essere una copertura per un attacco a sorpresa da parte degli Stati Uniti. Lo scrive Axios. (ats ans)
dpaMedia Iran, «Teheran ha respinto il secondo round di colloqui»
L'Iran ha respinto l'ipotesi di un secondo round di colloqui di pace con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale iraniana Irna, ripresa da Sky News. L'assenza di Teheran dai colloqui è dovuta alle "richieste eccessive di Washington, alle aspettative irrealistiche, ai continui cambiamenti di posizione, alle ripetute contraddizioni e al blocco navale in corso", ha riferito l'agenzia. (ats ans)

Cessate il fuoco a metà: villaggi libanesi sotto le ruspe
Le demolizioni israeliane continuano nei villaggi del sud Libano durante il cessate il fuoco, mentre cresce la tensione tra le parti.
Esposizione agli shock: la Banca Mondiale punta su occupazione per aiutare i piccoli Stati
La Banca Mondiale punta sull'occupazione per ottimizzare gli aiuti ai piccoli Stati, a partire da quelli insulari, allo scopo di rispondere al meglio a sfide uniche come l'isolamento, la maggiore esposizione agli shock e la base economica ristretta. E' la nuova strategia illustrata dal suo presidente, Ajay Banga, in una riunione a porte chiuse di ministri e governatori delle Banche centrali di 50 piccoli Paesi, tenutasi durante gli incontri primaverili di Fmi e Banca Mondiale appena conclusi a Washington. (ats ans)

Cessate il fuoco a metà: villaggi libanesi sotto le ruspe
Le demolizioni israeliane continuano nei villaggi del sud Libano durante il cessate il fuoco, mentre cresce la tensione tra le parti.

Cessate il fuoco a metà: villaggi libanesi sotto le ruspe
Le demolizioni israeliane continuano nei villaggi del sud Libano durante il cessate il fuoco, mentre cresce la tensione tra le parti.

Cessate il fuoco a metà: villaggi libanesi sotto le ruspe
Le demolizioni israeliane continuano nei villaggi del sud Libano durante il cessate il fuoco, mentre cresce la tensione tra le parti.
Sondaggio, solo 37% americani promuove Trump
Donald Trump crolla nei sondaggi. Fra la guerra in Iran e l'economia, solo il 37% approva la performance del presidente, il livello più basso del suo secondo mandato. E' quanto emerge da un sondaggio di Nbc, secondo il quale il 63% degli americani non approva l'operato del presidente e i due terzi degli interpellati bocciano Trump sull'inflazione e la guerra. (ats ans)
Fonti Pasdaran, Iran non andrà ai colloqui finché resta blocco Usa
L'Iran non ha ancora deciso se inviare una delegazione negoziale a Islamabad per colloqui con Washington e nessun colloquio avrà luogo finché rimarrà in vigore il blocco navale statunitense: lo riferisce l'agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, che cita una fonte informata. Lo riporta Iran International. Tasnim aggiunge che, dopo la conclusione del primo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, il "mediatore pakistano" ha continuato a svolgere il suo ruolo, scambiando messaggi tra le due parti. (ats ans)
Casa Bianca, Vance andrà in Pakistan
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance andrà in Pakistan per le trattative con l'Iran. Lo afferma un funzionario della Casa Bianca, contraddicendo di fatto quanto riferito in precedenza a ABC News dal presidente Donald Trump, che aveva fatto riferimento a problemi di sicurezza. (ats ans / red)
Sanchez, «ora sospendere l'accordo Ue-Israele, viola i diritti»
È giunto il momento che l'Ue rescinda il proprio accordo di associazione con Israele. Non abbiamo nulla contro il popolo israeliano, anzi, è proprio il contrario. Ma un governo che viola il diritto internazionale e, di conseguenza, i principi e i valori dell'Ue non può essere nostro partner. NO ALLA GUERRA". Lo scrive su X il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez. La questione finirà probabilmente sul tavolo dei ministri degli Esteri al Consiglio del Lussemburgo, martedì prossimo. Sinora è sempre mancata l'unanimità necessaria per sospendere l'intesa. (ats ans)
Vance non sarà a Islamabad
Il vicepresidente statunitense JD Vance non sarà alla guida della delegazione Usa che incontrerà i negoziatori pakistani a Islamabad. Lo ha dichiarato ad ABC News il presidente Donald Trump. Non è una questione di sfiducia ma di sicurezza: i servizi segreti non possono organizzare lo spostamento di Vance in sicurezza con così scarso preavviso, ha aggiunto Trump.
