Israele riprende i raid in Libano

All'indomani degli attacchi, i più violenti condotti nelle ultime settimane, il governo libanese ha chiesto a quello israeliano di poter intavolare colloqui diretti
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha decretato per oggi, «una giornata di lutto nazionale in omaggio ai martiri e ai feriti degli attacchi israeliani che hanno colpito centinaia di civili». Attacchi sul Libano che hanno provocato oltre 250 morti e più di mille feriti. E la tregua tra Iran e Stati Uniti si fa più fragile perché Teheran ha ribadito che il cessate il fuoco anche nel paese dei Cedri è una delle «condizioni essenziali» poste dalla Repubblica Islamica nel suo piano in dieci punti. Insomma, una tregua che già vacilla.
Trump, «voci di pedaggi dell'Iran su Hormuz, meglio non lo facciano»
"Ci sono notizie secondo cui l'Iran starebbe imponendo dei pedaggi alle petroliere che transitano nello Stretto di Hormuz. È meglio che non lo facciano e, se lo stanno facendo, è meglio che smettano subito!". E' quanto scrive il presidente americano Donald Trump, in un post su Truth. (ans)
«Razzi di Hezbollah dal Libano su Haifa»
Un piccolo numero di razzi è stato lanciato da Hezbollah dal Libano contro l'area di Haifa. Lo riporta il Times of Israel citando le Forze di Difesa Israeliane (Idf), che hanno fatto sapere che alcuni razzi sono stati intercettati, mentre altri sono stati lasciati cadere in aree aperte. Non si segnalano feriti. (ans)
Israeli Air Force @IAFsiteIsraele riprende i raid in Libano
L'esercito israeliano ha annunciato in serata di aver iniziato a colpire i "siti di lancio" di Hezbollah in Libano, poco dopo che il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva dichiarato di aver ordinato al suo governo di avviare colloqui con Beirut sul disarmo del movimento islamista. Nel frattempo il capo di stato maggiore parlando alle truppe ha evocato un "colpo duro" inflitto alle milizie sciite. 8ats ans)

La Nato sulle spine, «ma per ora da Trump solo parole»
Tensioni tra Washington e alcuni alleati Nato, ma nessun vero cambio di rotta su cooperazione e difesa comune.
Il petrolio chiude a New York a +4%
Il petrolio chiude a New York in rialzo, ma sotto i 100 dollari al barile, scontando comunque le pesanti incertezze sulla tenuta della tregua tra Usa e Iran: il Wti, il benchmark americano, sale del 4,02%, a 98,21 dollari, mentre il Brent si attesta a quota 96,56 dollari (+0,67%). (ats ans)
Khamenei, «l'Iran non cerca guerra ma non rinuncerà a suoi diritti»
L'Iran non cerca la guerra, ma non rinuncerà ai suoi diritti. Lo afferma la Guida Suprema Mojtaba Khamenei in una dichiarazione letta dalla tv di Stato iraniana, secondo quanto riportano alcuni media. Nel messaggio Khamenei, che non è ancora apparso in pubblico da quando è diventato la Guida Suprema del paese dopo la morte del padre all'inizio della guerra, afferma che il popolo iraniano è "la parte vincitrice" della guerra. (ats ans)
Libano, «oltre 300 morti per gli attacchi israeliani di ieri»
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che gli attacchi israeliani avvenuti ieri in tutto il Paese hanno causato la morte di oltre 300 persone e il ferimento di almeno 1'150. Il ministero ha affermato che "gli attacchi aerei del nemico israeliano di ieri hanno provocato un bilancio preliminare di 303 martiri e 1'150 feriti", aggiungendo che il bilancio complessivo dall'inizio della guerra tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall'Iran, il 2 marzo, è salito a 1'888 morti e 6'092 feriti. Il Ministero ha avvertito che il bilancio delle vittime potrebbe aumentare ulteriormente, poiché le operazioni di ricerca sono ancora in corso, così come le analisi del Dna sui corpi trasferiti negli ospedali. (ats ans)
Prima petroliera non iraniana attraversa Hormuz da cessate il fuoco
