Netanyahu: «Distrutto un arsenale di Hezbollah da 150mila missili e razzi»

Il primo ministro israeliano afferma di aver eliminato il principale deposito d'armi dell'organizzazione sciita libanese.
L'atteso giorno dei negoziati tra USA e Iran è arrivato. Un appuntamento che giunge a tre giorni dall'entrata in vigore della fragile tregua: il traffico navale lungo lo Stretto di Hormuz resta pressoché impedito, mentre continuano i raid israeliani in Libano.
È in questo clima che JD Vance è partito ieri per il Pakistan, dicendo di aspettarsi un esito «positivo» dal dialogo con Teheran, previsto a partire da oggi in una Islamabad blindata. A questo riguardo Trump ha avvisato l'Iran che ci saranno nuovi attacchi più intensi se non si troverà un accordo.
«Iniziato ad Islamabad un nuovo ciclo di colloqui»
Un nuovo ciclo di colloqui tra delegazioni iraniane e statunitensi è iniziato a Islamabad, con funzionari pachistani in veste di mediatori. Lo scrive l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, che cita un suo corrispondente, secondo il quale l'attuale ciclo di negoziati sembra essere «l'ultima opportunità» per raggiungere una visione comune, viste quelle che definisce «richieste eccessive da parte degli Stati Uniti». (ats)
AFPNetanyahu: «Distrutto il principale deposito di armi di Hezbollah»
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato che le Forze di Difesa israeliane (Idf) hanno distrutto un arsenale di 150'000 missili e razzi in sei ore. Lo riporta Haaretz. «In Libano si è verificato un cambiamento fondamentale», ha affermato Netanyahu. «Nasrallah si vantava che gli ebrei fossero la ragnatela. È stato eliminato, e con lui il suo vasto arsenale missilistico». Netanyahu ha poi aggiunto che, nonostante i danni significativi che afferma di aver subito, l'organizzazione possiede ancora razzi e le Forze di Difesa israeliane continuano a operare contro di essa. «La campagna di Israele contro Hezbollah continua», ha dichiarato. (ats)
Netanyahu: «La guerra ha annientato i programmi nucleari iraniani»
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che la campagna congiunta israelo-americana contro l'Iran è riuscita ad «annientare» i programmi nucleari e missilistici balistici della Repubblica islamica. «Siamo riusciti a schiacciare il programma nucleare e il programma missilistico», ha affermato Netanyahu in una dichiarazione televisiva, aggiungendo che la guerra contro Teheran ha anche indebolito la leadership iraniana e i suoi alleati regionali. «Volevano strangolarci, e (ora) noi stiamo strangolando loro. Ci hanno minacciato di annientamento, e ora stanno lottando per la sopravvivenza».
Sui social media Netanyahu ha poi affermato che Israele resta determinato a continuare a combattere l'Iran, nonostante i negoziati in corso tra Washington e Teheran. «Israele sotto la mia guida continuerà a combattere il regime terroristico iraniano e i suoi alleati, a differenza di Erdogan che li asseconda e ha massacrato i suoi stessi cittadini curdi», ha scritto Netanyahu sui social media. Israele non è presente ai colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad.
Il primo ministro israeliano ha inoltre dichiarato che qualsiasi accordo di pace raggiunto con il Libano deve essere un accordo che «durerà per generazioni». «Il Libano ci ha contattato. Nell'ultimo mese, ci ha contattato più volte per avviare colloqui di pace diretti», ha affermato Netanyahu nella dichiarazione televisiva. «Ho dato il mio consenso, ma a due condizioni: vogliamo lo smantellamento delle armi di Hezbollah e vogliamo un vero accordo di pace che duri per generazioni». (ats)
Sale a 18 morti il bilancio dei raid israeliani nel sud del Libano
Sale a 18 morti il bilancio dei raid israeliani nel sud del Libano. Otto persone sono rimaste uccise nel pomeriggio in attacchi condotti in una città della regione di Sidone. I feriti sono almeno nove, cinque dei quali gravi, ha dichiarato il ministero della Salute.
