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ROVEREDO

A Roveredo riciclaggio e traffico di cocaina

Ecco come venivano gestiti gli spostamenti di denaro e droga
Deposit Photos
Fonte RSI
A Roveredo riciclaggio e traffico di cocaina
Ecco come venivano gestiti gli spostamenti di denaro e droga

ROVEREDO - Emergono nuovi dettagli sull’operazione internazionale antimafia condotta nelle scorse settimane e che ha portato all’arresto di quattro persone residenti a Roveredo. Stando a quanto riferito dalla RSI, sarebbero centinaia i chili di cocaina importati dal Sud America dal un gruppo guidato da un 62enne montenegrino, appoggiandosi ai clan Morabito della ‘ndrangheta e Papale-Ascione della camorra.

Clan a cui il 52enne napoletano residente a Roveredo sarebbe legato per rapporti di parentela. Insieme a lui, il figlio e un altro italiano domiciliato in Mesolcina.

Secondo le indagini, i tre non si sarebbero limitati a riciclare i proventi illeciti, ma avrebbero partecipato direttamente al traffico di droga. Il montenegrino e i suoi uomini organizzavano l’arrivo delle partite di cocaina con degli incontri regolari a cui partecipavano gli ‘ndranghetisti, considerati “graniticamente cristallizzati” dagli investigatori di Torre Annunziata. A tali riunioni, in alcune occasioni, hanno preso parte anche il 24enne e il padre, genero del capo.

Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno confermato la loro collaborazione e la partecipazione finanziaria all’acquisto della sostanza. Gli inquirenti ritengono che, con questi investimenti, i due italiani siano entrati a pieno titolo nel business internazionale del traffico di droga.

I guadagni del traffico di droga, lo ricordiamo, transitavano attraverso una società di Roveredo, con continui trasferimenti di denaro tra Svizzera e Italia che confluivano in acquisti di immobili e vetture.

Il 10 luglio 2024, a Ponte Chiasso, la Guardia di Finanza fermò la Ferrari guidata dal 52enne con targhe grigionesi, scoprendo 8.800 euro in contanti. Il 9 ottobre scorso, nella sua Audi vennero trovati altri 10.000 euro nascosti sotto il bracciolo centrale, che l’uomo giustificò dicendo di averli dimenticati lì. Solo l'8 luglio 2025, sotto il cambio di un'altra Audi vennero rinvenuti 40mila euro che il figlio dichiarò quali prestito per le vacanze.

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