«Davanti ai miei occhi la colonna di fumo lasciata dal drone»

Attacco nei pressi dell’aeroporto di Dubai: la testimonianza di un ticinese tra voli cancellati e caos nello scalo.
Attacco nei pressi dell’aeroporto di Dubai: la testimonianza di un ticinese tra voli cancellati e caos nello scalo.
LUGANO/DUBAI - La violenta esplosione avvenuta nella notte nei pressi dell’aeroporto internazionale di Dubai, provocata da un drone (probabilmente iraniano), ha avuto ripercussioni anche sul traffico aereo internazionale, coinvolgendo collegamenti provenienti o diretti in Svizzera.
Per alcune ore il traffico aereo è stato interrotto «come misura precauzionale» a seguito dell’incendio scoppiato nelle vicinanze dello scalo dopo che il drone aveva colpito un deposito di carburante. Diversi voli da e per Dubai sono stati cancellati o dirottati verso altri aeroporti. Mentre la situazione è in fase di «graduale ripresa», i disagi per i passeggeri restano notevoli.
La testimonianza di un ticinese - Tra le persone che hanno vissuto in prima persona questa delicata situazione ci sono anche i ticinesi Andre Guggeri Centorrino e Filippo Poltera, di ritorno da un viaggio di due settimane in Thailandia.
«Un anno fa avevamo fatto 3'500 chilometri a bordo di tuk tuk in giro per l'India. Quest’anno abbiamo voluto ripetere l’esperienza, ma in Thailandia. Siamo arrivati a Bangkok con un volo che faceva scalo a Dubai e poi abbiamo attraversato il Paese in scooter, percorrendo tutta la costa orientale e poi quella occidentale risalendo verso nord», ci racconta Andre. «Due settimane molto intense, trascorse casualmente mentre scoppiava una guerra. Probabilmente il primo attacco all’aeroporto di Dubai è avvenuto poche ore dopo la nostra partenza durante il viaggio d’andata», sottolinea il giovane.
Se l'andata è andata liscia, il rientro si è rivelato più complicato. «Ci hanno cambiato i voli più di una volta e ci sono stati diversi ritardi. L’aereo che abbiamo preso è arrivato a Dubai probabilmente mentre il drone raggiungeva l’area dell’aeroporto. Il pilota non ci ha detto molto: ci ha solo comunicato che lo scalo non era disponibile e che saremmo atterrati in un altro aeroporto, a una sessantina di chilometri di distanza».
Essendo un atterraggio non previsto, il velivolo è rimasto fermo per circa cinque ore, lasciando la priorità agli altri aerei il cui arrivo era già programmato. «Quando siamo finalmente arrivati a Dubai ci siamo trovati in mezzo a una valanga di passeggeri con voli cancellati o in ritardo», prosegue.
Nonostante la situazione, l’organizzazione dei trasferimenti ha funzionato. «Chi non aveva più voli sostitutivi è stato trasportato in hotel coperti da Emirates. Noi invece avevamo ancora il nostro volo, anche se posticipato».
«Qui sembrano viverla serenamente» - Andre ha avuto modo di scambiare due chiacchiere con un residente. «Parlando con l’autista del taxi, che vive qui, ho trovato una persona molto serena. Secondo lui la situazione è molto ingigantita dai media, ha parlato apertamente di propaganda. Fa strano dire questo mentre sto guardando una colonna di fumo: quella lasciata dal drone caduto questa mattina, a qualche centinaio di metri da dove ci troviamo».
Nonostante gli attacchi, racconta, la vita in città appare relativamente normale. «In giro non si vedono militari o zone recintate. La difesa antiaerea sembra funzionare, quasi tutti i droni, mi è stato detto, vengono intercettati. Gli obiettivi sembrerebbero per ora aree strategiche, come basi militari statunitensi o della Nato».




