Teheran: «Accordo violato, tregua e colloqui irragionevoli»

Il presidente del Parlamento iraniano punta il dito sulla «violazione» del punto che «includeva anche il Libano» nella tregua.
Per il Wsj, Trump minaccia di ritirare truppe dai Paesi Nato poco collaborativi sull'Iran.
Puntualmente, è arrivato il contrordine da Washington. Quando mancava poco alla scadenza dell’ultimatum (e dopo una giornata segnata dall’escalation retorica del presidente statunitense, culminata nel cupo monito in cui preconizzava la morte di un’intera civiltà), Donald Trump ha annunciato una tregua immediata con l’Iran. Due settimane di cessate il fuoco, in cui proseguire i negoziati verso un accordo, vincolate a una condizione: la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Vance, Israele ha proposto di astenersi da attacchi in Libano
Israele ha proposto di astenersi dagli attacchi contro il Libano, finché saranno in corso i negoziati tra gli Stati Uniti e l'Iran. Lo ha detto JD Vance, secondo quanto riporta Axios. (ans)
Ft, «Trump sulle orme di Nixon, la pazzia della teoria del pazzo»
Donald Trump non ha mai nascosto la sua ammirazione per Richard Nixon e ora l'ha portata a un nuovo livello, adottando all'ennesima potenza la sua "teoria del pazzo", quella di fare minacce estreme per spingere la controparte al tavolo delle trattative. Se Nixon le sue minacce le confinava a canali privati, il presidente - osserva il Financial Times - le rende pubbliche. Inoltre a differenza di Nixon, Trump le cavalca non contro un Vietnam che non era cruciale per l'economia mondiale, ma contro un Iran essenziale per la crescita globale. Un'altra differenza sta nel fatto che l'opinione pubblica conta: solo il 34% degli americani sostiene la guerra in Iran e Trump non può ignorarlo, come non può ignorare gli alleati. "La pazzia della teoria del pazzo", osserva il Financial Times. (ans)
Wsj, Trump vuole ritirare truppe da Paesi Nato poco collaborativi sull'Iran
L'amministrazione Trump sta valutando un piano per sanzionare alcuni Paesi della Nato che, a suo giudizio, si sono dimostrati poco collaborativi nei confronti degli Stati Uniti e di Israele durante la guerra contro l'Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, citando funzionari americani. La proposta prevederebbe il ritiro delle truppe statunitensi dai Paesi Nato ritenuti poco utili allo sforzo bellico contro l'Iran, per poi ridislocarle in nazioni che hanno offerto un sostegno più convinto alla campagna militare americana. La proposta è emersa nel giorno della visita alla Casa Bianca del segretario generale della Nato Mark Rutte, risultando quindi ben lontana dalle recenti minacce del tycoon di ritirare completamente gli Stati Uniti dall'alleanza, un'ipotesi riemersa anche nel corso della giornata. Tuttavia, per legge il ritiro dalla Nato non potrebbe compiersi senza l'approvazione del Congresso dove difficilmente Trump troverebbe una maggioranza disposta a sostenerlo. (ans)
Pezeshkian insiste, «il Libano è condizione essenziale per la tregua»
Il cessate il fuoco in Libano è una delle "condizioni essenziali" poste dall'Iran nel suo piano in dieci punti, che costituisce la base della tregua con gli Stati Uniti. Lo ha affermato il presidente iraniano Massoud Pezeshkian in una telefonata con Emmanuel Macron, citato da Isna. Il leader iraniano ha "sottolineato la necessità di un cessate il fuoco in Libano e ha ribadito che questa richiesta era una delle condizioni essenziali del piano in dieci punti dell'Iran", che il presidente statunitense Donald Trump ha descritto come "una base praticabile per i negoziati" con Teheran, oltre la tregua di due settimane concordata. (ans).
Ghalibaf: violato accordo, tregua e colloqui irragionevoli
Tre dei dieci punti proposti da Teheran per un accordo di tregua con gli Usa e definiti da Donald Trump come "una buona base di negoziazione" sono stati "apertamente e chiaramente violati": lo sottolinea in una nota il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, capo negoziatore degli ayatollah, avvertendo che "in questa situazione una tregue bilaterale e i colloqui sono irragionevoli". Nella nota, Ghalibaf punta il dito, tra l'altro, sulla "violazione" del punto che "includeva anche il Libano" nella tregua. Oltre al punto sul Libano, tra le "tre clausole" della proposta iraniana considerate non rispettate, il presidente del Parlamento iraniano ha indicato anche altri due aspetti: il "divieto di qualsiasi ulteriore violazione dello spazio aereo iraniano", denunciando "l'intromissione di un drone", e "la negazione del diritto dell'Iran all'arricchimento dell'uranio", diritto che invece "era incluso al punto sei dell'accordo". (ats ans)
Il petrolio chiude in picchiata a New York
Il petrolio chiude in picchiata a New York, dove le quotazioni perdono il 16,41% a 94,41 dollari al barile. (ats)
Libano: sale ancora il bilancio, 254 morti e 1.165 feriti
Il totale delle vittime degli ultimi attacchi israeliani sul Libano è salito a 254 morti e 1.165 feriti. Lo rende noto la direzione generale della Protezione Civile del Libano in una dichiarazione diffusa sui sociale, in base ai dati disponibili presso i suoi centri sul territorio libanese. In particolare, solo a Beirut risultano 92 morti e 742 feriti e nei sobborghi meridionali della capitale 61 morti e 200 feriti. (ats)

Inferno a Beirut, «la fine del mondo in pochi secondi»
Attacco a sorpresa su Beirut: città devastata, ospedali saturi e nuovi timori per la tregua.