Gli iraniani saranno in Pakistan martedì
Una delegazione iraniana arriverà martedì in Pakistan: lo hanno riferito fonti iraniane vicine ai negoziati con gli Usa, secondo quanto riporta la Cnn. Il team di Teheran dovrebbe essere lo stesso dell'ultimo round, con il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ed il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Gli iraniani - aggiungono le fonti - si aspettano che mercoledì ci sia l'annuncio di una proroga del cessate il fuoco. Se poi le cose andranno per il verso giusto e Donald Trump accetterà di recarsi a Islamabad, anche il presidente iraniano andrà in Pakistan per un «incontro» e la firma di una «dichiarazione congiunta». (ats ans)
Sono gli Usa a violare la tregua, secondo l'Iran
«Il blocco statunitense dello Stretto di Hormuz è illegale e viola l'attuale cessate il fuoco». Così il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei su X dopo che Donald Trump ha accusato l'Iran di violare l'accordo di cessate il fuoco. «Il blocco dei porti e delle coste iraniane non solo viola il cessate il fuoco, mediato dal Pakistan, ma costituisce anche un atto criminale», ha sottolineato Baghaei, aggiungendo: «Viola la Carta delle Nazioni Unite, che considera il blocco dei porti e delle coste di un Paese un atto di aggressione» e «rappresenta una punizione collettiva nei confronti del popolo iraniano». (ats ans)
Per l'Iran è «l'ultima occasione»
Donald Trump ha definito quella attuale «l’ultima occasione» per l’Iran di raggiungere un accordo di pace. Lo ha dichiarato in un’intervista a Fox News. Il presidente degli Stati Uniti ha aggiunto che non ripeterà «lo stesso errore» dell’ex presidente Barack Obama, la cui amministrazione firmò nel 2015 un accordo nucleare complessivo con Teheran. «Se l’Iran non firmerà questo accordo, l’intero Paese verrà fatto saltare in aria», ha avvertito Trump.
Il monito di Katz
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che l’esercito «agirà» se il governo libanese «non rispetterà i propri impegni» previsti dal cessate il fuoco. In una nota, Katz ha affermato che la «linea gialla» del Libano deve estendersi fino alla «zona anticarro» del Paese. «Qualsiasi edificio o strada in Libano sospettati di contenere ordigni esplosivi devono essere distrutti per proteggere i nostri soldati», ha aggiunto.
GETTY IMAGESI negoziatori Usa stanno andando a Islamabad
I negoziatori americani «stanno andando a Islamabad, in Pakistan. Saranno lì domani per le trattative». Lo annuncia Donald Trump sul suo social Truth. «Stiamo offrendo un accordo molto equo e ragionevole; spero che lo accettino. Se non lo faranno, distruggeremo ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran», prosegue il presidente degli Stati Uniti. (ats ans)
«Grave violazione» iraniana, ma la pace ci sarà
L'Iran ha commesso una «grave violazione» del cessate il fuoco, ma un accordo di pace ci sarà. Lo ha detto Donald Trump all'emittente Abc. «Accadrà. In un modo o nell'altro. Con le buone o con le cattive. Accadrà», ha osservato. (ats ans)
«Transito non autorizzato»: bloccate due petroliere africane
Due petroliere sono state costrette a invertire la rotta mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, dopo l’intervento delle forze militari iraniane. Lo riferisce l’agenzia di stampa Tasnim. Le due navi, battenti bandiera del Botswana e dell’Angola, avrebbero modificato la propria rotta dopo quello che è stato definito un «transito non autorizzato» attraverso la strategica via marittima.
