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MEDIO ORIENTE: LIVE

Colloqui di pace, Vance: «Mi aspetto un esito positivo»

Gli scontri tra Israele e Libano proseguono, sfidando la tenuta della fragile tregua con l'Iran. Attese in Pakistan le delegazioni da Teheran e Washington
AFP
Gli scontri tra Israele e Libano proseguono, sfidando la tenuta della fragile tregua con l'Iran. Attese in Pakistan le delegazioni da Teheran e Washington

Ieri Teheran ha affermato che la riapertura di Hormuz avverrà solo «dopo che gli Stati Uniti si saranno ritirati da questa aggressione». Il riferimento è agli attacchi israeliani contro il Libano, che non sono ancora cessati. Sempre relativamente allo Stretto, fonti iraniane hanno fatto sapere che in base all'accordo di tregua, sarà consentito il passaggio di non più di 15 navi al giorno. E se i negoziati diretti fra Israele e il Libano inizieranno la prossima settimana, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato: «Non c'è un cessate il fuoco con il Libano. Continuiamo a colpire Hezbollah».

16:53

«I colloqui potrebbero durare 2-3 giorni»
I colloqui tra l'Iran e gli Stati Uniti in Pakistan potrebbero durare due o tre giorni: lo ha dichiarato alla Tass Abdul Majid Hakim Elahi, inviato della Guida Suprema. «Forse negozieranno per due o tre giorni, poi torneranno nei loro paesi per proseguire le discussioni con i propri funzionari», ha affermato. (ats ans)

16:26
15:55
AFP
15:48

«Massacro orribile» a Nabatiyeh
Pesanti attacchi aerei sulla città meridionale libanese di Nabatiyeh: l'agenzia stampa NNA, che parla di «massacro orribile», riferisce di diversi edifici distrutti e almeno otto membri delle forze di sicurezza statali uccisi.

15:34

Macron, il Papa e la pace
«Nel corso dei cordiali colloqui in Segreteria di Stato si è fatto riferimento ai buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e la Francia. Ci si è poi soffermati su rilevanti questioni di carattere internazionale, con uno scambio di vedute sulle situazioni di conflitto nel mondo, auspicando che si possa ristabilire la convivenza pacifica attraverso il dialogo e il negoziato». È quanto afferma il comunicato della sala stampa della Santa Sede sull'udienza al presidente della Repubblica di Francia, Emmanuel Macron, di papa Leone XIV. (ats ans)

15:22

Aeroporti a rischio carburante, se Hormuz non riapre entro tre settimane

L'avvicinarsi della stagione turistica non fa che aggravare le preoccupazioni del settore

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15:20
AFP
15:18

Vance ottimista sui colloqui di pace
JD Vance ha espresso ottimismo sui colloqui con l'Iran alla partenza per il Pakistan. Parlando con i giornalisti prima di salire sull'aereo, il vice presidente americano ha detto di aspettarsi un esito «positivo». Al contempo ha però ha avvertito l'Iran di non «prendere in giro» gli Stati Uniti. «Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo», ha detto il vice presidente americano. (ats ans)

13:56

Il piano in 10 punti «è la base dei negoziati»

Lo ha affermato il numero due del Ministero degli Esteri iraniano alla vigilia dei colloqui. La Guida suprema iraniana ha approvato la tregua, ma non ci crede

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13:09

Starmer: «Per Hormuz abbiamo discusso con Trump anche di opzioni militari»
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso di "opzioni militari" per rendere nuovamente navigabile lo Stretto di Hormuz nel corso di una telefonata di ieri sera col presidente statunitense Donald Trump. "Stiamo mettendo insieme una coalizione di paesi, lavorando a un piano politico e diplomatico, ma anche valutando le capacità militari e la logistica per il transito effettivo delle navi attraverso lo Stretto", ha dichiarato Starmer, che si trova in visita in Qatar. (ats)