Il bilancio dei raid d'Israele: 112 morti e 837 feriti
Sale il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani di oggi in Libano, con almeno 112 morti e 837 feriti. Lo ha annunciato il ministero della Sanità libanese. L'Onu intanto "condanna in modo fermo gli attacchi israeliani in tutto il Libano". Lo ha detto il viceportavoce del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. "L'Onu condanna fermamente la perdita di vite civili", ha aggiunto, esortando le parti a cogliere "l'opportunità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran" per prevenire ulteriori decessi.In un comunicato, Hezbollah ha dichiarato di avere il "diritto naturale e legale di resistere all'occupazione e rispondere alla sua aggressione", in riferimento all'ondata di raid israeliani sferrati su tutto il Libano. "Il sangue dei martiri e dei feriti non sarà versato invano", si legge nella nota. La Casa Bianca ha dal canto suo specificato che il Libano non fa parte dell'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Lo stesso concetto è stato anche espresso da Benjamin Netanyahu, che ha affermato che Israele continuerà a colpite Hezbollah con forza. (ats ans)
Borsa svizzera chiude in forte rialzo
La Borsa svizzera ha chiuso la seduta odierna in netto rialzo dopo l'annuncio della tregua di 15 giorni concordata da Stati Uniti e Iran. L'indice principale SMI segna un +2,53% a 13'113.43 punti.
Tra le blue chip hanno brillato in particolare i ciclici ABB (+7,98%), Holcim (+6,77%), Sika (+5,78%) Amrize (+5,16%) e Geberit (+4,61%), un comparto che sui mercati azionari aveva sofferto molto nelle ultime settimane. (ats)
Le borse europee brindano al cessate il fuoco
Le Borse europee hanno brindato al cessate il fuoco fra Usa e Iran. Francoforte ha concluso la seduta con un balzo del 5,06%, Parigi del 4,49% e Londra del 2,51% per cento. Per Milano il rialzo è stato del 3,7%. (ats)
89 morti e oltre 800 feriti in Libano
Il ministero della Sanità libanese ha dichiarato ad Al-Jazeera che il bilancio della serie di attacchi israeliani contro il Beirut e le altre città libanesi ha provocato almeno 89 morti e oltre 800 feriti.
AFPDue petroliere sono passate, poi lo stop
L'agenzia stampa Fars riferisce che due petroliere sono state autorizzate a transitare nello Stretto questa mattina, dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. «Contemporaneamente agli attacchi israeliani contro il Libano, il passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato bloccato», riporta l'agenzia. (ats ans)
Israele, si riunisce il gabinetto di sicurezza
Il gabinetto di sicurezza israeliano dovrebbe riunirsi questa sera. Lo riferiscono i media in lingua ebraica, senza specificare l'orario della riunione.
Stretto di Hormuz bloccato dopo gli attacchi israeliani
Il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato interrotto in seguito agli attacchi israeliani contro il Libano. Lo scrive l'agenzia iraniana Fars, legata ai Pasdaran, su X. (ats ans)
Trump: «Molto presto» colloqui di persona con l'Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato al New York Post che i colloqui di pace in Pakistan avranno luogo «molto presto». Vi prenderà parte il team negoziale già impegnato sui fronti di Gaza e Ucraina: Jared Kushner e Steve Witkoff. Non ci sarà probabilmente il vicepresidente JD Vance, «c'è una questione di sicurezza», ha aggiunto Trump. Il Pakistan ha proposto alle parti un incontro già nella giornata di venerdì.
Israeli Defense Minister Israel Katz:
— Ariel Oseran أريئل أوسيران (@ariel_oseran) April 8, 2026
Hundreds of Hezbollah operatives were targeted in a surprise attack at headquarters across Lebanon, in the largest concentrated blow Hezbollah has suffered since the pager operation. https://t.co/vbn1umwwvl pic.twitter.com/A3ueNRt80F
Colpito mezzo italiano Unifil in Libano
Un 'Lince' - un veicolo tattico leggero multiruolo - in dotazione all'esercito italiano è stato raggiunto da colpi di avvertimento delle forze armate israeliane in Libano. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, citate dall'Ansa, il veicolo era in una colonna con diversi altri mezzi - a guida italiana - dell'Unifil (la missione dell'Onu attiva nel Paese) e stava andando a fare rifornimento. I colpi hanno interessato gli pneumatici e il paraurti. (ats ans)
Colpite oltre 60 località
«I morti stanno aumentando. La distruzione è massiccia. I civili ne stanno pagando il prezzo. Ancora. Non sono un obiettivo. Devono essere protetti». Lo ha dichiarato l'Alto commissariato per le Nazioni Unite per i rifugiati in Libano, spiegando che gli attacchi aerei israeliani hanno colpito oltre 60 località tra Beirut e altrove.
