Juri Hollmann ha sfiorato la morte ma si è rimesso in piedi

Durante l’ultimo Giro d'Italia, il tedesco è stato vittima di un terribile incidente. Ha riportato molteplici fratture e un’embolia polmonare, rischiando di morire
Camminare di nuovo? È tornato a gareggiare
Durante l’ultimo Giro d'Italia, il tedesco è stato vittima di un terribile incidente. Ha riportato molteplici fratture e un’embolia polmonare, rischiando di morire
Camminare di nuovo? È tornato a gareggiare
BERLINO - Juri Hollmann non dimenticherà tanto presto il 15 maggio 2025. Alla prima partecipazione al Giro d'Italia, il tedesco ha infatti vissuto un dramma nella sesta tappa. Una caduta, nella quale ha riportato gravissime ferite. In un'intervista con l'ex professionista Rick Zabel, il 26enne ha raccontato per la prima volta il terribile incidente, spiegando come ha lottato per la vita e rivelando i dettagli del suo lungo calvario.
La mia vita è completamente cambiata
«Onestamente, è un miracolo che io sia sopravvissuto», ha ammesso l'ex corridore della Alpecin-Premier Tech. La strada dove è avvenuto l'incidente era una vera e propria pista di pattinaggio a causa del diluvio che si era abbattuto sulla zona. E l'asfalto viscido ha fatto perdere il controllo della bici a Hollmann, che ha colpito in pieno un cartello stradale. «Da 67 chilometri all'ora a zero: quel giorno la mia vita è completamente cambiata - ha aggiunto - Avambraccio rotto. Bacino frantumato. E purtroppo tanto altro. Ho colpito il cartello con la coscia e, "entrando" nel bacino, il femore lo ha fatto esplodere. Ho aperto gli occhi e ho visto il mio braccio, che sembrava un po' diverso dal solito. Poi ho sentito un dolore fortissimo, ma non riuscivo a localizzarlo. Avevo solo male dappertutto. Cosa ricordo? Che ho urlato e ho detto che volevo dormire. Poi ho perso i sensi perché il dolore era semplicemente troppo intenso».
Il tedesco è stato inizialmente trasportato all'ospedale di Napoli, prima di essere trasferito in una clinica specializzata a Herentals. Dopo una prima operazione al braccio eseguita in Belgio, la situazione è tuttavia precipitata e il ciclista è stato vittima di un'embolia polmonare.
Esperienza di pre-morte
«Dei coaguli di sangue avevano ostruito tutto il polmone. Non riuscivo più a respirare. Ho sfiorato la morte». Il tedesco è stato poi trasferito d'urgenza all'ospedale universitario di Anversa, dove è stato "trattato". Ma non in anestesia generale, bensì in uno stato di semi-sonno. Un segno tipico di un'esperienza di pre-morte. Solo dopo il trattamento dell'embolia, il tedesco ha visto ricostruire il suo bacino... con quattro placche e 24 viti. Dopo cinque settimane in Belgio, Juri è passato attraverso otto settimane di riabilitazione a Berlino. In totale, è rimasto tre mesi sulla sedia a rotelle.
In quel momento non pensava a un ritorno alle gare. «A un certo punto, mi sono detto che non si trattava più di tornare. Si trattava di capire se sarei mai guarito e quanto tempo ci sarebbe voluto. Speravo solo di non avere conseguenze permanenti, come una paralisi alla gamba». Per fortuna, così non è stato. Il ciclista è infatti riuscito a risalire in bicicletta e a tornare a gareggiare nelle corse di gravel con i colori della squadra svizzera Canyon x DT Swiss All-Terrain Racing.








