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Il flop dei pannelli solari in autostrada e nelle stazioni di servizio

Dopo 3 anni dall'assegnazione dei lotti, non uno dei moduli fotovoltaici previsti è stato installato. USTRA: «Offerta la possibilità di prorogare gli accordi di prenotazione, concedendo così più tempo per la realizzazione degli impianti».
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Il flop dei pannelli solari in autostrada e nelle stazioni di servizio
Dopo 3 anni dall'assegnazione dei lotti, non uno dei moduli fotovoltaici previsti è stato installato. USTRA: «Offerta la possibilità di prorogare gli accordi di prenotazione, concedendo così più tempo per la realizzazione degli impianti».

BELLINZONA/BERNA - Le buone intenzioni c'erano e l'iniziativa appariva anche lodevole: dare una mano all'ambiente e produrre energia pulita in luoghi di per sè inquinati per "natura" come autostrade e stazioni di servizio. L'idea solare partiva nel 2022 da Berna e dall'ex consigliera federale Simonetta Sommaruga, che ci credeva davvero nel progetto dei pannelli "acchiappaenergia": quel piano, entro il 2026, avrebbe dovuto prendere forma e scintillare su 350 barriere anti-rumore e in 110 aree di sosta delle autostrade svizzere, compreso il tratto ticinese dell'A2. Avrebbe. Perché a tre anni dall'assegnazione dei lotti - erano 14 quelli che erano stati messi a gara - non uno dei collettori fotovoltaici previsti è stato installato e il sogno delle autostrade green si è spento - per ora - come il sole di una celebre canzone.

Le ragioni di questo (per ora) flop? L'USTRA fa sapere che «le esperienze maturate finora hanno dimostrato che la costruzione di impianti fotovoltaici sulle pareti antirumore è impegnativa» e che «il contesto economico generale è cambiato in modo significativo dalla stipula degli accordi, in quanto i prezzi dell'energia elettrica sul mercato hanno subito un forte calo a partire dal 2023, compromettendo la redditività di molti progetti».

La stipula degli accordi, appunto: bisogna fare un passo indietro. È il settembre del 2022 quando USTRA «con l’obiettivo di sfruttare al meglio il potenziale del fotovoltaico lungo le strade nazionali», indice «una gara d’appalto per l’attribuzione di diversi lotti sparsi lungo la rete stradale nazionale» spiega. Nel corso dell'estate del 2023, l'Ufficio federale delle strade stipula «accordi di prenotazione con aziende e consorzi per 14 lotti, corrispondenti a circa 460 siti. Questi accordi - specifica USTRA - hanno una durata di tre anni e mirano a garantire ai promotori dei progetti la sicurezza necessaria per la realizzazione».

Fra le aziende e i consorzi che si sono aggiudicati i lotti su cui installare le postazioni fotovoltaiche figura anche il consorzio ticinese Solar 120, che riunisce l'Azienda elettrica ticinese (AET), le Aziende Industriali di Lugano (AIL) e la Società Elettrica Sopracenerina. Solar 120 si vide confermare l'assegnazione del lotto 5A «relativo alle pareti foniche lungo l'autostrada in Ticino» e in un comunicato del giugno del 2023 - diramato dall'Azienda Elettrica Ticinese - annunciava la sigla di una «una convenzione che garantirà la prenotazione degli spazi assegnati per una durata di tre anni, termine entro il quale gli impianti dovranno essere in esercizio».

Ma per le motivazioni che l'Ufficio federale delle strade ricordava, la messa in esercizio non è avvenuta in nessun angolo della rete autostradale svizzera, ramo ticinese compreso. «Attualmente - ci comunica USTRA - sono stati rilasciati permessi di costruzione per tre siti: Hergiswil, Stierwiesen (Wangen-Brüttisellen) e Füreächer (Wangen-Brüttisellen)». Ma «nessun impianto è stato ancora costruito» conferma. «Presumiamo che la maggior parte dei progetti non potrà essere realizzata entro i termini previsti. Ciò vale anche per i progetti di impianti fotovoltaici sulle pareti antirumore in Ticino (sull'autostrada A2), che hanno subito dei ritardi rispetto alla tempistica originaria».

Mandare all'aria (al sole verrebbe da dire) un progetto che Berna ha incoraggiato fortemente verrebbe mal digerita nei corridoi della politica. E così USTRA ha proposto una soluzione: «Abbiamo offerto la possibilità di prorogare gli accordi di prenotazione, concedendo così più tempo per la realizzazione degli impianti». In gioco ci sono circa 140 gigawattora all’anno, che è il consumo annuo di quasi 40mila famiglie. La crociata per la conquista di energia solare torna ai blocchi di partenza: il sole può ancora attendere.


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