«Non sono un "culo di pietra". Per Zali ci sono troppi radar? Per me ci sono troppi lupi»

Il consigliere di Stato Norman Gobbi, in un’intervista a tutto campo, non esclude la possibilità di un cambiamento definitivo all’interno dell’Esecutivo cantonale.
BELLINZONA - Se la sua ricandidatura non è mai stata messa in discussione, meno scontata appare la scelta del Dipartimento che andrà a guidare in vista delle prossime elezioni del 2027. In un’anticipazione, apparsa sul Corriere del Ticino, dell’intervista che andrà in onda domani a “La Domenica del Corriere”, il consigliere di Stato Norman Gobbi ha lasciato intendere di non escludere un possibile cambiamento definitivo all’interno dell’Esecutivo cantonale.
Un derby interno alla Lega?
«In ordine di anzianità sono quello che ha la fortuna di essere ancora giovane. Diciamo, un giovane con esperienza. E questa esperienza la vorrei mettere a disposizione anche di altri Dipartimenti, come potrebbe essere per esempio quello del Territorio. Una discussione che, se sarà il caso, avverrà all’interno del prossimo Consiglio di Stato».
Il Dipartimento del territorio potrebbe dunque diventare oggetto di confronto interno nel caso di rielezione di entrambi i consiglieri di Stato leghisti. Si profila così un possibile “derby” interno alla Lega con Claudio Zali.
«Ne discuteremo, ma questo sarà un elemento da considerare, altrimenti sarebbe stato inutile proporre il cosiddetto arrocco in Consiglio di Stato», ha aggiunto Gobbi.
Troppi radar e troppi lupi
Un derby forse già iniziato dopo l'arrocchino e la decisione di Zali, attualmente responsabile della polizia, di ridurre il numero di dispositivi radar in Ticino. «Se per Claudio ci sono troppi radar, per me ci sono troppi lupi», ha continuato Gobbi. «Osservo però che all’inizio di marzo la Polizia cantonale ha segnalato che la questione della velocità è tra le principali cause degli incidenti gravi e mortali in Ticino».
L'alleanza con l'Udc
In vista delle elezioni del 2027, sarà decisivo capire se la Lega continuerà l’alleanza con l’Udc o se i due partiti prenderanno strade separate. «Faccio parte del gruppo dei consiglieri di Stato democentristi nell’ambito delle riunioni intercantonali, e questo credo sia un elemento essenziale, proprio perché se vogliamo contare qualcosa anche a livello nazionale dobbiamo lavorare in squadra. È il mio modo di pensare e il mio modo di essere. Credo che il gioco di squadra sia essenziale, soprattutto quando penso alle sfide che il Ticino e la Svizzera dovranno affrontare nei prossimi anni. I rapporti con l’UE, la neutralità, il controllo dell’immigrazione. Quando parliamo di questi temi, il popolo ticinese dà sempre un chiaro mandato, al quale deve dare risposta un’area politica di destra che è molto più ampia della sola Lega».
Nell’intervista Gobbi affronta diversi temi, tra cui la longevità della sua carica in Consiglio di Stato. Eletto nel 2011, il politico leghista si prepara a correre per un quinto mandato, ma non si considera un “culo di pietra”, espressione usata dal Mattino per indicare chi fatica ad abbandonare il cadreghino. «Faccio politica da trent’anni, ma non ho ancora cinquant’anni e fortunatamente sono ancora in forma».