Questa mattina si erano registrati 10 morti, tra cui tre operatori dei servizi di emergenza, negli attacchi israeliani condotti nella regione di Nabatieh. Ieri la presidenza libanese aveva annunciato un incontro martedì a Washington tra rappresentanti libanesi, israeliani e americani «per discutere l'istituzione di una tregua e la data di inizio dei negoziati».
Dall'inizio della guerra tra Hezbollah, gruppo filo-iraniano, e Israele, gli attacchi israeliani in Libano hanno causato la morte di 2'020 persone, secondo quanto riportato oggi dal ministero della Salute libanese. Il nuovo bilancio comprende 248 donne, 165 bambini e 85 membri del personale medico e di soccorso, oltre a 6'436 feriti. (ats)
U.S. Central CommandDue navi USA nello Stretto di Hormuz per un'operazione di sminamento
Due navi da guerra americane stanno transitando nello Stretto di Hormuz per un'operazione di sminamento. Lo riferisce il Comando centrale Usa in un post sui social media. Le forze del Comando Centrale Usa hanno avviato le operazioni preliminari per la bonifica dalle mine nello Stretto di Hormuz. In una nota il Centcom annuncia che «la USS Frank E. Peterson e la USS Michael Murphy hanno attraversato lo stretto nell'ambito di una missione più ampia volta a garantire che sia completamente libero dalle mine navali precedentemente posizionate dai pasdaran». «A breve condivideremo questo percorso con il settore marittimo, al fine di favorire il libero flusso dei commerci», ha dichiarato l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale.(ats)
Pezeshkian: «A Islamabad stiamo negoziando con coraggio»
«L'alta delegazione iraniana presente in Pakistan» per negoziare con gli Stati Uniti, «difende con fermezza gli interessi dell'Iran». Lo ha affermato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, aggiungendo che «in quest'ottica, si impegnerà nei negoziati con coraggio».
«In ogni caso, il nostro servizio al popolo non si fermerà un istante e, qualunque sia l'esito dei negoziati, il governo resta saldamente al fianco del popolo», ha aggiunto, sul suo account X. (ats)
Macron a Pezeshkian: «Colga l'opportunità dei colloqui a Islamabad»
Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato al telefono con il presidente iraniano Massoud Pezeshkian. «L'ho invitato a cogliere l'opportunità rappresentata dalle discussioni avviate a Islamabad per aprire la strada a una de-escalation duratura e a un accordo esigente che porti garanzie solide per la sicurezza nella regione, con il coinvolgimento di tutti i Paesi interessati». Macron ha poi «sottolineato la necessità che l'Iran ripristini al più presto la libertà e la sicurezza di navigazione nello stretto di Hormuz, alla quale la Francia è pronta a contribuire. Ho insistito sull'importanza di un rispetto totale del cessate il fuoco, incluso in Libano. La Francia offre tutto il suo sostegno all'azione delle autorità libanesi, che sono le uniche legittime a esercitare la sovranità dello Stato e a decidere del destino del Libano». (ats)
Getty ImagesI negoziati tra USA e Iran sono passati alla fase dei colloqui tecnici
I colloqui tra Iran e Stati Uniti, iniziati questo pomeriggio a livello politico, sono entrati ora in una nuova fase che coinvolge tecnici ed esperti, con la partecipazione delle commissioni specialistiche delle due parti: lo ha riportato l'agenzia iraniana Irna.
I colloqui proseguono e le due parti hanno sottolineato la necessità di continuare le riunioni tecniche per finalizzare le questioni ancora in sospeso. Durante i negoziati, l'Iran ha insistito su un cessate il fuoco totale in Libano. Gli Stati Uniti hanno inoltre accettato di avviare studi tecnici sull'attuazione dei meccanismi per il rilascio dei beni iraniani; tuttavia, le due parti hanno concordato che la questione richiede discussioni più precise a livello di esperti, ha aggiunto Irna. (ats)
L'Iran smentisce: «Nessuna nave USA ha attraversato lo stretto»
La tv di stato iraniana nega le notizie provenienti da fonti statunitensi secondo cui navi della Marina Usa hanno attraversato le acque dello Stretto di Hormuz per la prima volta da inizio guerra: lo riporta Iran International. La tv di stato ha spiegato che è stato lanciato un avvertimento a una nave militare americana che sarebbe stata attaccata entro 30 minuti se avesse varcato lo stretto, riferisce su X il chief national security reporter della Reuters, Phil Stewart, sostenendo che il vascello si è ritirato dopo l'avvertimento, stando ad un alto funzionario militare iraniano che ha parlato alla tv di stato iraniana.