12:56

Da ieri, 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz
Un totale di 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da quando, martedì sera, è stato annunciato un cessate il fuoco di due settimane nella guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. È quanto risulta dai dati di MarineTraffic (che si autodefinisce fornitore leader mondiale di servizi di localizzazione navale e intelligence marittima) citati da Bbc Verify, la sezione di verifica dei fatti dell'emittente pubblica inglese. Il dato va confrontato con una media di quasi 140 navi al giorno prima dello scoppio del conflitto. Delle 15 navi transitate, quattro sono petroliere che trasportavano petrolio, gas o prodotti chimici. Le restanti sono navi portacontainer di vario tipo. La chiusura di fatto dello Stretto da parte dell'Iran, avvenuta dopo l'inizio del conflitto cinque settimane fa, ha lasciato bloccate nel Golfo quasi 800 navi, la maggior parte delle quali cariche di merci, secondo gli analisti marittimi di Lloyd's List. (ats)

12:27

Oltre 125mila edifici civili danneggiati o distrutti
Secondo la Mezzaluna Rossa, negli attacchi israelo-americani in Iran sono state danneggiate o distrutte oltre 125.000 strutture civili.Tra queste figurano circa 100.000 abitazioni e almeno 23.500 negozi, ha dichiarato alla televisione di Stato iraniana il capo della Società della Mezzaluna Rossa iraniana, Pirhussein Koliwand. (ats dpa)

12:06

Il video degli attacchi contro Hezbollah
Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno diffuso un video che mostra gli attacchi contro membri operativi di Hezbollah in territorio libanese . «Uno dei terroristi è stato individuato mentre si nascondeva tra i cespugli. Subito dopo l’identificazione, è stato eliminato dall’Aeronautica», ha dichiarato l’esercito di Tel Aviv.

12:05
11:50

Iran, Netanyahu ci aveva già provato con Obama e Biden
L'ex segretario di Stato USA John Kerry ha dichiarato, nel corso di un'intervista, che Trump ha commesso un errore nel lasciarsi convincere a entrare in guerra dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Il quale avrebbe già avanzato la stessa proposta a Barack Obama e Joe Biden, che avevano rifiutato. «Quando si va in guerra, lo si fa auspicabilmente con il sostegno del proprio popolo. E si affronta una minaccia definita, con chiarezza sulle ragioni che rendono necessario il ricorso alla guerra. E, cosa altrettanto importante, credo che nel corso degli anni abbiamo imparato che servono alleati. Servono persone che ti sostengano perché la tua causa è giusta — è legittima».

11:18

Quasi 600 bambini vittime degli attacchi in Libano
Quasi 600 bambini morti o feriti: è il bilancio stilato da Unicef dall'inizio degli attacchi israeliani contro il Libano. Nella sanguinosa giornata di mercoledì ne sono morti oltre 30 e quasi 150 sono rimasti feriti, riferisce l'agenzia Onu per l'infanzia. «Unicef sta ricevendo segnalazioni di bambini estratti da sotto le macerie, mentre altri risultano ancora dispersi e separati dalle loro famiglie. Molti stanno vivendo traumi, avendo perso i propri cari, le loro case e qualsiasi senso di sicurezza. In tutto il Paese, oltre un milione di persone è stato costretto a fuggire, tra cui circa 390.000 bambini, molti dei quali per la seconda, terza o persino quarta volta».

09:55

L'esercito israeliano: «Siamo in guerra con il Libano»
Il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano (Idf) Eyal Zamir ha affermato che le forze dello Stato ebraico continuano le loro operazioni di combattimento nel Libano meridionale e che «non sono in un cessate il fuoco» con l'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah ma «in stato di guerra». Durante una visita nei pressi di Bint Jbeil, città nel sud del Libano, riportano i media israeliani, Zamir ha affermato: «L'Idf è in stato di guerra, non siamo in cessate il fuoco, continuiamo a combattere qui in questo settore, che è il nostro principale settore di combattimento. In Iran, invece, siamo in cessate il fuoco e possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento». (ats)