La prima petroliera non iraniana ha attraversato lo Stretto di Hormuz oggi, dopo l'annuncio del fragile cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. È quanto emerge dai dati di MarineTraffic. La Msg, una petroliera battente bandiera gaboniana, ha attraversato lo stretto oggi con a bordo circa 7.000 tonnellate di olio combustibile emiratino ed è diretta ad Aegis Pipavav, in India, secondo il servizio di monitoraggio marittimo. Solo altre due petroliere, entrambe battenti bandiera iraniana, e sei navi portarinfuse hanno attraversato lo stretto da ieri, secondo Kpler, proprietaria di MarineTraffic. In condizioni normali erano oltre 100 le navi che ogni giorno attraversavano lo Stretto di Hormuz, fra cui un numero significativo di petroliere. (ats ans)
Israele, «nessun cessate il fuoco prima dei colloqui col Libano»
Non ci sarà alcun cessate il fuoco con Hezbollah prima dei colloqui con il Libano. Lo ha dichiarato un funzionario israeliano al Times of Israel. I colloqui inizieranno "nei prossimi giorni", ha confermato il funzionario, senza fornire ulteriori dettagli. (ats ans)
«13 militari Usa morti e almeno 381 feriti nell'Operazione Epic Fury»
Tredici militari americani sono morti e almeno 381 sono rimasti feriti dall'inizio dell'Operazione Epic Fury, il 28 febbraio, avviata dagli Usa, insieme a Israele, contro l'Iran. È l'ultimo bilancio diffuso dal Comando Centrale militare degli Stati Uniti (Centcom), che sovrintende alle forze in Medio Oriente. (ats ans)
«I negoziati fra Israele e Libano iniziano la settimana prossima negli Usa»
I negoziati diretti fra Israele e il Libano inizieranno la prossima settimana e il primo incontro si terrà al Dipartimento di Stato a Washington. Lo riporta il sito di notizie statunitense Axios citando una fonte israeliana, secondo la quale gli Stati Uniti saranno guidati dall'ambasciatore americano in Libano Michel Issa. Israele sarà invece rappresentata dal suo ambasciatore negli Stati Uniti Yechiel Leiter, mentre il Libano dal suo ambasciatore a Washington Nada Hamadeh-Moawad. (ats)
«Mojtaba Khamenei? In piena salute e ha il controllo di tutto»
Il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh ha dichiarato che la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, «sta bene ed è in piena salute». Lo riporta Iran International.
Khatibzadeh ha inoltre aggiunto che il leader della Repubblica islamica «è presente nel suo ufficio e ha di fatto il controllo di tutto».
Khamenei non è mai apparso in pubblico dal raid che ha ucciso suo padre, il 28 febbraio, né da quando è stato nominato nuova Guida Suprema. (ats)
«Quasi tutti gli alleati stanno facendo ciò che gli Usa chiedono»
«Ciò che vedo oggi guardando all'Europa è che gli alleati stanno fornendo un sostegno massiccio, mettendo a disposizione risorse logistiche e altre misure per garantire che le potenti forze armate statunitensi riescano a impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari e a ridurne la capacità di seminare il caos. Quasi senza eccezioni, gli alleati stanno facendo tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono».
Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte al Ronald Reagan Presidential Foundation Institute citando gli sforzi di Londra per Hormuz. «Hanno ascoltato la richiesta del presidente Trump e stanno rispondendo».
«Il Regno Unito è alla guida di una coalizione di Paesi che stanno coordinando gli strumenti militari, politici ed economici necessari per garantire il libero transito attraverso lo Stretto di Hormuz: ciò testimonia un cambiamento di mentalità», ha sottolineato Rutte.
«Questa alleanza non sta affatto fingendo che tutto vada bene», ha sottolineato, ricordando la «franca conversazione» di ieri con Trump. «Gli alleati riconoscono, e anch'io riconosco, che stiamo attraversando un periodo di profondi cambiamenti nell'alleanza transatlantica».
