Lugano, parità salariale sotto esame: il Centro chiede trasparenza

L’interrogazioneporta in Municipio il dibattito sui divari retributivi nell’amministrazione cittadina e sulle misure per la trasparenza salariale.
LUGANO - Un’interrogazione sulla parità salariale e sulla trasparenza retributiva all’interno dell’Amministrazione comunale è stata presentata al Municipio di Lugano dal gruppo del Centro. Il documento richiama il principio della parità di genere sancito dall’articolo 8 capoverso 3 della Costituzione federale, secondo cui uomini e donne hanno diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore.
Nel testo si sottolinea come, nonostante il quadro normativo, in Svizzera persistano differenze salariali tra uomini e donne. In media, le donne guadagnano il 16,2% in meno rispetto agli uomini, pari a 1’364 franchi mensili. Il divario tende ad aumentare nel corso della vita lavorativa, risultando minimo all’ingresso nel mercato del lavoro e raggiungendo il picco prima del pensionamento.
Secondo i dati citati, solo una parte di questa differenza è spiegabile con fattori oggettivi: il 51,8% dello scarto salariale è attribuibile a elementi come settore, formazione o posizione professionale. La restante quota, pari a 657 franchi, rappresenta una disparità non spiegabile, che nel settore pubblico ammonta a 623 franchi mensili.
Il documento richiama inoltre il gender overall earnings gap (GOEG), introdotto dalla Confederazione nel 2022, che misura il divario di reddito complessivo nell’arco della vita lavorativa. In Svizzera questo indicatore si attesta al 43,2%, un valore superiore rispetto ad altri Paesi.
Tra le cause del divario salariale vengono indicate l’interruzione dell’attività lavorativa per motivi familiari, la sottorappresentanza femminile nei settori meglio retribuiti, una progressione di carriera più lenta e la presenza di pregiudizi e pratiche discriminatorie.
Il Gruppo del Centro sottolinea la necessità di monitorare la situazione e intervenire sia nel settore pubblico sia in quello privato, evitando però l’introduzione di quote o corsie preferenziali. La parità salariale, si legge, deve tradursi in pratiche concrete, trasparenti e verificabili, anche per rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Attraverso l’interrogazione, i consiglieri comunali chiedono al Municipio una serie di chiarimenti sulla situazione interna all’Amministrazione cittadina. Tra i temi sollevati figurano il numero di dipendenti suddivisi per genere, le assunzioni degli ultimi cinque anni, i salari medi e mediani, la diffusione del lavoro a tempo parziale e la presenza femminile nelle posizioni dirigenziali.
Viene inoltre chiesto se esistano differenze salariali a parità di funzione e anzianità, se siano state condotte analisi interne sul divario retributivo e quali risultati abbiano prodotto. L’interrogazione affronta anche il tema delle procedure per segnalare casi di mobbing, molestie o discriminazioni, nonché le eventuali indagini sul clima lavorativo.
Infine, i firmatari chiedono quali misure siano state adottate per favorire la conciliabilità tra vita professionale e familiare e se la Città collabori con Cantone e Confederazione su programmi legati alla parità di genere.
L’interrogazione è firmata dai consiglieri comunali del Centro (Federica Colombo Mattei come prima firmataria, Benedetta Bianchetti, Paolo Beltraminelli, Lorenzo Beretta Piccoli e Tommaso Gianella).