09:42

Le borse guardano il Medio Oriente
Le borse europee avviano la seduta poco mosse, mentre si attendono i colloqui tra USA e Iran in programma nel fine settimana. Sotto i riflettori anche gli sviluppi sulla navigazione nello Stretto di Hormus e le tensioni in Libano. Piatte Parigi (+0,06%) e Francoforte (+0,09%), poco mossa Milano (+0,14%), mentre è fiacca Londra (-0,22%). Chiusura positiva invece per quelle asiatiche, ottimiste in vista dei colloqui. (ats)

08:53

Morto l'ex ministro iraniano Kamal Kharazi
L'ex ministro degli esteri iraniano Kamal Kharazi è morto ieri a causa delle ferite riportate negli attacchi missilistici sraelo-statunitensi del primo aprile, secondo quanto riportato da vari media iraniani e israeliani. Kharazi, 81 anni, era a capo del Consiglio strategico per le relazioni internazionali, parte del ministero degli esteri. Il diplomatico di lungo corso, "rimasto ferito in un attacco terroristico perpetrato dal nemico americano-sionista pochi giorni fa, è morto da martire questa sera", riportano le agenzie di stampa non ufficiale Mehr e degli studenti iraniani Isna sulla piattaforma di messaggistica Telegram, riprese anche dal il quotidiano in linea The Times of Israel. Sua moglie è rimasta uccisa nell'attacco alla loro casa a Teheran, secondo quanto riportato dai media all'epoca. Kharazi è stato inviato iraniano alle Nazioni Unite a New York e successivamente ministro degli esteri dal 1997 al 2005, sotto la presidenza riformista di Mohammad Khatami. (ats)

08:12
Imago

Trump: «L'Iran sta gestendo in modo pessimo, disonorevole direbbero alcuni, il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo non è l'accordo che abbiamo».

07:44

Il pressing degli Stati Uniti sul governo israeliano
La frequenza degli attacchi israeliani verso il Libano si è ridotta nelle ultime 24 ore, in particolar modo se confrontata con i massicci raid avvenuti nella giornata di mercoledì. Secondo quanto riferisce Al Jazeera, citando funzionari israeliani, gli Stati Uniti starebbero esercitando una forte pressione sul governo israeliano con l'obiettivo di una de-escalation militare.

07:13

Hormuz, Trump sbuffa: «Questo non è l'accordo che abbiamo»
«Ci sono notizie secondo cui l'Iran starebbe imponendo pedaggi alle petroliere che transitano nello Stretto di Hormuz. È meglio che non lo facciano e, se lo stanno facendo, è meglio che smettano subito!». Lo ha scritto ieri il presidente statunitense Donald Trump sulla sua rete sociale Social Truth. «L'Iran sta gestendo in modo pessimo, disonorevole direbbero alcuni, il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo non è l'accordo che abbiamo». (ats)

07:12

Le delegazioni attese in Pakistan
Il governo di Islamabad attende oggi l'arrivo delle delegazioni per i colloqui tra Iran e Stati Uniti, mirati al raggiungimento di un accordo.

06:35
Getty

Le sirene all'alba in tutto Israele
Allerta antiaerea in tutto Israele nelle prime ore di venerdì, comprese la zona commerciale di Tel Aviv e la città costiera meridionale di Ashdod, a seguito del lancio di razzi dal Libano riporta Afp. I continui scontri tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall'Iran, stanno mettendo a dura prova la fragile tregua raggiunta tra Stati Uniti e Iran. Israele e Hezbollah si sono scambiati ripetutamente colpi di arma da fuoco giovedì. Il Comando del Fronte Interno dell'esercito israeliano ha emesso allerte per diverse aree dopo il lancio di razzi di venerdì, tra cui la zona di Tel Aviv e le comunità meridionali lontane dal confine con il Libano. Non ci sono state segnalazioni immediate di vittime, ma i media israeliani hanno riferito che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato almeno un razzo in arrivo. Hezbollah ha pubblicato diverse dichiarazioni su Telegram affermando di aver lanciato tre ondate di attacchi missilistici e con droni nelle prime ore del mattino contro soldati israeliani su entrambi i lati del confine, nonché contro una città nel nord di Israele