Quanto affermato dai media iraniani viene però a suo volta smentito da parte americana: «Non abbiamo ricevuto alcuna minaccia dall'Iran di attacco alle navi» della marina Usa a Hormuz, afferma un funzionario americano - citato dal giornalista di Axios Barak Ravid su X. (ats)
Diverse navi USA hanno attraversato lo stretto di Hormuz
«Diverse navi» della Marina statunitense hanno attraversato in queste ore lo Stretto di Hormuz: lo indica su X Barack Ravid, giornalista del sito statunitense di notizie politiche Axios, citando un funzionario Usa. Il movimento, aggiunge, «non è stato coordinato con l'Iran», ed è la prima volta, dall'inizio della guerra, che una mossa di questo tipo viene messa in atto.
Le navi militari Usa hanno attraversato lo Stretto di Hormuz «da est a ovest» verso il Golfo, prima di allontanarsi dalla zona dirigendosi verso il Mar Arabico, secondo la fonte citata da Ravid. «Si è trattato di un'operazione incentrata sulla libertà di navigazione in acque internazionali», ha aggiunto il funzionario citato. (ats)
Idf: «Nelle ultime 24 ore colpiti 200 obiettivi di Hezbollah in Libano»
L'aeronautica israeliana ha colpito circa 200 obiettivi di Hezbollah in Libano nelle ultime 24 ore. Lo affermano le Forze di difesa israeliane (Idf) citato dal Times of Israel.
Secondo l'esercito israeliano, gli obiettivi includevano infrastrutture e lanciarazzi di Hezbollah. "L'aeronautica continua a colpire le infrastrutture dell'organizzazione terroristica Hezbollah e a supportare le attività delle forze di terra che operano nel Libano meridionale", afferma un comunicato. "Inoltre, le Idf continuano a colpire i lanciarazzi per impedire il fuoco contro i civili israeliani", aggiungono le forze israeliane. Times of Israel sottolinea che le Idf non hanno condotto alcun attacco contro Hezbollah a Beirut da mercoledì sera. (fonte ats ans)
Islamabad: sono iniziati i colloqui tra Washington e Teheran
I negoziati tra Stati Uniti e Iran in Pakistan sono ufficialmente iniziati. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump, come ha riportato sul suo profilo ufficiale X Kellie Meyer, corrispondente per la Casa Bianca di News Nation.
Se i colloqui non andranno bene, "faremo un reset", ha detto Trump secondo quanto riferito dalla cronista, "siamo pronti ad agire". La notizia è stata confermata anche dai media iraniani, i quali hanno dichiarato che i negoziati di pace con gli Stati Uniti sono ufficialmente iniziati.
I colloqui hanno preso il via a seguito degli "sviluppi delle intense consultazioni a Islamabad, durante le quali sono stati discussi temi come la limitazione degli attacchi israeliani da Beirut al Libano meridionale, il rilascio da parte degli Stati Uniti dei beni iraniani e la necessità di colloqui tecnici e tra esperti più precisi", ha riferito l'agenzia iraniana semi-ufficiale Tasnim, sottolineando che i colloqui ufficiali sono iniziati per definire questi punti. L'Iran ha anche chiesto agli Stati Uniti di convincere Israele ad attuare un cessate il fuoco completo in Libano.(fonte ats ans)
Sette navi passate per Hormuz nelle ultime 24 ore
Continua il sostanziale blocco del transito nello Stretto di Hormuz. Nelle ultime 24 ore sono transitate sette navi, mentre alle 14 (ora svizzera) erano in transito tre navi. In un giorno ordinario ne circolavano in media circa 140.