AFPTeheran accelera su missili e droni
L’Iran afferma di aver accelerato l’aggiornamento e il rifornimento delle basi di lancio per missili e droni, superando i ritmi precedenti agli attacchi di Stati Uniti e Israele. Lo ha dichiarato Majid Mousavi, comandante della Forza aerospaziale delle Guardie della Rivoluzione, in un intervento diffuso da Nournews, accompagnato da immagini di una struttura missilistica sotterranea. «A differenza dell’Iran, il nemico non è stato in grado di ricostituire le proprie scorte durante il cessate il fuoco», ha detto Mousavi, aggiungendo che Teheran ha aumentato la propria capacità operativa mentre gli avversari dipendono da rifornimenti esterni. Secondo il comandante, «hanno perso questa fase della guerra» e terreno nello Stretto di Hormuz, in Libano e nella regione, si legge su Al-Jazeera.
L'ottimismo di Ankara
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato in conferenza stampa che l'Iran e gli Stati Uniti dovrebbero estendere il loro cessate il fuoco. Lo riporta il quotidiano israeliano Haaretz. «Siamo ottimisti sul fatto che nessuno desideri una ripresa dei combattimenti nella regione», ha affermato, aggiungendo che le questioni in discussione richiedono più tempo. (ats ans)
Nessuna nave in transito dallo Stretto di Hormuz
Il sito web di tracciamento navale MarineTraffic sembra indicare che al momento non ci siano navi in transito nello stretto: lo rileva la BBC, che sottolinea come molte sembrino essere ancorate nel Golfo, in particolare al largo delle coste dell'Oman e degli Emirati. Una petroliera di proprietà cinese e una nave gasiera di proprietà indiana, aggiunge Reuters sul suo sito, sono state avvistate in transito verso est nelle prime ore di stamani. Sembrano però essere state respinte e nessun'altra nave è entrata o uscita dal Golfo dopo la mezzanotte. (ats ans)
AFPUranio arricchito, Trump smentito
L’Iran non consegnerà il proprio uranio arricchito agli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il vice ministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh in un’intervista all’Associated Press, smentendo precedenti affermazioni dell’ex presidente americano Donald Trump. «Posso dire che nessun materiale arricchito verrà spedito negli Stati Uniti», ha affermato Khatibzadeh. «Questa è una questione non negoziabile e posso assicurare che, pur essendo pronti ad affrontare eventuali preoccupazioni, non accetteremo condizioni che non sono discutibili».
«Trump non ha il diritto di negarci i benefici del nucleare»
«Il presidente degli Stati Uniti afferma che l'Iran non dovrebbe usare il suo potere nucleare, ma non spiega di quale crimine si tratti. Qual è la sua posizione nel mondo per poter privare una nazione dei suoi diritti legali?». Ad affermarlo è il presidente dell'Iran Masoud Pezeshkian. «Secondo i principi umanitari, ognuno dovrebbe godere dei propri diritti legittimi e noi chiediamo che l'Iran venga trattato secondo giustizia nel sistema internazionale», aggiunge il 71enne. «Trump non ha il diritto di negare i diritti a un popolo e di affermare che l'Iran non può trarre beneficio dal suo diritto nucleare», afferma in parole citate da Al-Jazeera.
«La nostra posizione fondamentale si basa sul mantenimento della pace, della stabilità e della sicurezza nella regione. Non cerchiamo di allargare il cerchio della guerra, non abbiamo iniziato guerre o conflitti e non abbiamo attaccato alcun paese. Non abbiamo intenzione di attaccare alcun paese e stiamo esercitando il nostro diritto legale e legittimo all'autodifesa». (ats ans)
GETTY IMAGESLe conseguenze della mancata produzione di greggio potrebbero farsi sentire per anni.«Ogni dollaro per il petrolio russo finanzia la guerra»
«Ogni dollaro speso per il petrolio russo è denaro per la guerra». Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Il continuo allentamento delle sanzioni contro la Russia non rispecchia la reale situazione bellica né quella diplomatica - aggiunge - e alimenta l'illusione della leadership russa di poter continuare la guerra. Solo questa settimana, i russi hanno lanciato oltre 2360 droni d'attacco, più di 1320 bombe aeree guidate e quasi 60 missili di vario tipo contro le nostre città e comunità».
