Cinesi ricchi mettono le mani sullo chalet di lusso: nel mirino le falle della Lex Koller

Boom di acquirenti stranieri a Gstaad: il caso cinese riaccende il dibattito sulle regole per gli investimenti immobiliari e il rischio di aumento dei prezzi.
GSTAAD (BE) - A Gstaad, cresce la presenza di facoltosi acquirenti stranieri, tra cui anche cittadini cinesi.
Il caso cinese - Come riporta il Tages-Anzeiger, è emblematico il caso di una famiglia proveniente dalla Cina che, nel 2022 ha acquistato un ex edificio agricolo, trasformandolo in un vero e proprio tempio del lusso. La proprietà, di oltre 4'400 metri quadrati, comprende un’abitazione di 727 metri quadrati, in gran parte sviluppata sotto terra, segno di un investimento ingente.
La Lex Koller - Sulla provenienza della ricchezza della famiglia si sa poco, ma il livello della ristrutturazione lascia pochi dubbi sulle disponibilità finanziarie. L’acquisto è avvenuto senza necessità di autorizzazione, poiché dichiarato come abitazione principale: una possibilità consentita dalla legislazione attuale, la cosiddetta Lex Koller, che limita l’acquisto di immobili da parte di stranieri ma prevede eccezioni.
Le modifiche nel mirino - Proprio queste eccezioni sono ora nel mirino del Consiglio federale. Il consigliere federale Beat Jans, a capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), propone un inasprimento della legge: in futuro, anche i cittadini di Paesi extra UE e AELS – quindi anche i cinesi – dovranno ottenere un’autorizzazione per acquistare una residenza principale. Cantoni e Confederazione saranno chiamati a verificare che l’immobile venga effettivamente abitato e non utilizzato come investimento o casa di vacanza.
Il rischio: l'aumento dei prezzi - Il giro di vite nasce dal timore che capitali stranieri contribuiscano ad aumentare i prezzi immobiliari e aggravare la carenza di alloggi. Finora, infatti, chi si trasferiva temporaneamente in Svizzera poteva acquistare una casa e, una volta partito, mantenerla come bene da reddito o di lusso. Con le nuove regole, chi lascia il Paese dovrà vendere entro due anni.
Ridurre le autorizzazioni per le case vacanza - Il caso della famiglia cinese evidenzia anche le zone grigie del sistema: nonostante limiti teorici sulla superficie dei terreni, esistono margini di interpretazione che permettono operazioni immobiliari molto estese. Allo stesso modo, per le residenze secondarie sono state sfruttate diverse scappatoie. Il Governo intende inoltre ridurre le autorizzazioni per le case vacanza, dimezzando i contingenti annuali. Una stretta che rischia però di incontrare l’opposizione dei cantoni di montagna, interessati ad attrarre contribuenti facoltosi. Anche la famiglia cinese di Gstaad rientra in questo schema, beneficiando di una tassazione forfettaria nel canton Berna.