Lo si legge sul sito di monitoraggio Hormuz Strait Monitor secondo cui, di fatto, il passaggio marittimo è chiuso, con l'Iran che limita il passaggio delle navi e impone pedaggi superiori a 1 milione di dollari per imbarcazione, nonostante l'annuncio del cessate il fuoco dell'8 aprile. (fonte ats ans)
AFPMine iraniane introvabili a Hormuz
L'Iran non è stato in grado di riaprire lo Stretto di Hormuz a un maggiore traffico marittimo perché non riesce a localizzare tutte le mine che ha posato nel canale e non ha la capacità di rimuoverle.
Lo scrive il New York Times citando funzionari USA, sottolineando che questa situazione è uno dei motivi per cui Teheran non è stata in grado di conformarsi rapidamente alle richieste dell'amministrazione Trump di consentire un maggiore transito di navi attraverso lo stretto.
Si tratta poi - scrive sempre il quotidiano USA - di un potenziale fattore di complicazione in vista dell'incontro in Pakistan tra i negoziatori iraniani e una delegazione statunitense per i colloqui di pace.
L'Iran ha utilizzato piccole imbarcazioni per minare lo stretto il mese scorso, lasciando aperto un passaggio per il transito alle navi che pagano un pedaggio. I Pasdaran hanno emesso avvisi di possibili collisioni tra navi e mine marine, e organi di stampa semi-ufficiali hanno pubblicato carte nautiche che mostrano rotte sicure, in gran parte limitate perché l'Iran ha minato lo stretto in modo disordinato, hanno affermato funzionari statunitensi.
Non è chiaro se l'Iran abbia registrato la posizione di ogni singola mina. E anche quando la posizione è stata registrata, alcune mine sono state posizionate in modo da poter andare alla deriva o spostarsi, secondo i funzionari. (fonte ats ans)
10 persone uccise nei raid di Israele nel sud del Libano
Il ministero della salute libanese ha dichiarato che dieci persone, tra cui tre operatori dei servizi di emergenza, sono state uccise oggi da raid israeliani nel sud del Libano, mentre i media statali hanno riportato incursioni in oltre una dozzina di località.
Il ministero ha affermato che tre attacchi mortali hanno colpito località nel distretto di Nabatiyeh e provocato la morte, tra gli altri, di un membro della protezione civile libanese e due paramedici del Comitato sanitario islamico affiliato a Hezbollah, denunciando quello che ha definito un attacco "sistematico" di Israele contro gli operatori dei servizi di emergenza. (fonte ats ans)
Usa non hanno acconsentito allo sblocco dei beni iraniani congelati
Gli Stati Uniti non hanno acconsentito allo sblocco di alcun bene iraniano congelato. Lo ha dichiarato un alto funzionario statunitense alla Cbs News. Gli incontri con l'Iran non sono ancora iniziati, quindi non è stato discusso alcun accordo, ha riferito il funzionario, come riportato dalla giornalista della Cbs, Jennifer Jacobs, che accompagna la delegazione statunitense presente a Islamabad per i colloqui con Teheran. (fonte ats ans)
afpUn murale anti-americano a Teheran che raffigura i colloqui Iran-USA che si stanno svolgendo in queste ore in Pakistan.Negoziati sui beni iraniani in Qatar
Gli Stati Uniti hanno accettato di sbloccare i beni iraniani congelati e depositati in Qatar e in altre banche estere. Lo ha detto una fonte iraniana di alto livello alla Reuters online, accogliendo la mossa come un segno di "serietà" nel raggiungere un accordo con Washington nei colloqui di Islamabad.
Gli Stati Uniti non hanno rilasciato alcun commento pubblico sulla questione dello sblocco dei beni. La fonte ha dichiarato a Reuters che lo sblocco dei beni è "direttamente collegato alla garanzia del passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz", che si prevede sarà un punto chiave dei colloqui. (fonte ats ans)
AFPDelegazione cinese attesa a Islamabad per facilitare il negoziato
Una fonte del ministero degli esteri pakistano ha riferito ad Al-Araby Al-Jadeed che una delegazione cinese arriverà oggi a Islamabad per assistere il mediatore pakistano nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Pechino potrebbe offrire garanzie qualora le due parti raggiungessero un accordo, scrive il media panarabo basato a Londra.
