Quasi 49 miliardi in sovvenzioni federali

Si tratta di 9 miliardi in più rispetto al 2015, senza considerare gli effetti dell'inflazione.
BERNA - Lo scorso anno la Confederazione ha versato quasi 49 miliardi di franchi in sovvenzioni. Negli ultimi dieci anni, nonostante la pressione al risparmio, i pagamenti sono aumentati. È quanto scrive l'Institut für Schweizer Wirtschaftspolitik dell'Università di Lucerna in un rapporto pubblicato oggi.
Secondo i dati raccolti, lo scorso anno la Confederazione ha versato 48,6 miliardi di franchi, ovvero 9 miliardi in più rispetto al 2015, senza considerare gli effetti dell'inflazione. Entro il 2028 la crescita al netto dell'inflazione dovrebbe ammontare a ulteriori 2,6 miliardi di franchi.
L'istituto ha individuato un totale di 20'641 beneficiari. L'82% di tutti i pagamenti è andato a istanze statali o di proprietà prevalentemente statale. Si trattava, ad esempio, di cantoni, università e ferrovie di montagna.
Secondo il rapporto, il principale beneficiario per volume delle sovvenzioni sono le FFS (2,43 miliardi di franchi). La maggior parte dei versamenti (175 pagamenti) è stata invece ricevuta dal Politecnico federale di Zurigo.
Quasi tre quarti di tutte le sovvenzioni sono state destinate a dieci voci. Sul fronte delle spese, prevale soprattutto il sociale con circa 24 miliardi di franchi, trainato dai contributi federali all'AVS. Il rapporto cita, tra l'altro, il fondo per le infrastrutture ferroviarie, l'Assicurazione invalidità, i pagamenti diretti per l'agricoltura e l'assistenza sociale per i richiedenti asilo. Ad eccezione dei pagamenti diretti, le voci più consistenti hanno registrato una crescita reale dal 2015.
A un secondo sguardo, però, si nota che, in termini di numero di pagamenti, è il settore privato a dominare. La Confederazione non solo eroga sovvenzioni tramite altri enti statali, ma destina parte dei propri fondi anche direttamente a un ampio spettro di associazioni, imprese a scopo di lucro, fondazioni. I dati mostrano che 14'867 destinatari dei bonifici sono persone giuridiche private. Tra questi figurano oltre 6400 pagamenti a società per azioni e circa 5000 beneficiari sono associazioni.
Nel suo rapporto, i ricercatori sollevano la questione se la Confederazione non debba disporre di un registro pubblico dei beneficiari di sovvenzioni. Il fatto che attori privati siano coinvolti nell'attuazione di compiti pubblici non è di per sé criticabile, secondo il documento. Il problema sorge tuttavia quando il numero dei pagamenti è talmente elevato che il Parlamento e gli elettori non sono più in grado di verificare se i trasferimenti siano giustificati e perseguano l'obiettivo prefissato.
Se si vuole che la trasparenza e il controllo democratico dell'efficacia siano più che semplici dichiarazioni d'intenti, occorrono riforme nella pratica delle sovvenzioni. Bisognerebbe per esempio discutere del diritto di partecipazione degli aventi diritto di voto mediante il referendum a livello federale, come accade in alcuni Cantoni. Si potrebbe anche chiedere al Controllo federale delle finanze di eseguire verifiche periodiche, destinate al parlamento, sui beneficiari delle sovvenzioni.
I tagli alle sovvenzioni sono anche oggetto del pacchetto di misure di alleggerimento del bilancio federale attualmente in discussione in Parlamento. Il Consiglio degli Stati, che ha discusso il progetto per la prima volta, intende tuttavia limitare le sforbiciate previste dal Consiglio federale, per esempio per quanto attiene al programma di risanamento degli edifici e ai contributi al fondo per le infrastrutture ferroviarie.