«L'Europa - ha aggiunto - si sta assumendo una quota maggiore e più equa del compito di provvedere alla propria difesa convenzionale, e da questo punto non si potrà tornare indietro, né si dovrebbe. Si tratta di un passaggio da una malsana co-dipendenza a un'alleanza transatlantica fondata su un vero partenariato». (ats)
Netanyahu: «Ho ordinato di aprire negoziati con il Libano»
«Alla luce dei ripetuti appelli del Libano ad avviare negoziati diretti con Israele, ieri durante la riunione del Consiglio dei Ministri ho dato la direttiva di avviare al più presto negoziati diretti con il Libano. I negoziati si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull'instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano. Israele apprezza l'appello odierno del Primo Ministro libanese sul disarmo di Beirut». Lo comunica il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota. (ats ans)

Berna chiede protezione per la popolazione in Libano
La Svizzera ha lanciato un appello insieme ad altre sette nazioni
«Trump ha chiesto a Netanyahu di ridurre gli attacchi in Libano»
Donald Trump avrebbe chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di ridurre l'intensità degli attacchi israeliani in Libano al fine di contribuire a garantire il successo dei negoziati con l'Iran. Lo riferisce la Nbc citando un funzionario dell'amministrazione Trump. Israele ha accettato di «essere un partner collaborativo», ha messo in evidenza la tv americana. (ats ans)
AFP«Dobbiamo avere un posto al tavolo dei negoziati»
Durante un'intervista alla BBC, la ministra degli affari sociali libanese, Haneen Sayed, ha dichiarato che è importante che Beirut abbia «un posto al tavolo» dei colloqui a Islambad per poter negoziare un accordo di cessate il fuoco. Sayed ha affermato che, secondo l'interpretazione del paese, «il Libano era incluso nella tregua» e che è importante per il governo «negoziare su quale accordo di pace sia necessario».
La ministra ha concluso dicendo che presenterà una denuncia al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in merito alle «gravi violazioni» commesse durante i raid israeliani di mercoledì su Beirut. (ats ans)
Petrolio di nuovo sopra i 100 dollari
Il prezzo del petrolio accelera la sua corsa di fronte alla fragile tregua tra Iran e USA. Il WTI americano guadagna il 7,4% portandosi a 101,4 dollari al barile. Vicino a quota 100 anche il Brent, che sale del 4,3% a 98,9 dollari. (ats ans)
Attacchi contro il sistema sanitario in aumento
L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha fatto il punto sulla situazione sanitaria in Medio Oriente. Il cessate il fuoco di due settimane «rappresenta una tregua per l’Iran, ma non per il Libano; di per sé, non affronterà le sfide legate ai bisogni sanitari in tutto il Medio Oriente, e l’accesso umanitario e lo spazio operativo restano criticità fondamentali». L'OMS ha evidenziato che «gli attacchi contro il sistema sanitario sono aumentati in tutta la regione, compromettendo il funzionamento dei servizi sanitari e violando il diritto internazionale umanitario. L’incremento è stato particolarmente marcato in Libano, dove gli attacchi hanno colpito ospedali, ambulanze e operatori sanitari».
La condanna della «continua aggressione» israeliana
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif condanna la «continua aggressione di Israele contro il Libano», in vista dei colloqui previsti sabato a Islamabad. «Il primo ministro ha affermato che il Pakistan è impegnato in sforzi sinceri per la pace regionale ed è in questo spirito che vengono convocati i colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti».
🔴ELIMINATED: Maher Qassem Hamdan, the Commander of the Lebanese Resistance Brigades terrorist organization in the Chebaa area in southern Lebanon.
— Israel Defense Forces (@IDF) April 9, 2026
Hamdan was responsible for terrorist recruitment, weapons supply, and funding the Lebanese Resistance Brigades in Chebaa.
8… pic.twitter.com/SHsXm4KTYh
L'offensiva israeliana continua
Nonostante il cessate il fuoco con l'Iran, le Forze di difesa israeliane (IDF) continuano la loro attività offensiva in Libano, scrive Channel 12. Cinque divisioni sono ancora operative nel Paese dei cedri meridionale, due delle quali impegnate anche in missioni difensive al confine settentrionale. A mezzogiorno, i combattenti dell'IDF hanno iniziato ad accerchiare la città di Bint Jbeil, nel sud del Libano, dando la caccia ai terroristi che si sono rifugiati nella zona nel tentativo di nascondersi. Il Libano segnala numerosi attacchi nell'area, che potrebbero intensificarsi nei prossimi giorni.