One of the largest waves of Israeli strikes so far has just hit over 60 locations across Beirut and beyond.
— UNHCR Lebanon (@UNHCRLebanon) April 8, 2026
Deaths are mounting. Destruction is massive. Civilians are paying the price. Again.
They are not a target. They must be protected. pic.twitter.com/Y896LrINke
Attacco a sorpresa contro Hezbollah
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che quello odierno è stato un attacco a sorpresa contro centinaia di membri di Hezbollah nei centri di comando sparpagliati in tutto il Paese. È, a suo dire, «il colpo più duro» dai tempi degli attacchi con cercapersone.
Attaccati nove quartieri di Beirut
L'emittente panaraba Al-Jazeera riferisce, citando un collega presente sul campo, che i raid aerei senza precedenti di Israele hanno colpito contemporaneamente nove quartieri di Beirut.
«Abbattuto un drone israeliano nel sud del Paese»
Le forze iraniane hanno abbattuto un drone Hermes di fabbricazione israeliana mentre sorvolava la città di Lar, nel sud del Paese. A riferirlo è la televisione di Stato di Teheran, che cita una dichiarazione dei pasdaran. «Pochi minuti fa, un drone Hermes 900 è stato intercettato e distrutto dai sistemi di difesa aerospaziale delle Guardie Rivoluzionarie», si legge nella dichiarazione riportata dall'emittente Irib. «L'ingresso di qualsiasi velivolo americano o sionista nei cieli del Paese sarà considerato una violazione del cessate il fuoco e verrà data una risposta decisiva». (ats ans)
L'Iran «punirà Israele per la violazione del cessate il fuoco»
Un alto funzionario iraniano ha dichiarato ad Al-Jazeera che Teheran «punirà Israele in risposta al crimine commesso in Libano e alla violazione dei termini del cessate il fuoco». «Il cessate il fuoco riguarda l’intera regione e Israele è noto per non mantenere le promesse: sarà fermato solo con la forza», ha affermato il funzionario. L’Iran sta preparando una risposta alla violazione del cessate il fuoco, ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Fars, citando una fonte militare anonima.
Aoun: Israele ha «commesso un altro massacro»
Il presidente libanese Michel Aoun ha dichiarato che Israele ha «commesso un altro massacro, che si aggiunge al suo bilancio oscuro», ignorando «tutti gli sforzi volti a calmare la situazione».
AFP«Decine di martiri e centinaia di feriti»
Il ministero della Salute libanese non ha ancora fornito cifre esatte della serie di attacchi contro la capitale Beirut e altre località. «In una escalation molto grave, i caccia israeliani hanno lanciato una serie di raid aerei simultanei su diverse aree del Libano, provocando, secondo un primo conteggio, decine di martiri e centinaia di feriti», si legge in una nota del ministero. I cittadini sono invitati a «ridurre la congestione del traffico, soprattutto nei quartieri della capitale, per dare priorità ai soccorsi e ai servizi di ambulanza», si legge nel comunicato stampa ripreso dal media libanese Naharnet.
⚡️Beirut now
— War Monitor (@WarMonitors) April 8, 2026
Holy shit… pic.twitter.com/7hHquWxM2Y
Ucciso noto imam libanese
Diversi media libanesi hanno riferito che Sadiq al-Nabulsi, accademico e figura religiosa, è stato ucciso in un raid israeliano nella città costiera di Sidone.
AFPLibano, si temono centinaia di morti
Una massiccia ondata di raid israeliani ha colpito il Libano e in particolare la capitale Beirut nell'arco di pochi minuti, investendo simultaneamente diversi quartieri della città, dal centro al lungomare fino alla periferia sud. Il ministro della Salute libanese, Rakan Nassereddine, ha parlato di centinaia fra morti e feriti in tutto il Paese. (ats ans ask akr afp)
«Siamo noi che controlliamo il loro destino»
«Siamo noi che controlliamo il loro destino e non viceversa, ecco perché si sono seduti al tavolo dei negoziati». E ora, dopo l'accordo di un cessate il fuoco di due settimane, «c'è la possibilità di una pace vera e di un accordo reale». Lo ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth durante la conferenza stampa congiunta con il Capo degli Stati maggiori riuniti Dan Caine, dopo l'accordo per un cessate il fuoco di due settimane raggiunto tra Stati Uniti e Iran. (ats ans)
Emirati colpiti da 17 missili e 35 droni, nonostante il cessate il fuoco
Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che 17 missili e 35 droni iraniani hanno preso di mira il loro territorio, nonostante l'annuncio americano di una tregua di due settimane con la Repubblica islamica. In un post su X il ministero della Difesa di Dubai ha affermato che «gli attacchi iraniani, perpetrati dopo l'entrata in vigore della tregua, sono stati neutralizzati dalle nostre difese aeree».
