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VALLESE

A Crans-Montana soffre anche l'economia: «Ho dovuto licenziare due dipendenti»

Bar e ristoranti riscontrano un calo sostanziale dei clienti. E i proprietari temono un crollo del valore di case e appartamenti.
AFP
Fonte 24heures
A Crans-Montana soffre anche l'economia: «Ho dovuto licenziare due dipendenti»
Bar e ristoranti riscontrano un calo sostanziale dei clienti. E i proprietari temono un crollo del valore di case e appartamenti.

SION - A quasi quattro settimane dalla tragedia, a Crans-Montana la tensione è più alta che mai. I gerenti degli esercizi pubblici e i commercianti iniziano infatti a preoccuparsi seriamente per le loro attività, e chi possiede immobili nella zona è inquieto. Lo riferisce il quotidiano romando 24heures.

«Molti proprietari temono che un’inchiesta condotta male danneggi ulteriormente la reputazione di Crans-Montana, il che potrebbe, a loro avviso, comportare una diminuzione del valore immobiliare», spiega Cedric Berger, presidente dell’Associazione dei proprietari di appartamenti e chalet dell’Altopiano di Crans-Montana. Senza contare che gli italiani costituiscono gran parte dei proprietari di chalet e appartamenti di vacanza.

Domande senza risposta - Proprio per assicurarsi che l'inchiesta venga condotta con cura, Berger chiede che il Ministero pubblico vallesano riceva il sostegno di altri Cantoni o della Confederazione. E non nasconde una certa amarezza verso il Comune: «Quando vedo lo zelo con cui vengono controllati i camini delle residenze di vacanza, mentre per diversi anni non è stato effettuato alcun controllo in un esercizio pubblico, mi pongo delle domande».

«Quest'inverno si preannuncia difficile» - Intanto i gerenti degli esercizi pubblici accusano il colpo. Philippe Nicolle, presidente dell’associazione locale di baristi e ristoratori e proprietario del Monk’is Bar, ha chiuso il suo locale per due settimane in segno di rispetto per le vittime. Dalla riapertura, però, ha ritrovato solo una piccola parte della sua clientela.

«Ho dovuto licenziare due persone. Questo inverno si preannuncia difficile, sia dal punto di vista umano che economico». Il suo bar, situato nel seminterrato e dedicato alla movida, ha riscontrato un calo degli avventori particarmente forte. «Ma la situazione è difficile per tutti», sottolinea.

E neanche i negozi sembrano passarsela meglio. Il proprietario di una boutique, citato dal quotidiano vodese, racconta di non aver venduto nemmeno un orologio nelle ultime due settimane.

«Eravamo un luogo di gioia. Spero che quella gioia ritorni» - «In questo periodo si scrivono così tante cose negative su Crans-Montana. Certo, bisogna fare piena luce su questa tragedia, ma non è una ragione per infangare un intero luogo e i suoi abitanti», commenta la storica Sylvie Doriot Galofaro, che è cresciuta proprio a Crans. «Un tempo eravamo un luogo di gioia. Spero che quella gioia ritorni».

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