«Cancellara? Un bas*****»

In una lunga intervista rilasciata al canale Winimax TV, Steve Chainel è tornato a parlare della sua carriera e delle "Classiche". Non ha avuto parole gentili per il bernese
In una lunga intervista rilasciata al canale Winimax TV, Steve Chainel è tornato a parlare della sua carriera e delle "Classiche". Non ha avuto parole gentili per il bernese
PARIGI - Il calendario ciclistico attuale dà grande spazio alle classiche, il che ovviamente richiama alla mente degli appassionati svizzeri della bicicletta gli anni d'oro di Fabian Cancellara.
Vincitore per tre volte sia al Giro delle Fiandre (2010, 2013, 2014) che alla Parigi-Roubaix (2006, 2010, 2013), il bernese si è costruito un palmarès impressionante sulle strade belghe. Ma, evidentemente, non si è fatto solo amici durante questo periodo d'oro, che lo ha proiettato tra i migliori "classicman" della storia.
In una lunga intervista concessa a Winamax TV, l'ex ciclista francese Steve Chainel non ha usato mezzi termini quando gli è stato chiesto un parere su "Spartacus". «Fabian Cancellara? Un bastardo! - ha esclamato l'ex ciclista professionista - Lo odiavo e, ancora oggi, faccio fatica a superarlo perché sinceramente... Mi piacerebbe un giorno avere una discussione con lui, perché per lui eravamo i "francesi di me***"».
ImagoIl francese Steve ChainelColui che oggi è consulente per il canale Eurosport ha aggiunto, sempre ai microfoni della trasmissione "L'Échappée", che lo svizzero di origine italiana aveva questa (cattiva) abitudine di insultare gli altri corridori. In generale, «gli italiani amavano lanciare insulti all’interno del gruppo», ha deplorato il 42enne.
Per Chainel, Cancellara era un nemico: «Sentivo davvero che si prendevano gioco di me. Filippo Pozzato, per esempio, si prendeva gioco di me. Ma poi andavo da lui e parlavamo tranquillamente. Fabian Cancellara, invece, è davvero la persona che non ho mai apprezzato nella mia carriera, perché non ha mai avuto parole gentili. Forse è proprio per questo che è diventato un campione».