Khamenei? «Ferito e sfigurato»
Il segretario alla Guerra Pete Hegseth ha dichiarato, nel corso della conferenza stampa al Pentagono che il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei è «ferito e sfigurato». Le truppe statunitensi restano pronte a rientrare in azione su ordine del presidente Trump, ma il Pentagono «ha fatto per ora la sua parte».
100 ambulanze in azione
Cento ambulanze della Croce Rossa libanese sono attualmente operative nelle aree colpite e i loro team stanno lavorando per trasportare i feriti negli ospedali. Lo riferisce il servizio di emergenza su X.
100 سيارة اسعاف للصليب الاحمر اللبناني تستجيب حاليا في المناطق المستهدفة وتعمل فرقه على نقل المصابين الى المستشفيات. pic.twitter.com/cbVxgQHS8r
— Lebanese Red Cross (@RedCrossLebanon) April 8, 2026

Beirut travolta dai raid, vittime per le strade e panico fra la gente
Raid israeliani colpiscono simultaneamente diversi quartieri di Beirut, causando morti e feriti.
L'impegno del Canada e dell'Ue su Hormuz
«I nostri governi contribuiranno a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz». Lo affermano in una nota congiunta i leader Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, Friederich Merz, Keir Starmer, Mette Frederiksen, Jens Jetten, Pedro Sanchez e la presidente della commissione europea von der Leyen, il presidente del consiglio europeo Costa e il primo ministro canadese Carney. «Chiediamo a tutte le parti di attuare il cessate il fuoco, anche in Libano», indicano i leader. Dopo l'annuncio del cessate il fuoco di due settimane, scrivono i capi di governo e delle istituzioni Ue, «l'obiettivo deve ora essere quello di negoziare una fine rapida e duratura della guerra nei prossimi giorni. Ciò può essere realizzato solo con mezzi diplomatici». (ats)
Il Pentagono: «Il materiale nucleare che l'Iran non dovrebbe avere sarà recuperato»
Il materiale nucleare che l'Iran «non dovrebbe avere» sarà rimosso dal Paese durante il periodo di cessate il fuoco. Lo ha comunicato in conferenza stampa il segretario della Difesa statunitense Pete Hegseth. «Il presidente è stato molto chiaro sin dall'inizio, non ci saranno armi nucleari iraniane. Punto. Altri presidenti lo hanno detto. Trump lo ha fatto».
Il «più grosso raid» contro Hezbollah
Le forze armate israeliane hanno dichiarato di aver completato la più grande ondata di attacchi aerei contro Hezbollah in Libano dall'inizio dei combattimenti, colpendo 100 obiettivi in 10 minuti. Secondo quanto riferito dall'Idf, tra gli obiettivi colpiti a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale c'erano il quartier generale e gli uffici dei servizi segreti utilizzati dall'organizzazione terroristica per pianificare attacchi contro le truppe e i civili israeliani. Prese di mira anche le infrastrutture delle unità missilistiche e navali di Hezbollah, oltre alle risorse della forza d'élite Radwan. (ats)
Dall'Iran: «Arrestate due spie del Mossad»
In un comunicato riportato dall'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim, i pasdaran annunciano che «due spie del Mossad sono state arrestate nella provincia settentrionale di Semnan». «A partire dalla guerra dei dodici giorni» - si legge nella nota - «questi agenti hanno mantenuto contatti costanti con i servizi segreti israeliani, inviando informazioni su luoghi strategici attraverso le reti televisive dissidenti». Secondo il procuratore del Khorasan, Javad Ilali, nella provincia sono stati arrestati «sei mercenari del nemico statunitense-israeliano», con l'accusa di «aver intrattenuto contatti con i media d'opposizione, inviando loro video e immagini da postazioni militari» destinati successivamente «ai servizi di intelligence di paesi ostili», ha aggiunto.

Cessate il fuoco USA-Iran, il DFAE: «Un passo importante verso la de-escalation»
La Svizzera resta a disposizione per offrire i suoi buoni uffici, al fine di riallacciare il dialogo regionale
I pasdaran con la mano sul grilletto: «Pronti a rispondere»
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di essere pronte a rispondere a qualsiasi nuovo attacco e hanno messo in guardia i partner regionali degli Stati Uniti contro la cooperazione. «Abbiamo le mani sul grilletto», hanno affermato in un comunicato. «Non abbiamo fiducia nelle promesse del nemico», si legge nel comunicato, che aggiunge: «Qualsiasi aggressione riceverà una risposta di livello superiore». (ats)
AFPTrump annuncia il dazio "punitivo"
«A ogni Paese che dovesse fornire armamenti militari all'Iran sarà imposto un dazio del 50%, con effetto immediato, su tutte le merci vendute agli Stati Uniti. Non ci saranno eccezioni!», lo ha annunciato in questi minuti Donald Trump su Truth.