Hezbollah afferma, scrive l'AFP, di aver ingaggiato uno scontro diretto, a distanza ravvicinata, con le forze israeliane nella città di Bint Jbeil, famosa per la violenta battaglia tra le due parti nel 2006.
Bint Jbeil, a cinque chilometri dal confine, riveste un significato simbolico per Hezbollah. È qui che il suo leader assassinato Hassan Nasrallah pronunciò un discorso storico nel 2000, in occasione del ritiro israeliano dal sud del Libano dopo due decenni di occupazione. I combattenti del gruppo respinsero con successo le forze israeliane nella guerra del 2006.
Intanto il portavoce in lingua araba dell'esercito israeliano, Avichay Adraee, ha avvertito i residenti dei sobborghi meridionali di Beirut, da tempo roccaforte di Hezbollah, di imminenti attacchi e li ha invitati a evacuare. (ats ans)
Beirut chiede colloqui diretti con Tel Aviv
Secondo i corrispondenti di al-Jazeera in Libano, il governo di Beirut avrebbe richiesto colloqui diretti con Israele all'indomani dei raid che hanno provocato almeno 200 morti e più di 1'000 feriti. (ats ans)
15 navi al giorni attraverso lo Stretto di Hormuz
Una fonte iraniana di alto livello ha dichiarato all'agenzia russa Tass che in base all'accordo di cessate il fuoco l'Iran consentirà il passaggio di non più di 15 navi al giorno attraverso lo Stretto di Hormuz. (ats ans)
AFPBeirut "chiama" Gerusalemme
Il governo libanese vuole intavolare colloqui diretti con quello israeliano. Lo riferisce Al Jazeera, citando alcuni suoi corrispondenti nel Paese dei Cedri. Anche in questo caso, l'incognita nell'equazione è rappresentata da Hezbollah. Il "partito di dio" ha sempre sostenuto di non aver intenzione di intrattenere alcun negoziato con Israele che, a sua volta, in passato ha respinto l'ipotesi di sedersi allo stesso tavolo senza il coinvolgimento di Hezbollah.
— محمدباقر قالیباف | MB Ghalibaf (@mb_ghalibaf) April 9, 2026
Colloqui in Pakistan: «Il post scomparso? Errore di invio»
Per l'ambasciata iraniana in Pakistan un "errore di tempistica" è alla base della cancellazione del messaggio con cui il conto sulla rete sociale X dell'ambasciatore Reza Amiri Moghadam aveva annunciato l'arrivo oggi in Pakistan della delegazione iraniana impegnata nei colloqui con la controparte statunitense. Un funzionario dell'ambasciata iraniana ha dichiarato all'agenzia di stampa France-Presse (Afp) che il messaggio era stato inviato prematuramente. Il funzionario ha affermato che il post è stato rimosso "a causa di alcuni problemi", rifiutandosi di dire se l'arrivo della delegazione fosse ancora previsto per stasera. Interpellato ulteriormente, il funzionario ha dichiarato: "Problema di tempistica: non avremmo dovuto inviarlo". (ats)
Questione Hormuz, Washington chiama Bruxelles
Gli Stati Uniti hanno chiesto ai loro alleati europei impegni concreti per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz dopo la fine delle ostilità in Iran. Lo riporta l'agenzia di stampa newyorkese Bloomberg. Quest'ultima, citando un alto rappresentante della Nato, scrive che i paesi sono tenuti a fornire piani specifici per garantire la spedizione entro pochi giorni. Secondo la fonte, tale richiesta è stata avanzata durante i colloqui tra funzionari statunitensi e della Nato alla Casa Bianca, dove il presidente degli USA Donald Trump ha incontrato il segretario generale della Nato Mark Rutte. Consultazioni si sono svolte anche al Pentagono e al Dipartimento di Stato. (ats)
«No a pedaggi, la navigazione a Hormuz resti libera»
"Siamo qui per ribadire cosa prevede il diritto internazionale, e il diritto internazionale garantisce la libertà di navigazione, il che significa fondamentalmente nessun pagamento o pedaggio di alcun tipo". Lo ha detto il portavoce della Commissione europea Anouar El Anouni, nel corso dell'incontro quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sulla situazione delle navi nel Golfo Persico e sull'ipotesi di un pagamento imposto dall'Iran per il transito delle petroliere nello Stretto di Hormuz. "Ancora una volta, la linea è chiara: lo Stretto di Hormuz, come qualsiasi altra via marittima, è un bene pubblico per tutta l'umanità. Significa che la navigazione deve essere libera", ha aggiunto. "Possiamo dirlo in qualsiasi modo vogliate, ma la legge è chiara: la libertà di navigazione è un bene pubblico e deve essere garantita". (ats)
Oltre 3000 morti in Iran
Il capo dell’Autorità forense iraniana, Abbas Masjedi Arani, ha dichiarato che i morti dall'inizio del conflitto sono più di 3000. Parlando all’agenzia iraniana Mizan Online, Masjedi Arani ha affermato che circa il 40% dei corpi non è stato inizialmente identificato, ma le procedure per esaminare e identificare le vittime stanno proseguendo.
