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SVIZZERA

Chi transita paga, ma Germania e Francia sbottano: «Non siamo capri espiatori»

L'imposta per gli automobilisti che attraversano la Svizzera senza fermarsi ha già suscitato reazioni negative oltre confine.
TiPress
Fonte Blick
Chi transita paga, ma Germania e Francia sbottano: «Non siamo capri espiatori»
L'imposta per gli automobilisti che attraversano la Svizzera senza fermarsi ha già suscitato reazioni negative oltre confine.

BERNA - Gli automobilisti che attraversano la Svizzera senza fermarsi dovrebbero pagare una tassa di transito. La mozione di Marco Chiesa, già approvata dagli Stati e dal Nazionale (il dossier è trasmesso ora al Consiglio federale) ha già suscitato reazioni negative oltre confine.

In particolare, un quotidiano tedesco ha espresso critiche piuttosto dure nei confronti di questa proposta.

Anche dopo le festività pasquali, il traffico al tunnel del San Gottardo continua a creare forti disagi. Per affrontare il problema, il Parlamento svizzero sta pensando di introdurre un pedaggio destinato a chi attraversa il Paese senza fermarsi in modo significativo. La misura colpirebbe soprattutto automobilisti provenienti da Germania, Francia e Paesi Bassi.

Le reazioni all'estero
All’estero, però, l’iniziativa non è stata accolta positivamente. Il quotidiano tedesco Südkurier ha definito il progetto un “caso singolare e discutibile”, parlando di un approccio rigido e poco convincente. Secondo il giornale, il provvedimento darebbe l’impressione che i viaggiatori di passaggio, in particolare i tedeschi, non siano ben visti.

Pur riconoscendo il disagio dei residenti nella regione del Gottardo, l’autore sottolinea come sia discutibile costruire un’intera politica nazionale su questo tema.

«Ridurre le persone alla loro provenienza resta un errore»
Le critiche non si limitano ai media. Anche in ambito politico emergono perplessità. Il Südkurier osserva che, anche se gli automobilisti stranieri smettessero di attraversare la Svizzera, i problemi di traffico non scomparirebbero. E aggiunge: ridurre le persone alla loro provenienza resta un errore, anche quando si tratta semplicemente di turisti.

Dello stesso avviso è anche Christophe Grudler, eurodeputato francese, che ha accusato la Svizzera di trasformare gli automobilisti stranieri in capri espiatori.

Turisti e traffico
A sostenere la proposta è invece Simon Stadler, membro del Consiglio nazionale svizzero di centrodestra. Stadler ha evidenziato come durante le festività, in particolare a Pasqua, il cantone di Uri venga letteralmente invaso dal traffico. L’obiettivo del pedaggio sarebbe quindi quello di regolare i flussi: più costoso nei periodi di punta e potenzialmente gratuito nelle fasce meno trafficate.

Secondo i dati citati, nei giorni di maggiore congestione fino all’80% dei veicoli in transito nelle zone montane ha targhe straniere. Per Stadler, questo giustifica l’applicazione del principio “chi inquina paga”. A suo avviso, non è equo che automobilisti provenienti dai Paesi vicini attraversino la Svizzera per raggiungere le mete turistiche del sud semplicemente perché il percorso è economico, anche quando non rappresenta la via più breve.

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