Il Libano vuole essere parte della «pace regionale»
Il presidente libanese chiede l'inclusione del suo Paese nella "pace regionale". Il presidente del Libano, Joseph Aoun, ha accolto con favore il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e ha espresso la speranza che il suo Paese venga incluso nella tregua regionale. Lo scrive il Guardian. Il governo e l'esercito israeliani hanno affermato che i combattimenti nel sud del Libano contro i militanti di Hezbollah continueranno, e si segnalano attacchi israeliani nel Paese da quando è stato annunciato il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. In una dichiarazione pubblicata online dalla presidenza libanese, Aoun ha affermato che il Libano continuerà a impegnarsi "per garantire che la pace regionale includa il Libano in modo stabile e duraturo". (ats)
L'Iran parteciperà ai negoziati in Pakistan
L’Iran ha accettato di partecipare a negoziati in Pakistan. Lo ha annunciato oggi il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif in un post su X. Sharif ha riferito di aver parlato con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che ha accolto l’offerta di Islamabad di ospitare colloqui di pace entro la fine della settimana. «Il presidente Pezeshkian ha confermato la partecipazione dell’Iran ai prossimi negoziati ed espresso apprezzamento per gli sforzi del Pakistan», ha dichiarato. Non è chiaro se funzionari statunitensi prenderanno parte ai colloqui.
I had a warm and substantive conversation with President Masoud Pezeshkian of Iran, this afternoon.
— Shehbaz Sharif (@CMShehbaz) April 8, 2026
I conveyed my deep appreciation for the wisdom and sagacity of the Iranian leadership in accepting Pakistan’s offer to host peace talks in Islamabad later this week to work…
Petrolio e gas in netto calo
Il petrolio e il gas proseguono in netto calo mentre si guarda alla tregua tra Usa e Iran, condizionata alla riapertura dello stretto di Hormuz. L'ipotesi di una ripresa del transito delle navi ha provocato uno scossone sui pressi delle materie prime dell'energia, mentre alcuni analisti sottolineano che ci vorranno diversi giorni prima di poter ripartire con gli approvvigionamenti. Sul fronte del greggio il Wti registra una flessione del 15,7% a 95,21 dollari al barile. Il Brent scende del 13,90% a 94,05 dollari. Ad Amsterdam il prezzo del gas cala del 15,27% a 45,18 euro al megawattora. (ats ans)
«Il cessate il fuoco rispecchia le nostre condizioni»
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che è stato raggiunto un cessate il fuoco basato su principi accettati dall'Iran e ha promesso che il paese rimarrà unito. «Il cessate il fuoco, con l'accettazione dei principi generali dell'Iran, è il risultato del sangue del nostro leader martire... e della presenza di tutto il popolo», ha affermato in un post su X. «Da oggi resteremo uniti... nella diplomazia, nella difesa, nelle strade e al servizio», ha aggiunto. (ats ans)
Difese aeree in funzione contro gli attacchi
Il Kuwait ha dichiarato di aver intercettato droni diretti verso impianti petroliferi e centrali elettriche nel sud del Paese, e che alcuni di questi attacchi hanno causato gravi danni alle infrastrutture. Anche gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che le loro difese aeree stanno reagendo a una minaccia missilistica. Lo riporta Iran International. (ats ans)
Esplosioni stamattina in Iran
Un'esplosione nella raffineria iraniana di Lavan è segnalata dall'agenzia di stampa iraniana Mehr che ha anche riferito di diverse esplosioni avvenute stamattina sull'isola iraniana di Siri. Secondo l'agenzia, la causa delle esplosioni è sconosciuta. (ats ans)
Primi attraversamenti dello Stretto di Hormuz
MarineTraffic segnala i primi attraversamenti dello Stretto di Hormuz dopo l'accordo di cessate il fuoco tra Usa e Iran. Intanto il ministro dei Trasporti dell'Oman, Said al-Maawali, ha dichiarato che il Paese non applicherà tariffe per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz. «La posizione dell'Oman riguardo allo stretto è chiara: ha firmato tutti i pertinenti accordi internazionali sul trasporto marittimo e, in base a tali accordi, non possono essere imposte tariffe». Secondo il ministro, molti Paesi non hanno firmato questi accordi, tra cui l'Iran, creando così un «vuoto giuridico». Il ministero degli Esteri è attualmente impegnato in discussioni sulla questione e «spera in un esito positivo». (ats ans)
AFPIsraele ha colpito Tiro
Israele ha colpito la città di Tiro, nel sud del Libano, dopo aver emesso ordini di evacuazione forzata. Analoghi ordini di sfollamento hanno riguardato diversi quartieri di Beirut, tra cui Haret Hreik, Ghobeiry Laylaki, Hadath, Burj al-Barajneh, Tawhidat al-Ghadir e Shiyah. Lo riferisce Al-Jazeera.
Le linee guida israeliane non cambiano
Le Forze di difesa israeliane (IDF) sottolineano che, al momento, non vi sono cambiamenti nelle linee guida del Comando del Fronte Interno per i civili, nonostante il cessate il fuoco in Iran.«Il Comando del Fronte Interno sta conducendo valutazioni e discussioni continue, nell’ambito delle quali vengono esaminate opzioni per eventuali modifiche e aggiornamenti della politica», afferma l’esercito, citato da The Times of Israel.«Non è stata ancora presa alcuna decisione in merito», aggiungono le IDF.
La soddisfazione del Papa
«Accolgo con soddisfazione l'annuncio di un tregua immediata di due settimane». Lo ha detto il Papa all'udienza generale parlando dell'intesa raggiunta tra Usa e Iran.