🔎LOCATED: A shaft leading to underground infrastructure, including a cache of weapons, including explosives, rockets, an RPG launcher and grenades.
— Israel Defense Forces (@IDF) April 9, 2026
Additionally, the IDF:
• Eliminated 70 + terrorists, including a terrorist cell that had planned to carry out mortar fire toward… pic.twitter.com/IENBecBJkc
«Nessuno ci fermerà sull'arricchimento dell'uranio»
Il responsabile del nucleare iraniano ha affermato che le richieste degli avversari di limitare il programma di arricchimento dell'uranio del paese non avranno successo. Il capo dell'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran Mohammad Eslami ha dichiarato che tali appelli sono «illusioni» e non possono fermare le attività nucleari dell'Iran. «Nessuna legge o individuo può fermarci», ha affermato, aggiungendo che le azioni passate degli avversari, inclusa la guerra in corso, si sono rivelate un fallimento, riporta il canale televisivo satellitare in lingua persiana nonché agenzia di informazione digitale multilingue con sede a Londra Iran International. (ats ans)
Hezbollah sarà colpito «ovunque sia necessario»
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele continuerà a colpire Hezbollah «ovunque sia necessario» dopo che le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno annunciato l’uccisione di Ali Yusuf Harshi, segretario del leader Naim Qassem. «Chiunque agisca contro i civili israeliani sarà preso di mira. Continueremo finché non ripristineremo la piena sicurezza nel nord», ha scritto su X. Le IDF hanno inoltre colpito infrastrutture nel sud del Libano, tra cui punti di trasferimento di armi, depositi, siti di lancio e centri di comando. «Continuiamo a colpire Hezbollah con forza, precisione e determinazione», ha aggiunto Netanyahu.
אנחנו ממשיכים להכות בחיזבאללה בעוצמה, בדיוק ובנחישות.
— Benjamin Netanyahu - בנימין נתניהו (@netanyahu) April 9, 2026
בביירות חיסלנו את עלי יוסף חרשי, מזכירו האישי של מזכ״ל ארגון הטרור חיזבאללה נעים קאסם ואחד האנשים הקרובים אליו ביותר.
במקביל, הלילה תקף צה״ל שורת תשתיות טרור בדרום לבנון: מעברים ששימשו להעברת אלפי אמצעי לחימה, רקטות… pic.twitter.com/tKGuRJKBIE
AFP203 morti negli attacchi di mercoledì
203 persone sono morte e oltre 1000 sono rimaste ferite negli attacchi simultanei lanciati dall'esercito israeliano sul territorio del Libano. Lo ha riferito il ministro della Sanità libanese Rakan Nassereddine.