All'inizio della settimana, il New York Times aveva riportato - citando tre funzionari iraniani anonimi - che Teheran aveva accettato il cessate il fuoco anche grazie a un intervento all'ultimo minuto della Cina, che ha esortato la Repubblica islamica a mostrare flessibilità e a ridurre le tensioni per evitare che la situazione in Medio Oriente sfuggisse di mano.
I funzionari cinesi non hanno descritto pubblicamente il coinvolgimento di Pechino negli sforzi di dialogo: interpellata mercoledì sulla possibilità che la Cina avesse contribuito a persuadere l'Iran ad accettare l'accordo, la portavoce del ministero degli esteri cinese, Mao Ning, non ha né confermato né smentito il suo coinvolgimento, affermando solo in generale che la Cina avrebbe continuato a "mantenere la comunicazione con tutte le parti e a lavorare per allentare le tensioni e raggiungere un cessate il fuoco globale". (fonte ats ans)
Tra Washington e Teheran negoziati di più alto livello dal 1979
I colloqui diplomatici statunitensi e iraniani a Islamabad sono i negoziati di più alto livello tra Teheran e Washington dalla Rivoluzione islamica del 1979. Lo mettono in luce numerosi media internazionali.
Saranno anche i primi negoziati ufficiali faccia a faccia dal 2015, spiega Al Jazeera, ricordando che in quell'anno fu raggiunto un accordo sullo sviluppo nucleare iraniano.
Il presidente Trump ha poi annullato l'accordo sul nucleare nel 2018, durante il suo primo mandato. Nello stesso anno, la allora Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, vietò ulteriori colloqui diretti. Khamenei è stato ucciso in un attacco israelo-americano all'inizio della guerra sei settimane fa. (fonte ats ans)
afpDelegazione dell'Iran porta foto e oggetti dei bambini uccisi a Minab
La delegazione negoziale iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è arrivata a Islamabad portando con sé fotografie e oggetti macchiati del sangue di bambini morti a Minab "come prova dei crimini di guerra americani". Lo scrive la agenzia di stampa iraniana Tasnim su X.
Ghalibaf sul suo account X pubblica una foto in cui lo si vede all'interno di un aereo intento a osservare in silenzio le foto di quattro bambini appoggiati su altrettanti zainetti messi su una fila di sedili. Accanto ad ogni immagine c'è un fiore bianco. "I miei compagni di volo #Minab168" scrive Ghalibaf, riferendosi alle 168 vittime morte nel bombardamento della scuola femminile a Minab, in Iran. (fonte ats ans)
Attacchi di Hezbollah contro comunità israeliane al confine
Le sirene hanno avvertito di un sospetto attacco con droni di Hezbollah contro le comunità israeliane vicine al confine con il Libano. Lo scrive il Times of Israel, aggiungendo che gli allarmi sono stati uditi nella città settentrionale di Kiryat Shmona e nelle comunità circostanti.
Secondo l'agenzia libanese NNA, Hezbollah ha annunciato, in una serie di comunicati, che la "Resistenza Islamica" ha preso di mira infrastrutture dell'esercito israeliano nell'insediamento di Admet, attaccando con droni, e infrastrutture dell'esercito israeliano negli insediamenti di Sha'ar Yeshuv, Hagoshrim, Neot Mordechai, Dafna, Kiryat Shmona, Metula, Misgav Am e Safed, con lanci di razzi. Un gruppo di soldati israeliani all'interno di un'abitazione nella città di Shomera, è stato colpiti da un drone.
In Libano tre persone sono morte in un raid aereo israeliano che ha distrutto un edificio residenziale nella città di Mayfadoun, nel distretto di Nabatieh, nel sud del Paese, riferisce NNA citata da Al Jazeera. (fonte ats ans)
Tensioni alla vigilia dei colloqui
Alla viglia dei colloqui Trump intanto ha nuovamente attaccato Teheran sullo stallo a Hormuz, accusando il regime di non rispettare gli accordi e ha minacciato nuovi raid se non si arriverà a un'intesa.
"Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima", ha avvertito. "Non permetteremo che ci sia un pedaggio su Hormuz". "Non ci prendano in giro", ha incalzato il vicepresidente Vance, a capo della delegazione americana.
Ma anche Teheran fissa i suoi paletti chiedendo il cessate il fuoco in Libano, dove continuano a cadere le bombe israeliane, e il rilascio degli asset iraniani bloccati "prima che inizino i negoziati". (fonte ats ans)
Il ruolo chiave di Vance
Una fonte pakistana di alto livello ha elogiato il ruolo di J.D. Vance nel promuovere una soluzione diplomatica al conflitto tra Stati Uniti e Iran, affermando che il vicepresidente americano è stato fondamentale per l'avvio dei colloqui a Islamabad, scrive la CNN.
La fonte, a conoscenza del processo negoziale, ha riferito che, secondo le stime, saranno necessari alcuni giorni di negoziati per raggiungere un accordo e che i funzionari pakistani sperano di convincere Vance a prolungare la sua permanenza nel Paese per contribuire a tale obiettivo.
Separatamente, un'altra fonte del Golfo ha dichiarato che gli iraniani nutrono scarsa fiducia nell'inviato speciale del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff, che ha guidato i precedenti cicli negoziali con l'Iran, interrotti bruscamente dagli attacchi statunitensi contro il Paese.
Anche per Axios, il motivo per cui Vance guida la delegazione statunitense "è il cattivo umore tra gli inviati di Trump e gli iraniani dopo che due precedenti serie di colloqui si sono concluse con la guerra". Secondo fonti, per i mediatori iraniani Witkoff e Jared Kushner li avrebbero ingannati e che, data l'importanza di Vance e il suo scetticismo riguardo all'entrata in guerra, il coinvolgimento del vicepresidente potrebbe favorire dei progressi.
La mediazione che inizierà oggi, per Axios, è "la più grande sfida della carriera" del vicepresidente USA: "negoziare un accordo con l'Iran per risolvere la controversia nucleare e porre fine alla guerra". (fonte ats ans)
Oggi colloqui tra USA e Iran a Islamabad
Sono in programma oggi a Islamabad i colloqui tra Iran e USA, volti a trovare una soluzione diplomatica al conflitto in Medio Oriente. Le delegazioni dei due Paesi incontreranno separatamente il premier pakistano Shehbaz Sharif prima dell'avvio formale dei negoziati.
I colloqui sono stati posticipati di alcune ore rispetto all'orario inizialmente previsto, riferisce l'agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione. Contrariamente a quanto riportato in precedenza i negoziati dovrebbero iniziare nel pomeriggio.
Le delegazioni iraniana e americana dovrebbero inizialmente tenere incontri separati con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Una volta concluse queste prime formalità diplomatiche, inizierà la fase principale dei negoziati indiretti.
La delegazione di Teheran a Islamabad è composta da 71 persone, precisa Tasnim, citata da Al Jazeera sul proprio sito web. La squadra negoziale è guidata dal presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf. Secondo l'agenzia di stampa iraniana, tra i negoziatori figurano, tra gli altri, anche il ministro degli esteri Abbas Araghchi, il governatore della banca centrale Abdolnaser Hemmati e il segretario del Consiglio Supremo di difesa nazionale Ali Akbar Ahmadian.
A rappresentare gli Stati Uniti invece ci sarà il vice presidente JD Vance, insieme a Steve Witkoff e a Jared Kushner.
"Abbiamo buone intenzioni, ma non ci fidiamo", ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, al suo arrivo a Islamabad, stando a quanto riportato dalla TV di Stato iraniana. "La nostra esperienza nei negoziati con gli americani si è sempre conclusa con fallimenti e promesse non mantenute", ha dichiarato Ghalibaf. (fonte ats ans)
AFP