«A seguito di queste ultime ore di grande tensione per il Medio Oriente e per tutto il mondo, accolgo con soddisfazione e come segno di viva speranza l'annuncio di una tregua immediata di due settimane. Solo attraverso il ritorno al negoziato si può giungere alla fine della guerra. Esorto ad accompagnare questo tempo di delicato lavoro diplomatico con la preghiera, auspicando che la disponibilità al dialogo possa divenire lo strumento per risolvere le altre situazioni di conflitto nel mondo. Rinnovo a tutti l'invito a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella Basilica di San Pietro sabato 11 aprile». Lo ha detto il Papa al termine dell'udienza generale parlando dell'intesa tra Usa e Iran. (ats ans)
L'Imo chiede un meccanismo collettivo di sicurezza per Hormuz
L'agenzia marittima dell'Onu (Imo) accoglie positivamente l'annuncio di Usa e Iran su un cessate il fuoco e invoca ora un meccanismo di collettivo internazionale per «garantire la sicurezza della navigazione» commerciale nello Stretto di Hormuz: vitale passaggio per i transiti globali di petrolio, gas e altri prodotti chiuso a circa il 90% del traffico ordinario di navi da Teheran negli ultimi 40 giorni di guerra in risposta agli attacchi di Stati Uniti e Israele. Lo si legge in una dichiarazione diffusa a Londra, sede dell'organizzazione. (ats)
L'Iraq riapre lo spazio aereo
L'aviazone civile dell'Iraq ha annunciato la riapertura dello spazio aereo dopo l'annuncio della tregua di due settimane tra Iran e Stati Uniti. «Con la stabilizzazione della situazione e il ritorno alla normalità, si è deciso di riaprire lo spazio al traffico aereo a partire da oggi», ha annunciato in un comunicato diffuso dall'agenzia stampa INA.
Ursula von der Leyen: «Un passo indietro dal baratro. Ora avanti i negoziati»
«Accolgo con favore il cessate il fuoco di due settimane concordato ieri sera tra Stati Uniti e Iran, porta a un allentamento delle tensioni di cui c'era grande bisogno. Ringrazio il Pakistan per la sua mediazione. Ora è fondamentale che proseguano i negoziati per una soluzione duratura a questo conflitto. Continueremo a coordinarci con i nostri partner a tal fine». Lo scrive su X la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. «L'accordo tra Stati Uniti e Iran sul cessate il fuoco rappresenta un passo indietro dal baratro dopo settimane di escalation», ha commentato da parte sua l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas su X dopo l'annuncio della tregua. (ats)
⭕️ In accordance with directives from the political echelon, the IDF has ceased fire in the operation against Iran, and is highly prepared to respond defensively against any violation.
— Israel Defense Forces (@IDF) April 8, 2026
Overnight, the IDF conducted a wide-scale wave of strikes targeting missile launch sites and…
L'esercito libanese agli sfollati: «Non tornate ancora nel sud»
L'esercito libanese ha messo in guardia la popolazione dal tornare nel sud del Paese oggi, dove l'esercito israeliano continua a lanciare attacchi, mentre Israele ha affermato che il cessate il fuoco con l'Iran non include il conflitto con Hezbollah. «Alla luce degli sviluppi regionali e delle notizie che circolano su un cessate il fuoco, (l'esercito) esorta i cittadini ad attendere prima di tornare nei villaggi e nelle città del sud e ad evitare di avvicinarsi alle aree in cui le forze di occupazione israeliane sono avanzate... poiché potrebbero esporsi ai continui attacchi israeliani», ha dichiarato l'esercito libanese in un comunicato. Precedentemente l'esercito israeliano aveva emesso un nuovo avviso di evacuazione per la zona di Tiro, nel Libano meridionale. (ats)
Tavolo dei negoziati: Ghalibaf per l'Iran, Vance per gli Stati Uniti
Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è stato designato come capo negoziatore iraniano in vista dei colloqui di venerdì con gli Stati Uniti a Islamabad: lo riporta l'agenzia iraniana Isna, citata dall'agenzia Tass. Secondo l'agenzia di stampa, il vicepresidente statunitense JD Vance sarà a capo della delegazione americana. (ats)
Iraq, anche le milizie filo-iraniane abbassano le armi
Le fazioni armate filo-iraniane in Iraq hanno annunciato oggi una sospensione di due settimane dei loro attacchi contro le «basi nemiche» nella regione, dopo l'inizio di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. «La Resistenza islamica in Iraq annuncia la sospensione delle sue operazioni in Iraq e nella regione per due settimane», ha affermato l'alleanza in una breve dichiarazione su Telegram. (ats)
Droni in Bahrein, ci sono feriti
Due persone hanno riportato ferite lievi in seguito a un attacco di droni iraniani in Bahrein oggi, ha affermato il ministero dell'Interno del Bahrein, poche ore dopo l'entrata in vigore della tregua tra Stati Uniti e Iran. «A seguito dell'aggressione iraniana, due cittadini hanno riportato ferite lievi e diverse case sono state danneggiate nella zona di Sitra a causa delle schegge cadute dall'intercettazione di un drone iraniano», ha dichiarato il Ministero dell'Interno del Bahrein su X.