Libano: almeno 17 persone uccise stamattina in raid israeliani
Almeno 17 persone sono state uccise e diverse altre ferite nei raid aerei israeliani sul Libano meridionale, scrive l'agenzia di stampa ufficale del governo libanese NNA (per National News Agency). Un attacco israeliano sulla città di Zrariyeh, nel Libano meridionale, ha causato la morte di oltre dieci persone, tra cui donne e bambini, dopo aver colpito un edificio residenziale. Un altro raid aereo israeliano a Abbassiyeh ha causato la morte di almeno sette persone e il ferimento di altre. Le cifre sono ancora preliminari. Il ministero della sanità ha indicato che il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani sul Libano dal 2 marzo è salito a 1739 morti. (ats ans)
Arabia Saudita/Iran: primo colloquio telefonico tra ministri esteri
Il ministro degli esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan, ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, ha annunciato il ministero degli esteri saudita. Si tratta del primo contatto ufficiale tra i due paesi da quando Teheran ha lanciato attacchi contro i suoi vicini del Golfo Persico in risposta agli attacchi israelo-americani. "La telefonata si è concentrata sull'analisi degli sviluppi della situazione e sulle modalità per rallentare l'escalation delle tensioni, al fine di contribuire a ripristinare la sicurezza e la stabilità nella regione", ha indicato il ministero degli esteri saudita in un comunicato, diffuso il giorno successivo all'annuncio di un cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti. (ats ans afp)
La Spagna riapre l'ambasciata a Teheran
Il ministro spagnolo degli esteri, José Manuel Albares, ha annunciato la riapertura dell'ambasciata di Spagna a Teheran come contributo agli "sforzi di pace", affinché la tregua di due settimane concordata da Stati Uniti e Iran diventi una "via d'uscita pacifica" dal conflitto. "Data la nuova situazione e il fatto che abbiamo due settimane davanti, ho dato istruzione all'ambasciatore di Teheran", Antonio Sanchez-Benedito, "di rientrare in Iran e riaprire l'ambasciata di Spagna in Iran per unirci con tutti i mezzi a questo sforzo per la pace", ha detto Albares in dichiarazioni ai media al suo arrivo al Congresso, per l'audizione sul conflitto in Medio Oriente e l'accordo fra l'UE e il Regno Unito sullo status di Gibilterra dopo la Brexit. (ats)
GettyHormuz? «Riaprirà quando l'aggressione cesserà»
Il viceministro degli esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, ha dichiarato al programma Today dell'emittente pubblica britannica Bbc che l'Iran "garantirà la sicurezza del passaggio sicuro" attraverso lo Stretto di Hormuz, che a suo dire è rimasto "aperto per millenni" fino all'inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran. Tuttavia, ha affermato, la riapertura avverrà solo "dopo che gli Stati Uniti avranno effettivamente ritirato questa aggressione", riferendosi apparentemente agli attacchi israeliani contro il Libano. Khatibzadeh ha dichiarato che l'Iran rispetterà "le norme e il diritto internazionale", ma ha anche precisato che lo Stretto non si trova in acque internazionali e che il passaggio sicuro dipende dalla "buona volontà di Iran e Oman". Il conduttore Nick Robinson ha chiesto se per "passaggio sicuro" si intenda che l'Iran non "imporrà una tassa per ogni nave che lo attraversa, né minaccerà di farlo saltare in aria". In risposta, il viceministro ha affermato che l'Iran desidera che lo Stretto sia "pacifico", ma che il passaggio sicuro è un impegno reciproco e che non accetterà che il Golfo venga "utilizzato impropriamente da navi da guerra". (ats)
🔴ELIMINATED: Ali Yusuf Harshi, the personal secretary to Hezbollah Secretary-General Naim Qassem in Beirut.
— Israel Defense Forces (@IDF) April 9, 2026
A close associate and personal advisor, Harshi played a key role in managing and securing Qassem’s office.
The IDF also struck two key crossings used by Hezbollah to…
Israele: «Ucciso Naim Qassem, leader di Hezbollah»
Israele ha annunciato l'uccisione di Naim Qassem, leader dei militanti di Hezbollah, avvenuta nel corso di un attacco condotto la scorsa notte. Lo riferisce l'agenzia Reuters. La milizia libanese non ha ancora confermato la morte di Qassem.
