Franzoni, la commozione prima della festa

«L’anno scorso ero qui con Matteo…»
«Mi sono battuto anche per lui».
«L’anno scorso ero qui con Matteo…»
«Mi sono battuto anche per lui».
KITZBÜHEL - Seconda vittoria stagionale (e in carriera) dopo Wengen e conferma di essere diventato uno sciatore top: a Kitzühel, sulla mitica Streif, Giovanni Franzoni ha vissuto la sua personale consacrazione. Ha tenuto a bada la tensione, ha saputo rimanere concentrato, è riuscito a sprigionare tutta la sua potenza quando era necessario e così… ha battuto tutti gli avversari, compreso un Marco Odermatt indemoniato.
La festa finale? Ovvia, rumorosa e anche emozionata. All’arrivo prima e sul podio poi, l’italiano non è infatti riuscito a trattenere le lacrime. Per la gioia, certo, ma anche per la commozione.
«Sto tremando - ha confermato in un’intervista concessa alla Rai - questa per me era una gara speciale, una giornata speciale. Sono partito con in testa Matteo (Franzoso, il giovane compagno di nazionale morto a settembre a causa di una brutta caduta durante un allenamento in Cile, ndr) e mi sono battuto anche per lui. Lo scorso anno eravamo qui insieme e così mi ha dato un po’ di forza. Sapevo che non sarebbe stato facile, per nulla, anche tenendo conto del fatto che Odermatt era super motivato. Sono partito un po’ contratto, forse per i tanti pensieri, ma poi ho fatto una seconda parte da paura».
Cominciata la stagione da “promessa”, il 24enne è ora una certezza nel panorama dello sci internazionale. Un rivale in più che tutti, rossocrociati in testa, dovranno considerare alle prossime Olimpiadi invernali.