AFPIran, festa in strada dopo la tregua
Migliaia di persone si sono riversate nelle strade della capitale iraniana, Teheran, dopo l'annuncio della tregua tra Iran e Stati Uniti, tra bandiere della Repubblica Islamica e immagini della Guida suprema, Mojtaba Khamenei. Ma tra la folla sono state avvistate anche altre bandiere, come quelle degli Stati Uniti e dell'Iran, a cui i manifestanti hanno dato fuoco.
Starmer oggi nel Golfo
Il primo ministro britannico Keir Starmer si reca oggi nel Golfo per incontrare i leader regionali e per «discutere gli sforzi diplomatici a sostegno del cessate il fuoco». Lo fa sapere Downing Street. «Accolgo con favore l'accordo di cessate il fuoco raggiunto nella notte, che porterà un momento di sollievo alla regione e al mondo», ha affermato il primo ministro britannico Starmer. «Insieme ai nostri partner dobbiamo fare tutto il possibile per sostenere e consolidare questo cessate il fuoco, trasformarlo in un accordo duraturo e riaprire lo Stretto di Hormuz», ha aggiunto. (ats)
Il fronte aperto di cui Netanyahu ha bisogno
Con l'annuncio della tregua, primo passo di una strada che potrebbe condurre a un'intesa tra Washington e Teheran, il governo israeliano ha rapidamente orientato le sue forze verso il sud del Libano. Il motivo? In breve, come si legge in un'analisi pubblicata da Al Jazeera, per la necessità di Benjamin Netanyahu di mantenere almeno un fronte aperto da poter presentare al suo elettorato. Il media arabo parla esplicitamente del «momento che Israele temeva». Perché il cessate il fuoco e una successiva de-escalation, se non un accordo totale, contrasta inevitabilmente con la retorica della «vittora definitiva» che Bibi ha promesso all'inizio della guerra.
AFPAttacchi nel Golfo dopo la tregua
La tregua è entrata in vigore con effetto immediato al momento del suo annunci. Tuttavia, nel Golfo sono stati segnalati ancora lanci di missili nelle ultime ore. Nel corso della mattina sono state udite delle esplosioni a Manama, capitale del Bahrein.
La soddisfazione dell'Oman: «Ora soluzioni per risolvere la crisi alle sue radici»
Anche l'Oman ha salutato positivamente la tregua annunciata tra Stati Uniti e Iran. In un breve comunicato, pubblicato su X, il Ministero degli affari esteri omanita ha espresso soddisfazione per il risultato e per gli «sforzi messi in campo dal Pakistan», nel ruolo di mediatore, «e di tutte le parti coinvolte». L'Oman ha quindi sottolineato «l'importanza di intensificare in questo momento gli sforzi diretti a trovare soluzioni che permettano di risolvere la crisi fino alle sue radici e raggiungere una cessazione permanente delle ostilità nella regione».
La tregua risolleva i mercati
L'accordo tra Usa e Iran per una tregua di due settimane, condizionato alla riapertura dello Stretto di Hormuz, è accolto positivamente dai mercati. Sui mercati azionari i listini asiatici festeggiano e si avviano ad una conclusione di seduta brillante. Verso un avvio positivo per l'Europa dove i future sono in forte rialzo. In aumento anche i future di Wall Street. Sul fronte delle materie prime il petrolio affonda. Il Wti lascia sul terreno il 14,42% a 96,63 dollari al barile. Il Brent cede il 13% a 95,06 dollari. Intanto il dollaro si indebolisce sulle principali valute internazionali. L'euro sale a 1,1685 sul biglietto verde. (ats)
L'Onu: «Ora tutti rispettino il cessate il fuoco»
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha accolto con favore la tregua di due settimane concordata tra Stati Uniti e Iran. Lo ha dichiarato il suo portavoce, secondo quando riporta l'agenzia Afp, esortando al contempo tutte le parti a lavorare per una pace duratura in Medio Oriente. «Il Segretario generale accoglie con favore l'annuncio di un cessate il fuoco - ha affermato Stéphane Dujarric - e invita tutte le parti coinvolte nell'attuale conflitto in Medio Oriente a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e ad attenersi ai termini del cessate il fuoco al fine di aprire la strada a una pace duratura e globale nella regione». (ats)
Kallas oggi in Arabia Saudita
Oggi l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas è in Arabia Saudita, dove incontrerà, tra gli altri, il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, e il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jasem Al Budaiwi. «Questo è un momento pericoloso per la regione: il Golfo è coinvolto in un conflitto che non ha scelto, l'Iran ha lanciato centinaia di droni e missili balistici contro i suoi vicini», nota un funzionario Ue. «Kallas discuterà delle modalità per porre fine ai combattimenti e delle possibili vie d'uscita diplomatiche, la diplomazia funziona meglio faccia a faccia». (ats)
I Democratici contro Trump: «Ha minacciato un genocidio e concesso Hormuz. Va rimosso»
«La sua dichiarazione non cambia nulla. Il presidente ha minacciato un genocidio contro il popolo iraniano e continua a brandire la minaccia. Deve essere rimosso». Lo afferma la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez continuando a criticare Donald Trump nonostante l'accordo per il cessate il fuoco con l'Iran. L'intesa non piace ai democratici che, anzi, la mettono in dubbio. «Trump ha fatto marcia indietro, e il Congresso non merita alcun credito", ha detto secco il deputato Ro Kahnna. "Sono contento che abbia fatto retromarcia», ha aggiunto il leader dei liberal in Senato Chuck Schumer. Il democratico Chris Murphy dubita dell'accordo visto che Stati Uniti e Iran sembrano parlare di termini diversi dell'intesa. Il presidente «almeno per il momento ha concesso all'Iran il controllo» dello Stretto di Hormuz che «non aveva prima della guerra», ha spiegato. (ats)
La tregua fa crollare il petrolio
Il petrolio è crollato con il cessate il fuoco. Il Wti è arrivato a perdere fino al 18% scendendo ben sotto i 100 dollari al barile a 93,03 dollari.