AFPLondra: «La tregua sia estesa al Libano»
La ministra degli esteri britannica Yvette Cooper ha dichiarato che il Regno Unito desidera «fortemente» che il Libano venga incluso nel cessate il fuoco in Medio Oriente. «Vogliamo che il cessate il fuoco venga esteso al Libano. Sono profondamente preoccupata per l'escalation degli attacchi che abbiamo visto ieri da parte di Israele in Libano», ha detto al canale televisivo britannico Sky News. «Abbiamo visto le conseguenze umanitarie, l'enorme sfollamento di massa di persone in Libano. Quindi vogliamo fortemente che il cessate il fuoco venga esteso al Libano», ha aggiunto. Gli attacchi israeliani, ieri, hanno ucciso almeno 182 persone e ne hanno ferite 890.
Hormuz resta "stretto". E il petrolio torna a salire
Il prezzo del petrolio torna a salire dopo il brusco calo di ieri. Sulla scia delle notizie in arrivo dal Medio Oriente, in particolare sulla mancata riapertura dello Stretto di Hormuz, il contratto di maggio sul West Texas Intermediate (Wti) guadagna il 3,5% arrivando a 97,7 dollari (76,98 franchi al cambio attuale), mentre il Brent per giugno sale del 2,4% a 97,05 dollari al barile. Dal canto suo, il prezzo del gas in avvio è in rialzo. I contratti Title Transfer Facility (Ttf) di Amsterdam (Paesi Bassi) segnano un rialzo dell'1,10% a 46 euro (42,43 franchi al cambio attuale) al megawattora. (ats)
Israele continua la sua invasione del Libano
L'esercito israeliano ha annunciato di aver «ampliato» la portata delle operazioni militari in corso nelle regioni meridionali del Libano. Lo riferisce Al Jazeera. Nel dettaglio, l'Idf ha confermato l'uccisione di decine di militanti di Hezbollah oltre alla confisca di armi, esplosivi ed equipaggiamento.
Al tavolo dei colloqui, la delegazione iraniana questa sera in Pakistan
L'ambasciatore di Teheran in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, ha indicato che una delegazione iraniana raggiungerà stasera la capitale pachistana Islamabad per i colloqui con gli USA, in programma nel fine settimana, in vista di un accordo per mettere definitivamente fine alla guerra. (ats)
ImagoIl cessate il fuoco spacca (ancora di più) i Maga
L'accordo di cessate il fuoco con l'Iran non sana la spaccatura del mondo Maga sulla guerra in Iran. Mark Levin, il popolare conduttore radio conservatore, ha definito un «assoluto» disastro l'accettazione da parte di Donald Trump del piano in 10 punti di Teheran come base per le trattative. Laura Loomer, l'attivista di destra alleata del presidente, ha definito le trattative con l'Iran un «fallimento», mettendo in evidenza come il «regime iraniano non è mai stato così rincuorato». Su Truth, la piattaforma social di Trump che raccoglie molti dei suoi sostenitori, i messaggi critici per l'accordo con l'Iran sono migliaia, circa 40.000 secondo il New York Times. «Distruggi la presidenza con questo gesto senza senso», ha scritto Ultra_Maga_King. «Mi vergono di aver votato per te nel 2017, nel 2020 e nel 2024», afferma un altro utente. (ats)
Notte di raid sul Libano meridionale
L'emittente libanese Al-Mayadeen, affiliata all'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah, ha riferito che l'aviazione israeliana ha effettuato 21 raid aerei durante la notte in alcuni villaggi del distretto di Bint Jbeil, nel Libano meridionale. Lo riporta il sito di informazioni israeliano Ynet. Un ulteriore attacco è stato segnalato sul ponte di Al-Qasmiyah, sempre nel Libano meridionale, e un altro a Dahieh, a Beirut. (ats)
Sanzioni americane in arrivo per alcuni paesi Nato?