«Più di 110 petroliere della flotta ombra di Mosca sono attualmente in mare. A bordo ci sono oltre 12 milioni di tonnellate di petrolio russo che, grazie all'allentamento delle sanzioni, possono essere nuovamente vendute senza conseguenze. Si tratta di 10 miliardi di dollari, una risorsa che viene convertita direttamente in nuovi attacchi contro l'Ucraina».
«Ecco perché è fondamentale fermare le petroliere russe, impedendo loro di consegnare petrolio ai porti. Le esportazioni di petrolio dell'aggressore devono diminuire e le sanzioni a lungo termine contro l'Ucraina continuano a contribuire a questo obiettivo. Sono grato a ciascuno dei nostri soldati per la loro precisione - conclude Zelensky - e ringrazio tutti i partner che stanno contribuendo ad aumentare la pressione sulla Russia in questa guerra». (ats ans)
Persi oltre 50 miliardi di dollari di greggio
Dall’inizio della guerra in Medio Oriente il mercato globale ha perso oltre 50 miliardi di dollari di petrolio greggio non prodotto. È quanto emerge da stime di analisti e calcoli di Reuters, citati dal quotidiano britannico Guardian. Secondo le stime, gli effetti della crisi sono destinati a protrarsi per mesi, se non anni.
Dalla fine di febbraio, oltre 500 milioni di barili tra greggio e condensati sono stati sottratti al mercato globale, secondo i dati di Kpler. Si tratta della più grande interruzione dell’offerta energetica nella storia moderna.La quantità di petrolio venuta a mancare equivale, su scala globale, a dieci settimane senza traffico aereo, a undici giorni senza circolazione stradale di alcun veicolo, oppure a cinque giorni senza petrolio per l’intera economia mondiale, ha spiegato Iain Mowat, principal analyst di Wood Mackenzie.
Gli armatori hanno ordinato la retromarcia
La maggior parte degli armatori con navi bloccate oltre lo Stretto di Hormuz sta riportando le proprie imbarcazioni nelle posizioni precedenti. Lo conferma Lloyd’s List, servizio di notizie e analisi marittime, citato da Al-Jazeera .Il traffico resta fermo dopo che alcune comunicazioni radio, captate da diversi proprietari di navi presenti nell’area, hanno segnalato che lo stretto è tornato sotto una «rigida gestione e controllo da parte delle forze armate» iraniane, come annunciato nelle scorse ore.
«Israele è un grande alleato, a differenza di altri»
«Che Israele piaccia o meno, ha dimostrato di essere un grande alleato. Sono coraggiosi, audaci, leali e intelligenti, a differenza di altri che hanno mostrato la loro vera natura in un momento di conflitto e stress». Lo afferma il presidente americano Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che lo Stato ebraico combatte duramente e sa «come vincere». (ats ans)
Stretto di Hormuz, ora anche il corridoio è bloccato
La marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica dell’Iran ha annunciato l’estensione della chiusura allo stesso corridoio precedentemente designato per il passaggio sicuro delle navi nello stretto strategico, dichiarando di fatto la chiusura totale della via d’acqua fino alla revoca del blocco statunitense sui porti e sulle imbarcazioni iraniane.
Venerdì Teheran aveva indicato che le navi avrebbero potuto transitare nello stretto in coordinamento con le autorità iraniane e previo pagamento di un pedaggio. In una dichiarazione diffusa dai media statali, la marina ha però avvertito che qualsiasi nave che violi le disposizioni sarà presa di mira. L’Iran considera il blocco imposto dagli Stati Uniti una violazione del cessate il fuoco tra i due Paesi.
AFPSoldato israeliano morto nel sud del Libano
L'esercito israeliano ha annunciato oggi la morte di un soldato in combattimento nel sud del Libano, dove questa settimana è entrato in vigore un cessate il fuoco temporaneo. «Lidor Porat, 31 anni di Ashdod, soldato del 7106mo Battaglione 769ma Brigata regionale, è caduto in combattimento nel Libano meridionale», ha dichiarato l'esercito israeliano in un comunicato senza fornire ulteriori dettagli.