La Casa Bianca: «Una vittoria per gli Stati Uniti»
«Una vittoria per gli Stati Uniti che il presidente Trump e le nostre incredibili forze armate hanno reso possibile». Lo afferma la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt commentando il cessate il fuoco con l'Iran. «Dall'inizio dell'operazione Epic Fury, il presidente aveva stimato che l'operazione sarebbe durata 6-8 settimane. Grazie alle nostre incredibili capacità, abbiamo raggiunto e superato i nostri obiettivi militari in 38 giorni», ha messo in evidenza. (ats)
Rutte alla Casa Bianca
Donald Trump incontrerà il segretario generale della Nato Mark Rutte alle 21.30 ora svizzera. Lo afferma la Casa Bianca, sottolineando che alle 19 è invece in programma il briefing della portavoce Karoline Leavitt. (ats)
La ritirata di Trump?
Di ritirata del presidente americano parlano già anche diversi commentatori Usa, secondo i quali Trump si conferma 'Taco' ('Trump always chickens out', si tira sempre indietro). Gli analisti notano come i contorni dell'accordo annunciato dal commander-in-chief non sono chiari né per quanto riguarda l'uranio arricchito né per lo Stretto di Hormuz. Nel suo piano in 10 punti l'Iran avrebbe confermato la richiesta della rimozione delle sanzioni, il controllo dello Stretto di Hormuz e l'accettazione da parte di Washington della possibilità di arricchire l'uranio. Richieste che fanno apparire le trattative fra Washington e Teheran tutte in salita. Ma un primo passo è stato fatto e a tirare una boccata di ossigeno sono i mercati, con le borse asiatiche in volata e i future americani in volata, e il petrolio che registra una brusca frenata, con il Wti arrivato a perdere i 18% ben sotto i 100 dollari al barile. (ats/ansa)
Netanyahu: «Israele sostiene il cessate il fuoco. Ma il Libano non è incluso»
«Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere gli attacchi contro l'Iran per due settimane, a condizione che l'Iran apra immediatamente lo Stretto e cessi tutti gli attacchi contro gli Stati Uniti, Israele e i Paesi della regione. Israele sostiene inoltre l'impegno americano per garantire che l'Iran non rappresenti più una minaccia nucleare, missilistica e terroristica per gli Stati Uniti, Israele, i Paesi arabi confinanti con l'Iran e il mondo intero. Gli Stati Uniti hanno informato Israele del loro impegno a raggiungere questi obiettivi, condivisi da Stati Uniti, Israele e dagli alleati regionali di Israele, nei prossimi negoziati. Il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano». Lo comunica l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nella prima nota ufficiale sul cessate il fuoco Usa-Iran. (ats)
Hormuz aperto, con pedaggio
Il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz sarà possibile, per due settimane, ma «previo coordinamento con le Forze Armate iraniane e tenendo debitamente conto delle limitazioni tecniche», ha precisato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi mentre sui media di stato si esultava all'umiliante ritirata di Trump dalla retorica anti-iraniana. Un passaggio quello sullo Stretto che prevederà un pedaggio, hanno annunciato i media americani citando l'accordo raggiunto.
La conferma dell'Iran
L'Iran ha confermato l'accettazione dell'ultima proposta avanzata dal Pakistan, che ha svolto un ruolo chiave di mediazione, per un cessate il fuoco poco dopo l'annuncio di Trump. A dare il via libera è stata stata la stessa guida suprema, Mojtaba Khamenei, riporta il New York Times citando alcune fonti secondo le quali per convincere l'Iran è intervenuta anche la Cina esortando la Repubblica Islamica a mostrarsi flessibile.
L’annuncio della tregua
«Accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi diretti contro l’Iran per un periodo di due settimane. Si tratterà di un cessate il fuoco bilaterale a patto che la Repubblica Islamica dell’Iran acconsenta all’apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz», ha annunciato su Truth il presidente statunitense Donald Trump, aggiungendo che la proposta (in 10 punti) presentata dall’Iran costituisce «una base concreta su cui intavolare i negoziati» verso un accordo di pace «a lungo termine». Con Teheran e, più in generale, in Medio Oriente.
AFP