Il quotidiano newyorkese The Wall Street Journal, citando funzionari americani, ha sostenuto che l'amministrazione di Trump sta valutando un piano per sanzionare alcuni paesi della Nato che, a suo giudizio, si sono dimostrati poco collaborativi nei confronti degli Stati Uniti e di Israele durante la guerra contro l'Iran. La proposta prevederebbe il ritiro delle truppe statunitensi dai paesi dell'alleanza atlantica ritenuti poco utili allo sforzo bellico contro l'Iran, per poi ridislocarle in nazioni che hanno offerto un sostegno più convinto alla campagna militare americana. (ats)
Fino a quando non ci sarà un accordo, «tutte le forze Usa resteranno schierate vicino all'Iran»
«Tutte le navi, gli aerei e il personale militare statunitense, con munizioni, armamenti e qualsiasi altra cosa appropriata e necessaria per la persecuzione e la distruzione letale di un nemico già sostanzialmente indebolito, rimarranno schierate vicino all'Iran e nelle aree circostanti fino a quando un vero accordo non sarà raggiunto non sarà pienamente rispettato». Lo ha scritto il presidente americano Trump in un post sul suo social Truth. «Se per qualsiasi motivo ciò non dovesse accadere, cosa altamente improbabile, allora inizieranno gli scontri a fuoco, più grandi e più intensi di quanto si sia mai visto prima», ha aggiunto. «L'accordo è stato raggiunto molto tempo fa e, nonostante tutta la falsa retorica contraria, non ci saranno armi nucleari e lo Stretto di Hormuz sarà aperto e sicuro». Si legge in un post su Truth pubblicato dal presidente americano Donald Trump. «Nel frattempo, il nostro grande esercito si sta preparando e riposando, in attesa, anzi, della sua prossima conquista. l'America è tornata!». (ats)
Hezbollah risponde al fuoco israeliano
Il gruppo libanese Hezbollah ha dichiarato giovedì di aver lanciato razzi contro Israele in risposta alla «violazione» della tregua tra Stati Uniti e Iran, riporta Afp. La dichiarazione è giunta un giorno dopo che Hezbollah aveva affermato di avere il «diritto» di rispondere a una serie di attacchi israeliani che hanno colpito il Libano. «In risposta alla violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte del nemico», Hezbollah ha preso di mira il kibbutz israeliano di Manara, vicino al confine con il Libano, «con un lancio di razzi» nelle prime ore di giovedì, si legge in un comunicato di Hezbollah.
Dal cessato il fuoco «nessuna petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz»
Nessuna petroliera o nave per il trasporto di gas ha attraversato lo Stretto di Hormuz da quando è scattato il cessate il fuoco. Lo riporta il New Yokr Times citando i dati di Kpler, società di tracciamento di navi globale. Solo quattro navi adibite al trasporto di carichi secchi sono riuscite ad attraversarlo. (ats)
Mine nello stretto di Hormuz, l'Iran annuncia due rotte alternative
L'Iran annuncia due rotte marittime alternative, per le navi che intendono attraversare lo Stretto di Hormuz, per la possibile presenza di "mine", secondo quanto ripota Afp che cita media iraniani. L'alert è stato diffuso dai media statali iraniani, tra cui l'emittente pubblica IRIB. In precedenza, l'agenzia di stampa iraniana Fars aveva riferito che la Repubblica Islamica aveva sospeso il transito nello stretto in segno di protesta contro gli attacchi israeliani in Libano, dopo che due petroliere lo avevano attraversato in seguito al cessate il fuoco. «Al fine di proteggersi da possibili collisioni con mine, in coordinamento con la Marina delle Guardie Rivoluzionarie (...), fino a nuovo avviso, (le navi) devono seguire rotte alternative per il traffico nello Stretto di Hormuz», ha riferito l'agenzia di stampa Mehr, citando una dichiarazione militare accompagnata da una mappa marittima che mostra le rotte a sud e a nord dell'isola di Larak. (ansa)
Rutte: «Con Trump colloquio schietto. È molto deluso...»
«È chiaramente deluso da molti alleati della Nato» ma «ho fatto notare come molti paesi europei hanno aiutato». Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte in un'intervista a Cnn dopo l'incontro con Donald Trump. «È stata una conversazione schietta e aperta», ha messo in evidenza Rutte. «È stato un incontro fra amici. Io ammiro la sua leadership», ha osservato. (ats)
AFPTrump e Nato ai ferri corti
«La Nato non c'era quando ne avevamo bisogno, e non ci sarà se ne avremo bisogno di nuovo. Ricordate la Groenlandia: quel grosso pezzo di ghiaccio, mal gestito». Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth in un messaggio tutto a lettere maiuscole. Il presidente ha ricevuto alla Casa Bianca qualche ora fa il segretario generale della Nato Mark Rutte. (ats)