Il bilancio totale delle vittime dell'esercito israeliano nella guerra di sei settimane tra Israele e Hezbollah è ora di 15 morti, secondo dati militari. Si tratta della seconda morte di un soldato annunciata da Israele nel Libano meridionale dall'inizio della tregua di dieci giorni annunciata dagli Stati Uniti venerdì scorso, parte di un più ampio sforzo per porre fine in modo definitivo alla guerra in Medio Oriente. (ats ans afp)
La portaerei Usa Ford è tornata nel Mar Rosso
La più grande portaerei del mondo, la Uss Gerald R. Ford, è rientrata nelle acque del Medio Oriente e dopo aver passato il canale di Suez si trova ora nel Mar Rosso. La notizia è riportata da diversi media internazionali. La Ford, che fino a poco tempo fa operava nel Mediterraneo orientale, ha attraversato Suez insieme a due cacciatorpediniere, la Uss Mahan e la Uss Winston S. Churchill, e ora opera nel Mar Rosso. Lo riferiscono funzionari statunitensi. La Ford sta tornando nel Mar Rosso dopo oltre un mese trascorso nel Mediterraneo a seguito di un grave incendio in una lavanderia che ha costretto la nave a rientrare in porto per riparazioni. Questa settimana la portaerei ha anche battuto il record per la più lunga permanenza in missione di una portaerei dalla guerra del Vietnam.
L'arrivo della Ford la rende la seconda portaerei nella regione, oltre alla USS Abraham Lincoln nel Mar Arabico. Secondo un funzionario della difesa, anche la Uss George H. W. Bush si sta dirigendo verso la regione e attualmente si trova al largo delle coste del Sudafrica. (ats ans)
Oltre 3400 vittime iraniane dall'inizio della guerra
Intanto la Fondazione statale iraniana per i martiri e gli affari dei veterani ha detto che la guerra con gli Stati Uniti e Israele ha causato la morte di oltre 3400 persone nella Repubblica islamica. Il capo della Fondazione, Ahmad Mousavi, citato dall'agenzia di stampa ISNA, ha affermato che 3.468 «martiri... sono caduti durante il recente conflitto».
Un precedente bilancio, diffuso il 12 aprile dal capo dell'Organizzazione iraniana di medicina legale, parlava di 3375 morti in Iran a causa della guerra. L'agenzia di stampa statunitense HRANA (Human Rights Activists News Agency) ha dichiarato il 7 aprile che almeno 3636 persone sono state uccise, tra cui 1701 civili - di cui almeno 254 bambini - oltre a 1221 militari e 714 persone il cui status non è stato classificato. (ats ans)
Non c'è fiducia negli Usa, «se la devono guadagnare»
Durante l'incontro dell'11 e 12 aprile di Islamabad (il più alto di livello tra i due paesi dalla Rivoluzione iraniana del 1979) «abbiamo sottolineato che non abbiamo assolutamente fiducia negli Stati Uniti», ha affermato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. «Gli Usa devono prendere la decisione di guadagnarsi la fiducia del popolo iraniano", ha continuato, aggiungendo: "Devono abbandonare l'unilateralismo e lo spirito di imposizione nel loro approccio al dialogo».
Ghalibaf ha quindi sottolineato che l'Iran ha accettato il cessate il fuoco di due settimane entrato in vigore l'8 aprile solo perché gli Stati Uniti lo avevano richiesto. «Eravamo vittoriosi sul campo, il nemico non aveva raggiunto nessuno dei suoi obiettivi e l'Iran controllava anche lo Stretto di Hormuz», ha detto. «Se abbiamo accettato il cessate il fuoco è stato perché loro avevano accettato le nostre richieste». (ats ans)
AFP«Lontani dalla conclusione delle discussioni»
I colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti hanno «fatto progressi» ma un accordo definitivo è «ancora lontano», ha dichiarato il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. «Siamo ancora lontani dalla conclusione delle discussioni», ha detto Ghalibaf in un'intervista alla televisione di Teheran. «Abbiamo fatto progressi nei negoziati, ma rimangono molte divergenze e alcuni punti fondamentali sono ancora irrisolti», ha aggiunto il leader iraniano. (ats ans)



